WSBK, Ducati punta al mondiale 2016 con la Panigale bicilindrica. A Borgo Panigale presto il rombo del nuovo 4 cilindri…

Ducati correrà nel Mondiale Superbike 2016 con l'evoluzione della Panigale R bicilindrica. Ma nel futuro della Casa bolognese c'è il quattro cilindri...

Ducati Panigale R Superbike

Mentre Aprilia lascia il WSBK per concentrarsi sulla MotoGP, Ducati non molla e rilancia alla grande sviluppando il proprio impegno nel 2016 su entrambi i fronti dei due massimi campionati mondiali di velocità. Nella “classe regina” è il rientro a Borgo Panigale di Casey Stoner – seppur “solo” nel ruolo di tester e di wild card (Mugello, Phillip Island, Qatar) – a dimostrare che non si lascia niente di intentato per mettere in condizione i due piloti ufficiali Iannone e Dovizioso di lottare alla pari con i piloti delle Case giapponesi.

Nel mondiale delle derivate di serie l’obiettivo è far crescere ancora la Panigale R consentendo a Chaz Davies (quattro vittorie e secondo in campionato dopo il mattatore della Kawasaki Jonathan Rea) o a Davide Giugliano (2015 bruciato a causa delle due brutte botte a Phillip Island e a Laguna Seca) di riportare a Bologna il titolo iridato. Non c’è dubbio che la Panigale ha avuto quest’anno un forte e costante processo di crescita sia sul piano della ciclistica con la moto più bilanciata (e le nuove forcelle Ohlins provate nei test di fine novembre a Jerez hanno contribuito a una ulteriore stabilità e a una migliore precisione di guida specie nell’inserimento in curva, il precedente tallone d’Achille), sia sul piano del motore, specificatamente sul freno motore ecc. grazie soprattutto al certosino lavoro sull’elettronica.

Insomma la Panigale è diventata più bilanciata, più sicura (Giugliano, ma anche Davies sono stati spesso costretti a rischiare oltre misura), con motore più fluido senza perdere in potenza e in velocità di punta. Sarà sufficiente questo passo avanti generale per battere una concorrenza sempre più agguerrita formata da Kawasaki, Yamaha, Bmw, Honda, MV Agusta? Altre volte nelle corse una determinata moto ha raggiunto un po’ in ritardo l’apice del proprio sviluppo dovendo abbandonare il campo perché quel progetto era giunto al termine, senza possibilità di ulteriore sostanziale miglioramento. In altre parole, Ducati, con il motore “bicilindrico” è ancora in grado di contrastare efficacemente i “quattro cilindri” della concorrenza?

Pare oramai evidente che i 200 cc in più del bicilindrico rispetto ai quattro cilindri non basta a colmarne limiti strutturali (motore più brusco e difficoltà nel mettere a terra tutta la potenza), almeno stante questi livelli di tecnologia e questi regolamenti del mondiale Sbk. Per la Panigale l’iter di messa a punto è stato ancora più laborioso per i problemi legati alla geometria della sospensione posteriore. Quindi? La Ducati corre per vincere e quindi ha frantumato il tabù che la vedeva ancorata “sempre e comunque” al bicilindrico, in Sbk, anche per il rapporto diretto con le proprie (preziose) moto di serie. Alea iacta est, quindi con l’avvia del nuovo progetto “quattro cilindri” per la Sbk, una moto tutta nuova sicuramente in pista nel 2016, pronta per il mondiale 2017.

Un passaggio... esagerato? No di certo, anche perché il “papà” del nuovo motore è uno che se ne intende, quell’Ing Gigi Dall’Igna che ha già dimostrato in Aprilia come si fa un motore plurifrazionato vincente. Adesso basta aspettare. Senza dimenticare che bisogna spremere fino in fondo “questa” Panigale preparando nel modo migliore la strada alla nuova nata.

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