Valentino contro tutti su GQ: "Stoner e Lorenzo? Finalmente sinceri. Loro più veloci di Biaggi e Gibernau"

Valentino Rossi si confessaRossi. Osannato, idolatrato, criticato, odiato. Un 9 volte Campione del Mondo di motociclismo non nasce ogni giorno, e proprio per questo motivo è difficile che le gesta di uno sportivo di tale spessore, possano lasciare il pubblico indifferente. Se quel gran comunicatore di Mister "Zeru tituli" ci ha insegnato qualcosa le chiacchiere passano, i numeri restano.

Teoria valida per Biaggi (neo iridato della Superbike a 39 anni suonati) così come per Rossi pronto a rimettersi in gioco cambiando "casacca" e trasferendosi alla corte di Del Torchio. Il pesarese, protagonista di un 2010 sfortunatissimo, appare in copertina su GQ in edicola dall 1 ottobre.

Nell'intervista Vale confessa quello che è il "reale" rapporto che intercorre tra i colleghi, ma più che altro rivali, della MotoGP. "Lorenzo ha trovato il coraggio di dire quello che pensa di me? Mi fa piacere." - dichiara Rossi - "Quando sei ferito e cominci a perdere sangue, i più giovani si sentono immediatamente più forti e pensano di poterti sbranare: è come nella giungla."

"Però mi piace. È giusto così. All’inizio, Lorenzo, come Stoner, diceva, 'Ah, Valentino era il mio eroe, quando ero piccolo', ma non è vero. Sono tutte palle. Io sono solo un ostacolo, un bersaglio. Come Biaggi lo era per me. Quando due persone lottano per lo stesso obiettivo, è normale che si odino a vicenda. Chi lo nega, mente.Non dico un odio omicida, ma violento sì. Perciò mi fa piacere che Stoner e Lorenzo dicano veramente quello che pensano di me. Perché è la verità".

L'augurio di una pronta guarigione fatto dal compagno di scuderia poco prima del via del Gran Premio del Mugello. Ecco il Rossi pensiero che colpisce diretto e forte come un bazooka: "Che falso...". Un mondiale con le flebo, da rianimare, forse stravolgere, ma che nella mente del centauro di Tavullia è già una certezza.

"Innanzitutto il numero giusto di concorrenti sarebbe 24 o 26. Al momento io terrei i quattro tempi, perché se è vero che a tutti piacciono le 500 due tempi, il mondo ormai viaggia con il quattro tempi, purtroppo. Io credo che la cilindrata giusta sia 1000 cc, non 800 cc; con un limite di 16.000-17.000 giri al minuto, e non di 19.000 come adesso, in modo che le moto non possano arrivare a 360 km/h. Secondo me, 320 km/h possono bastare. Bisognerebbe poi togliere molta elettronica e molti accorgimenti di aiuto alla guida. Ne vorrei un quarto di quella che usiamo adesso."

"Ora la moto sa esattamente dove si trova, sulla pista, e quindi sfruttando l’elettronica puoi adattarla in modo che percorra ogni curva alla perfezione. Vedremmo bellissime impennate, grandi derapate in zona di frenata e gare più combattute. Per gli pneumatici massima apertura. La concorrenza tra i diversi produttori è positiva». Rossi tra passato, presente e futuro, dai duelli con Biaggi e Gibernau a quelli con Lorenzo, Pedrosa e Stoner «Il fatto è che i miei rivali di adesso sono di una nuova generazione e sono più veloci di Sete e Max. Non ho dubbi su questo. Fra i tre, Lorenzo mi pare il più equilibrato"

La nuova avventura in Ducati. Questione di soldi, motivazioni o cosa? "La Ducati è italiana, come me. Se volessi inseguire il record di Agostini, resterei con la Yamaha, perché sarebbe più facile. Di certo, il movente non è il denaro, perché alla Ducati mi daranno esattamente quello che avrei preso alla Yamaha. Non ho mai scelto la moto con cui correre sulla base dei soldi. La Yamaha mi aveva fatto un’offerta. Io sono andato alla Ducati e ho detto: “Vi va bene questa cifra?”. Loro hanno risposto di sì, e la questione si è risolta. È stato facile. È più la voglia di provare sensazioni nuove, a spingermi".

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