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Tutti gli articoli con tag incidenti

Il numero di incidenti mortali su due ruote è cresciuto del +34,4% nei primi mesi del 2011

pubblicato da Michele Lallai


Se per le auto la situazione dei sinistri è molto positiva, con un netto calo di feriti e morti rispetto al primo periodo del 2010, non possiamo dire lo stesso di moto e ciclomotori. Il precoce arrivo della primavera ha portato molti motociclisti sulle strade, e tantissimi incidenti in più nel primo quadrimestre dell’anno. I dati sono a dir poco allarmanti, e forse non basta il bel tempo a giustificare un +34,4% di incidenti mortali.

I dati sono stati rilevati fino allo scorso weekend, con un conteggio di 86 sinistri mortali con moto/scooter/ciclomotori coinvolti, ovvero 22 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, un aumento di 1/3. Solo negli ultimi 3 weekend sono morti sulle strade rispettivamente 12, 11 e 9 motociclisti, che corrispondono al 57% e 48% di percentuale di morte sul numero complessivo degli incidenti. Un dato decisamente allarmante.

L’Asaps, che ha condotto lo studio, non da tutta la colpa al clima favorevole, ma punta il dito anche contro le infrastrutture. Guard rail, buche, segnaletica insufficiente e chi più ne ha più ne metta. Ovviamente lo stato non sembra lavorare tanto per garantire la sicurezza sulle nostre strade, e la situazione peggiora di anno in anno.

Ma un appello al buonsenso di chi va in moto è giusto rivolgerlo. E’ difficile privarsi del divertimento di una sana sgroppata quando le curve si fanno fitte e l’asfalto tiene, con qualsiasi mezzo abbiamo sotto, ma tenere il cervello sempre acceso e mai esagerare ci sembra il miglior consiglio, forse l’unico che possiamo dare senza fare prosopopea.

WSBK: Le delusioni di Assen

pubblicato da Michele Lallai

Superbike 2011 - Assen

Fra le mille emozioni del terzo GP della stagione Superbike, ovviamente, ci sono i piloti che ad uno scarso punteggio conseguito associano un brutto voto in pagella. Senza rimescolare i voti che già abbiamo dato, ci limitiamo ad analizzare le performance deludenti di alcuni protagonisti, in un round che ha brillato per la grande impresa dei piloti di testa e ci ha fatto dimenticare gran parte dei piloti presenti in pista.

Perchè se proprio dobbiamo trovare del marcio ad Assen, dobbiamo andare a guardare i distacchi. In Gara1 abbiamo visto una bella bagarre nei due gruppetti formatisi in testa, distaccati fra loro di poco per la maggior parte della gara, mentre in Gara2, fra il primo e il quinto classificato (Haslam), sono trascorsi ben 15 secondi. In entrambi i casi le volate tipiche di questo round sono venute a mancare, e nonostante il grande spettacolo dato dalla coppia di testa negli ultimi giri, il resto del gruppone non ci ha emozionato particolarmente. Assen è diventato una laurea breve.

Team Liberty, quelli della Ducati color birra. Abbiamo assistito ad una sorta di sfortunato suicidio di coppia in Gara1. Vedere un team intero autoeliminarsi alla stessa curva durante lo stesso giro, fa sempre un certo effetto. La sfortuna ovviamente ci ha messo lo zampino, mentre Kuba, che sembrava così veloce in prova, ha deluso le aspettative rovinando anche la gara del compagno, in piena rimonta e recupero di forma dopo l’infortunio.

Superbike 2011 - AssenSuperbike 2011 - AssenSuperbike 2011 - AssenSuperbike 2011 - AssenSuperbike 2011 - AssenSuperbike 2011 - AssenSuperbike 2011 - AssenSuperbike 2011 - Assen

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De Puniet: rimossa la vite al ginocchio sinistro

pubblicato da Nico Condorelli

DePuniet_2011

Nella giornata di ieri Randy De Puniet è stato sottoposto a un intervento chirurgico per estrarre dal ginocchio sinistro la vite che i medici inserirono durante l’operazione alla gamba fratturata lo scorso anno al Sachsenring. L’intervento è riuscito perfettamente: adesso il francese avrà a disposizione qualche giorno di riposo prima della terzo round del motomondiale, in quel di Estoril.

Il pilota del Pramac Racing Team ha dichiarato: “Sto bene, anche se ora che l’anestesia locale ha perso il suo effetto sento un po’ di dolore. Si chiude un altro capitolo, adesso senza questa vite spero di migliorare anche le prestazioni in pista. In questi giorni mi allenerò per recuperare la condizione fisica in vista della gara in Estoril“.

