Jerez test 2018: Jonathan Rea davanti le MotoGP

In pista per la Superbike le Kawasaki, la Ducati con il solo Melandri, la Yamaha al completo. In MotoGP spazio a Suzuki, KTM e Aprilia

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E' vero sono dei test. E' altresì vero che ci troviamo in inverno e non tutte le squadre erano presenti. E' tutto vero. Ma alla fine, il cronometro è quello che offre il giudizio supremo. E su quello si può diagnosticare fino ad un certo punto. Dunque la cronaca della giornata parla chiaro: la Kawasaki in Superbike è una moto che con Johnny Rea si è permesso di mettersi - con tutti i se ed i ma eventuali - davanti alle MotoGP. Un giro record realizzato al mattino, ma tanto è bastato al campione del mondo SBK per mettersi tutti dietro, alla faccia di chi non lo ha voluto in MotoGP negli anni passati. 1'37.986 il suo riferimento cronometrico, tre decimi peggiore rispetto a quanto stabilito da Dovizioso nel giorno precedente.

Forse è veramente fin troppo presto per offrire spunti di riflessione, ma se queste sono le conseguenze di una moto "castrata" nei giri, lo scenario che si prospetta per il 2018 è quello di ulteriore superiorità nei confronti degli avversari, in maniera manifesta tra le altre cose.

Primo dunque Rea davanti ad un Andrea Iannone tornato a sorridere con la Suzuki in queste ultime settimane. Il lavoro svolto sembra aver portato i suoi frutti, ed ovviamente Andrea non ha badato troppo al tempo, chiuso comunque con un ottimo 1'38.030. E' evidente comunque come la GSX-RR abbia cambiato marcia rispetto a quel brutto anatroccolo visto in questo 2017.

A proposito di evoluzione, ottima anche la cavalcata di KTM con Pol Espargaro, davanti a Rins ed alla seconda verdona Superbike, quella di Sykes, a 340 millesimi dal compagno di squadra.

Sesto è Petrucci davanti alla Yamaha di Lowes, chiudono la top ten di giornata Smith, Redding e Miller.

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Jerez test 2018: alle 13:30 la Superbike davanti la MotoGP


Una Superbike davanti ad una MotoGP?

Succede nei test di Jerez de la Frontera dove Jonathan Rea a metà giornata si prende la prima posizione, oltretutto con l'unico tempo inferiore al minuto e 38 secondi. 1'37.986 il riferimento cronometrico del campione del mondo Superbike che precede Andrea Iannone con la Suzuki di 44 millesimi.

E' questione solo del talento di Rea? Mica tanto, visto che Tom Sykes con la seconda Kawasaki si prende la terza piazza a tre decimi dal compagno di squadra. E' una Kawasaki che mette paura dunque, e che mostra come, si potranno castrare i giri motore, ma ad Akashi hanno per ogni ostacolo una soluzione.

E non si tratta di chiacchiere tanto per parlare, perchè al di la di tutto - tra gomme morbide, time attack o programmi differenti di lavoro - al settimo posto c'è Lowes, poi al 12esimo c'è Melandri, staccato di un secondo e mezzo.

Lavoro importante e poco incentrato sul tempo limite quello dell'italiano con la Rossa orfana di un Davies infortunato al ginocchio. Bene anche Leon Camier in questo inizio di avventura con la Honda.

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