FIC: denuncia alla Commissione Europea per la liberalizzazione del mercato della Personalizzazione

Logo FICAl Bike Expo Show di Padova la Federazione Italiana Customizer (FIC) ha partecipato ad un incontro con i migliori esperti di omologazioni in ambito nazionale; in questa occasione il dott. Mag. Giosuè Rossi (FIC), relatore ed organizzatore della riunione, ha evidenziato il suo ultimo progetto di legalizzazione del mercato della personalizzazione.

L'Italia infatti non ha una normativa tecnica paragonabile a quella dei maggiori Stati Europei, come ad esempio la Germania, che hanno sistemi di omologazione e certificazione all'avanguardia e le cui imprese producono componenti e veicoli unici regolarmente omologati.

La Comunità Europea prevede che ci sia l'automatico riconoscimento delle certificazioni rilasciate dagli Stati membri: ciò non avviene in Italia dove l'art. 78 comma 2 stabilisce una visita e prova successiva alla modifica di un veicolo, a prescindere dall'omologazione nazionale rilasciata da un altro Paese della CE (es. TUV).

La normativa italiana viola quindi i Trattati posti a fondamento della stessa Comunità: per queste ragioni il dott. Rossi ha inviato una serie di documenti che provano la lesione di cui sopra alla Commissione Europea, l'organo cui spetta il compito di verificare la corretta attuazione del diritto comunitario da parte degli Stati Membri.

Se la Commissione valuterà positivamente la querela del dott. Rossi, ciò porterà il nostro Governo innanzi alla Corte di Giustizia con un procedimento destinato, in caso di doppia conforme, a sfociare in una sanzione pecuniaria per lo Stato Italiano.

Per il riconoscimento delle omologazioni rilasciate dagli altri Paesi non servirà una legge che modifichi il Codice della Strada italiano ma, seguendo la procedura già adottata dal Ministero per la regolarizzazione delle pellicole oscuranti per auto, basterà emanare una circolare che preveda l'automatico riconoscimento delle omologazioni europee, sfruttando il comma 1 dell'articolo 78 del C.d.S.

I benefici per i soci sono evidenti: se il Ministero intraprenderà la strada evidenziata dal dott. Rossi, modificare un veicolo in Italia sarà infatti possibile attraverso l'omologazione tedesca dei componenti o con l'omologazione a unico esemplare.

La Federazione, per mezzo del suo Presidente, ha così sottoscritto la “denuncia alla Commissione Europea per la liberalizzazione del mercato della personalizzazione”, chiedendo all'Istituzione Comunitaria di prendere posizione quanto prima su questa questione che impedisce l'installazione, sui veicoli italiani, dei componenti omologati in Europa.

La Commissione ha quindi richiesto al dott. Rossi di produrre documenti che provino quanto indicato nella denuncia; l'appoggio al progetto delle aziende che si occupano di customizzazione è un ulteriore indizio di come in Italia le certificazioni degli altri Paesi europei non siano riconosciute.

La Federazione sta studiando altre azioni da intraprendere e parallelamente i tecnici si stanno occupando di sviluppi nel settore; tutti i customizzatori non iscritti possono prendere contatto con la Federazione per poter risolvere i problemi della categoria.

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