MotoGP 2011 - JerezMotoGP 2011 - JerezMotoGP 2011 - Qatar - Gara 2a parteMotoGP 2011 - Qatar - Gara 2a parte

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Sicurezza: la Honda punta sullo sviluppo di nuovi airbag

pubblicato da Gianni C.

Airbag by Honda - Sviluppo nuovo sistema di sicurezza

La sicurezza su due ruote diventa un fattore sempre più importante al momento dell’acquisto di un motociclo. Honda l’ha capito e da tempo continua in maniera costante e decisa lo sviluppo di airbag per due ruote sempre più veloci e avvolgenti, che riducano al minimo i rischi di infortunio del motociclista in caso di incidente.

Ad oggi l’unica due ruote in commercio della casa dell’ala dorata opportunamente attrezzata è l’Honda Goldwing, che monta airbag all’altezza del serbatoio. Il nuovo brevetto prevede ulteriori airbag montati nell’area della strumentazione, zona molto importante soprattutto per chi guida una sportiva in posizione piuttosto accovacciata.

Particolare cura è stata rivolta agli incidenti frontali: in questi casi il centauro viene spesso scaraventato in avanti e con forza notevole fuori dal motociclo o, peggio ancora, contro l’altro veicolo. La casa giapponese ha montato il prototipo su una CB 1300. Molto interessante è notare come gli stessi airbag si gonfino in posizione differente (più a destra o più a sinistra) in base all’angolo di sterzo. Davvero niente male! Date un’occhiata alla gallery.

Airbag by Honda - Sviluppo nuovo sistema di sicurezzaAirbag by Honda - Sviluppo nuovo sistema di sicurezzaAirbag by Honda - Sviluppo nuovo sistema di sicurezzaAirbag by Honda - Sviluppo nuovo sistema di sicurezzaAirbag by Honda - Sviluppo nuovo sistema di sicurezza

via | Visordown.com

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Protezione cervicale Moveo Brace

pubblicato da Nico Condorelli

Collare Moveo Brace

La casa spagnola Moveo Safety ha recentemente progettato, sviluppato e realizzato il collare per la protezione della zona cervicale Moveo Brace. Questa protezione è rivolta a tutti quegli sport in cui è obbligatorio e necessario l’uso del casco, integrale e non, e naturalmente, anche alle moto. E’ possibile utilizzare Moveo Brace con la maggior parte di moto e scooter, ad eccezione delle moto da sterrato e da pista: in queste due discipline il collare potrebbe impedire al pilota i movimenti necesssari o limitarne la visibilità.

Lo svantaggio principale della maggior parte dei collari presenti sul mercato è che sono scomodi da indossare o togliere, nonchè ingombranti da trasportare. E se una protezione non è comoda, si finisce per non usarla. Ma il motto in Moveo in tema di sicurezza è “Everyday, everywhwere“. Sulla base di tale premessa è stato sviluppato Moveo Brace, protezione adatta sia all’utilizzo quotidiano sia in differenti sport. La sua sicurezza si basa sulla limitazione del movimento del collo: il collare infatti consente una completa mobilità in circostanze normali, ma in caso di incidente il casco tocca il colletto posteriore, sostenuto dalle nostre spalle, impedendo che l’angolo di piega del collo raggiunga un punto critico.

Il peso è di 795 grammi (723 la versione Carbon), regolabile su quattro taglie, si indossa e si rimuove facilmente, può esser smontato per occupare meno spazio. E’ previsto il fissaggio mediante cinghie, ma la Moveo Safety sta cercando di raggiungere un accordo con i maggiori produttori di abbigliamento tecnico affinchè includano gli appositi agganci per il collare già in fase di progettazione dei capi. Il prezzo al pubblico è di 249 euro per la versione standard e di 349 euro per la Carbon.

Collare Moveo BraceCollare Moveo BraceCollare Moveo BraceCollare Moveo Brace

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DISMO: disabili in moto

pubblicato da Nico Condorelli

Logo DISMONell’immaginario collettivo siam portati a inquadrare i due concetti di disabilità e motociclismo come diametralmente opposti, divisi da un impossibilità oggettiva (talvolta causata proprio da un incidente) di una particolare condizione fisica. Non dobbiamo però mai dare per scontato che il “nostro” motociclismo sia l’unico “giusto” o possibile e che il concetto stesso di motociclismo possa invece abbracciare svariati modi di vivere le due (o tre) ruote. Abbiamo degli amici bikers che non avremmo mai pensato di avere: guardare alla loro esperienza serve anche a noi, per poter vivere in modo più completo la nostra.

