Rossi e Stoner: quale tattica a Misano?

Valentino Rossi e Casey Stoner a Laguna SecaQuale tattica useranno Valentino Rossi e Casey Stoner a Misano? Il GP di San Marino è il vero crocevia di questo mondiale. L’ultima spiaggia per Stoner e la Ducati rispetto al titolo iridato.

Rossi è saldamente capo classifica con 50 punti di vantaggio su Stoner, che pure ha letteralmente dominato prove libere e qualifiche nelle ultime sei gare. Che, si sa, non contano per la classifica di gara e campionato ma non è vero che non hanno un peso nel determinare i livelli di competitività esistenti.

La caduta del campione del mondo a Brno (la prima in gara da quando è in sella alla Ducati), oltre ad avere lasciato a bocca asciutta l’australiano, ha anche alimentato polemiche con strascichi duri a morire.

Abbiamo già scritto che una caduta ci può stare (vale per tutti) ma ci sono cadute che pesano il “doppio”. Quanto peserebbe a danno del binomio campione del Mondo in carica, quella di Brno, se alla fine dovesse essere determinante per la perdita del titolo iridato?

Misano potrebbe quindi dire una parola decisiva su un interrogativo non di poco peso: perché Stoner è caduto a Brno? Forse perché (dopo aver perduto il gran duello di Laguna Seca) è stato tradito dalla “pressione” causata dall’ombra di Valentino che si faceva sotto? Quindi uno Stoner debole nella tenuta psicologica che, al pari di altri campioni (Gibernau, Biaggi ecc.), alla fin fine è “costretto” a lasciare “via libera” al sette volte campione del mondo?

Ma c’è anche un’altra interpretazione. La caduta di Stoner non a causa della “pressione” imposta da Rossi, ma frutto di una perdita di “concentrazione” per un errore di valutazione del “canguro”, in quel caso troppo sicuro di sé, troppo sicuro della sua superiorità e della competitività della sua Ducati. Una caduta tipo quella fatta da Valentino nell’ultima corsa di Valencia, con il titolo andato in tasca ad Hayden. Vedremo a Misano. Dopo la corsa, difficilmente il nodo resterà tale.

Stoner non ha alternativa in riva all’Adriatico: vincere. Ma come? Con una corsa tutta d’attacco, tentando subito la fuga e tirando il “collo” a Rossi? O con una corsa d’attesa, rallentando il ritmo, magari cercando di far inserire nella lotta di testa altri piloti (per infastidire il pesarese), e poi sparare tutte le cartucce nel finale? 50 punti sono un gap pesantissimo. Ma non impossibile.

Valentino Rossi gioca in casa: non è pilota che parte per fare secondo, che sfugge il corpo a corpo pensando alla classifica. Date le caratteristiche del tracciato romagnolo (pista “tecnica”, abbastanza stretta con molte curve lente, staccate e grandi accelerazioni particolarmente favorevoli alla rossa di Borgo Panigale), l’alfiere della Yamaha potrebbe tentare una tattica di gara come quella usata a Laguna Seca.

Il pesarese non ha ancora vinto a Misano (brucia ancora la debacle del 2007) in MotoGP. E, vincendo, oltre al titolo sempre più vicino, si porterebbe a 68 vittorie nella classe regina, eguagliando il record di Giacomo Agostini. Come dire, mettersi sulla vetta del mondo …

Altro interrogativo riguarda le gomme. Se Michelin non avrà recuperato il gap disastroso di Brno, per i suoi piloti sarà un altro calvario. C’è da sperare di no. Altrimenti ci saranno due corse in una. Anzi tre: davanti Rossi-Stoner (o Stoner-Rossi), poi gli altri piloti gommati Bridgestone, infine quelli gommati Michelin.

Sa che bello! Una schifezza.

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