Per Carmelo Ezpeleta è ancora Rossi il più amato, Stoner poco lungimirante

Il boss Dorna dice la sua sulla stagione che sta per iniziare e non lesina le critiche a Stoner.

Stiamo ormai entrando nel vivo e mancano pochissimi giorni al via della stagione MotoGP 2013 e oltre alle dichiarazioni dei piloti non poteva mancare un commento di Carmelo Ezpeleta, il boss Dorna, l’uomo più potente del mondiale, che a 66 anni pregusta già un anno memorabile, con ben tre piloti spagnoli in lizza per il titolo, senza dimenticare il ritorno di Rossi in Yamaha.

A proposito dei “Fab Four” ha dichiarato al magazine spagnolo AS:

“Quello che ha fatto Marquez nei test è eccezionale, ora basta aspettare. Pedrosa e Lorenzo sono in gran forma, tanto come lo erano nel 2012. Per quanto riguarda Rossi penso che non si sia fatto notare prima di Jerez perchè non si stava esprimendo al meglio. Sarà una sfida a quattro. Quest’anno ci divertiremo tanto.”

Ezpeleta non esita a paragonare Marquez a Rossi, perlomeno al Rossi dei primi anni e sul campione di Tavullia e del suo rapporto con Ducati dice:

“Rossi ha un suo modo di fare le cose e in Ducati non lo accettarono Pensava di poter fare come aveva già fatto in Yamaha, cioè di arrivare coi suoi e chiedere cambiare tutto. E di cose da cambiare ce ne sarebbero state, perchè solo Stoner è stato in grado di vincere con quella: comunque, nonostante gli scarsi risultati con Ducati Valentino è rimasto il pilota più amato e, tanto per fare un esempio, è stato quello che ha venduto più merchandising durante l’ultimo GP in Spagna, più di tutti gli altri messi assieme.”

E su Stoner, campione indimenticabile che ha deciso di appendere il casco al chiodo a soli 27 anni, Ezpeleta ha un’idea ben precisa:

“Penso che Stoner, dopo l’incidente di Marco, come tutti si sentì toccato nel vivo e decise di dire cosa non gli andava del Mondiale. Ho discusso con lui su molte cose, però non lascio che altri discutano sulla gestione del campionato come io non mi metto a intervenire sulle ruote di uno moto o su altri aspetti tecnici. Casey non voleva le CRT, ma perchè non era in grado di guardare avanti. Invece, i team che hanno scelto le CRT preferiscono quella soluzione invece di nulla. Non c’erano più soldi per continuare a pagare tre milioni e mezzo di euro per una singola moto, mentre ora la miglior CRT ha un valore di 1,2 milioni, mentre la più economica di soli 600.000, e viaggia a solo un secondo e mezzo di distanza.

L’abbattimento dei costi è un punto fondamentale, soprattutto in tempi disastrosi sia per il mercato di settore, sia per l’economia in generale:

“Quando dico che si devono ridurre i costi è per un motivo e Yamaha è andata in Texas con la metà del materiale per risparmiare denaro. Il problema di Ducati non era andare o meno in Texas, ma ridisegnare la propria struttura e realizzare una moto competitiva. Ora c’è un nuovo proprietario, che ha le risorse necessarie, la voglia di vincere e il tempo.”

Sul ritorno di Suzuki nella classe regina, ribadisce i concetti già dichiarati in passato:

“Si dice che in Suzuki arriverà nel 2014 ma potrà farlo solo se utilizzano uno dei team già presenti nel Mondiale.E che non mi minaccino di andare in Superbike, perchè tanto anche lì sono io che decido.”

Come sempre Ezpeleta non le manda a dire e tra le altre novità per il 2014 è quasi del tutto sicuro che si farà il GP in Argentina mentre per l’India Dorna sta ancora valutando.

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