In Italia attualmente la DISMO è l’unica associazione che assiste il disabile in tutto l’iter da seguire per condurre un motociclo: dalla valutazione del caso specifico all’allestimento di un motociclo a seconda delle reali capacità di guida grazie alla collaborazione con centri di ricerca, autoscuole, centri di test ed allestitori di mezzi altamente qualificati. Inoltre si occupa del monitoraggio delle leggi, propone attività, segue la problematica specifica della categoria, organizza giornate di condivisione della passione motociclistica.

DISMO è la prima associazione ad impegnarsi contemporaneamente sul fronte della sicurezza stradale e della prevenzione degli incidenti, della difesa del diritto a una mobilità sicura delle persone di qualsiasi età e condizione sociale, del riconoscimento del motociclo come bene mobile primario al pari dell’auto, della diffusione della storia, della cultura e dell’arte motoristica, del sostenimento della possibilità di montare regolarmente accessori diversi dagli originali sui mezzi motociclistici a due o più ruote rendendone possibile la regolare omologazione in Italia, così come accade nel resto della Ue.

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In Belgio si propone l'obbligo di capi d'abbigliamento tecnico fluorescenti per motociclisti

pubblicato da Michele Lallai

La sicurezza su due ruote è argomento sempre più frequente, in Italia come all’estero, dove i governi e i vari enti preposti analizzano la situazione e avanzano proposte per aumentare gli standard e cercare di limitare incidenti e morti. Dal Belgio arriva l’ultima proposta: tutti i capi d’abbigliamento tecnico per chi va in moto dovranno essere fluorescenti o di colori sgargianti, in modo da essere meglio riconoscibili nelle strade, a tutte le ore.

E’ una proposta avanzata dal segretario di stato Etienne Schouppe, che vede nella maggior “presenza” dei motociclisti sulla strada una chiave interessante per ridurre il numero di incidenti. In Belgio, tra l’altro, il numero di decessi su due ruote è dimezzato negli ultimi anni, al fronte di un chilometraggio raddoppiato da parte dei motociclisti, come scrive il quotidiano belga De Zondag.

Si tratta comunque di una proposta, che ancora deve passare sotto esame. Quello che ci chiediamo è se qui, da noi, una tale idea potrebbe avere seguito. Dopo il totale fallimento della proposta sull’abbigliamento tecnico obbligatorio, dubitiamo che tutti i motociclisti accettino l’idea di circolare con divise interamente giallo (o arancio) fluo. Inoltre, le strisce catarifrangenti di giubbini e tute tecniche fanno già un egregio lavoro, farebbe davvero la differenza un capo totalmente fluorescente?

via | Nieuwsmotor

ABS Bosch Generazione 9: l'ABS specifico per le due ruote

pubblicato da Nico Condorelli

ABS Bosch Generazione 9

Dopo oltre 15 anni di ricerca, Bosch ha sviluppato la generazione 9 del sistema antibloccaggio ABS esclusivamente per i motocicli. Già nel 1994 la multinazionale tedesca aveva adattato il sistema ABS alle esigenze delle due ruote, prendendo in prestito la tecnologia dal mondo delle auto. Nelle precedenti versioni, dimensioni e peso avevano fatto sì che il sistema di sicurezza rimanesse a lungo una prerogativa dei modelli di grossa cilindrata. Oggi l’ABS 9 di Bosch, con un peso e un volume ridotti di oltre il 50% rispetto alla precedente versione di 1.5 Kg (il primo ABS per moto pesava 4 Kg), consente di equipaggiare tutti i tipi di moto. Le differenze fra il nuovo e il vecchio corso potete vederle anche dai video dopo il “continua”

Se è vero che alcuni modelli di grossa cilindrata dispongono già di questo sistema, sia come optional sia di serie, sono pochi i motocicli di piccola cilindrata, come per esempio gli scooter, che attualmente hanno il sistema ABS nella loro dotazione. Nel 2010, a livello mondiale il tasso di installazione dell’ABS sui motocicli di piccola cilindrata (inferiore ai 250 cc), non arriva all’1%. Per quanto riguarda le cilindrate superiori ai 250 cc invece, l’ABS è installato su circa il 16% dei quasi 1.7 milioni di veicoli prodotti.

Eppure è noto che la fase di frenata è il momento in cui c’è maggiore probabilità di perdere stabilità. Secondo i dati del GIDAS project (German In-Depth Accident Study), il 47% degli incidenti in moto avvengono perché chi guida evita di frenare bruscamente, dato che un blocco delle ruote può causare una caduta pericolosa o il ribaltamento della moto. Al contrario, il sistema ABS permette, anche ai motociclisti meno esperti, di effettuare una frenata efficace, riducendo in modo significativo il rischio di caduta e la distanza di arresto del veicolo.

Test ABS Bosch generazione 9Test ABS Bosch generazione 9Test ABS Bosch generazione 9Test ABS Bosch generazione 9Test ABS Bosch generazione 9Test ABS Bosch generazione 9Test ABS Bosch generazione 9Test ABS Bosch generazione 9

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Nestor Motard Day il 7 novembre a Latina

pubblicato da Nico Condorelli

Jorge Nestor in azione prima del suo incidente del 2008

Appuntamento con la solidarietà al Circuito Internazionale di Latina. La manifestazione è stata organizzata il prossimo 7 novembre da 747 Motorsport, in collaborazione con Motolandia 99, L.A.Moto e Mototecnica, per portare il proprio personalissimo aiuto al pilota come Jorge Nestor, che lotta ancora per riprendersi dai gravissimo incidente che lo ha coinvolto nell’estate del 2008. Aperta a tutti gli appassionati di motard e non, in possesso di patente. Una sola moto supermotard per categoria da 250cc fino a 750 cc 2 o 4 tempi per partecipante, 100 euro di quota per ogni pilota-coppia, nessuna licenza richiesta e ben 4 classi di competizione (a numero chiuso e con preiscrizione obbligatoria):

  • Iron-Bike, 10 giri di pista con il motard, 4 con la mountain-Bike e 2 di corsa a piedi. (max 32 iscritti)
  • Kart-Bike, 40 minuti di motard + 20 minuti di kart, Honda 4 tempi da 200 cc. con protezioni a 360° velocità di 60/65 km/h, messo a disposizione dell’organizzazione (max 20 singoli o coppie)
  • Sperimental-Bike, 3 manches da 10minuti + 2 giri l’una, con partenza della 1a manche a sorteggio e ripartenza delle successive come l’ordine di arrivo della precedente, su tracciato asfaltato di 1500 metri.
  • Super Finale American Bike, riservata esclusivamente ai migliori 7 piloti (o equipaggi), che insieme a 2 sorteggiati, sempre di ogni classe, formeranno un schieramento di 27 destinato ad assottigliarsi ogni 3 giri quando, al termine della manche in corso, gli ultimi 4 partecipanti vengono eliminati. Finalissima a 11.

I tragici incidenti che coinvolgono gli altri motociclisti sono un monito alla prudenza, un avvertimento che ci ricorda di tenere la testa ben piantata nel casco, e tali iniziative permettono di onorarne il coraggio nel rispetto della sicurezza di tutti.

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Le moto non cadono mai da sole!

pubblicato da Nico Condorelli

Fedeli al motto “spettacolarizzazione prima di tutto“, i cugini d’america danno l’ennesimo saggio della differenza che intercorre in fatto di pubblicità, tra i loro canoni feroci e i nostri parametri addolciti. Il risultato fa davvero riflettere! Il video dello spot delle assicurazioni Allstate lo dimostra in pieno, immagini al rallentatore che non nascondono alcun particolare dei disastrosi effetti degli incidenti sui nostri amati motoveicoli. Una sorta di minipercorso evocativo, accompagnato da una musica lenta, che invita a riflettere sul destino dei poveri guidatori che si sarebbero potuti trovare in sella.

Naturalmente è difficile restare indifferenti dinanzi alla laconica dichiarazione del pay off: “Bikes never crash alone“, e l’obiettivo della casa Assicurativa “può dirsi assicurato“(gioco di parole a parte). Tutta un’altra storia rispetto alle numerose comunicazioni che affollano i media italiani, dove sembra invece che l’unica preoccupazione delle compagnie sia quella di rassicurare i potenziali clienti sulla serietà dei prodotti e soprattutto delle intenzioni. Insomma a noi rifilano la storiella del “potete stare tranquilli, non abbiamo intenzione di fregarvi”, mentre agli americani forniscono garanzie sulla propria salute.

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