Yamaha Tricity: prova su strada del nuovo tre ruote

Yamaha Tricity è il primo tre ruote della storia Yamaha: ecco com'è e come va il nuovo scooter da 3.490 euro.

Tre è il numero perfetto, ma questa affermazione vale anche per il mondo delle due ruote? Per scoprirlo siamo andati a provare il nuovo Yamaha Tricity, il primo tre ruote della casa dei tre diapason. Yamaha crede infatti che il futuro della mobilità sia anche a tre ruote, con questo nuovo segmento di scooter che porterà in sella sempre più persone grazie alla facilità di guida, alla maggiore sicurezza ed alla grande praticità. Non possiamo che essere d’accordo con la casa giapponese visto che il nuovo Yamaha Tricity è uno scooter davvero disarmante per quanto riguarda la facilità di guida.

Questo grazie alla presenza del sistema a tre ruote anteriore che permette di avere una migliore stabilità sul dritto ed in curva, assorbendo al meglio anche le imperfezioni stradali e consentendo di salire e scendere da marciapiedi e cordoli laterali con grande facilità. Queste caratteristiche sono pensate per permettere una guida facile anche a chi su uno scooter non ci è mai salito, con Yamaha che propone il nuovo Tricity come soluzione per la mobilità urbana per chi non vuole più muoversi con l’automobile senza però doversi affidare ad una due ruote.

Yamaha Tricity è infatti un’alternativa a scooter e auto agile, comoda e facile, proposta con un prezzo davvero interessante: 3.490 euro. Ma scopriamo ora quali sono i segreti del nuovo tre ruote giapponese e come si guida su strada.

Yamaha Tricity: Com’è e come va

Yamaha Tricity: prova su strada

Salire in sella, grazie alla pedana piatta, è davvero facilissimo anche per chi non ha una grande agilità, con la seduta che risulta comoda e spaziosa ma leggermente inclinata in avanti. Non appena si parte si prende immediatamente confidenza con il mezzo, iniziando a divertirsi in curva ma anche sul dritto, con cambi di direzione semplici, rapidi ed estremamente stabili grazie alla doppia ruota anteriore.

Intendiamoci: l’equilibrio ci vuole comunque, lo scooter ovviamente non sta in piedi da solo, ma la guida risulta facilissima, davvero alla portata di chiunque, anche chi non è mai salito su una due ruote. Tolto il cavalletto, da fermi ci si accorge di un certo peso dell’anteriore, maggiore rispetto a quello di un normale 125 a due ruote. Questa sensazione viene meno non appena si parte, già a bassissima velocità si nota infatti la grandissima agilità dello Yamaha Tricity, il suo perfetto bilanciamento e la leggerezza di guida. Il peso di 152 chilogrammi non si sente affatto quando si è in movimento, con il Tricity che si rivela reattivo e veloce nei cambi di direzione mostrando al contempo un’elevata stabilità in curva.

Gran parte del merito, oltre alla ripartizione dei pesi equivalente sui due assi, è della forcella anteriore, chiamata Leaning Multi Wheel e brevettata dai Tre Diapason. Yamaha ha infatti sviluppato una nuova forcella a quattro steli che copia al meglio le imperfezioni della strada lavorando insieme al sistema a parallelogrammo che permette al Tricity di inclinarsi. Alcune di queste componenti sono realizzate in alluminio, materiale che ha permesso di ridurre in maniera importante la massa della zona anteriore. Il sistema a doppio stelo ha permesso di far fare agli steli anteriori da guida, lasciando il compito di ammortizzare gli ostacoli a quelli posteriori, facendo comunque lavorare in maniera indipendente una sospensione dall’altra a tutto beneficio di tenuta di strada e comfort. Le ruote anteriori sono da 14 pollici mentre la posteriore è da 12 e vantano un design moderno e dinamico che ben si sposa con il look globale dello scooter.

Per migliorare facilità d’utilizzo e sicurezza, Yamaha Tricity si propone con un impianto frenante con tre freni a disco, due sull’asse anteriore ed uno al posteriore, rispettivamente da 230 e da 220 millimetri di diametro. Questi tre freni, per rendere più semplici le fasi di frenata, sono interconnessi con il sistema UBS, acronimo di Unified Brake System: frenando con una sola delle leve il sistema ripartisce la frenata sui due assi, facendo rallentare in maniera stabile e consistente il mezzo ma togliendo un po’ di piacere di guida motociclistico.

Non troppo emozionante ma più che adatto ad un mezzo di questo tipo, il motore. Si tratta infatti di un 125 centimetri cubici quattro tempi a iniezione elettronica raffreddato a liquido capace di 11 cavalli a 9.000 giri e di una coppia massima di 10.4 Nm a 5.500 giri al minuto. Fluido e scattante, grazie anche alla particolare taratura del variatore, questo 125 ha nei consumi la sua vera forza: Yamaha dichiara infatti un consumo medio di 41 chilometri al litro. La spinta del motore è buona ad andature cittadine ma viene un po’ meno quando si superano i 70 chilometri orari, con l’allungo che non risulta entusiasmante ma, se si ha un po’ di pazienza, si riesce ad arrivare ben oltre i 110 chilometri orari di velocità massima.

Per quanto riguarda ciclistica e motore risulta difficile trovare un difetto sullo Yamaha Tricity ed anche in quanto a comfort e praticità non ci si può lamentare quasi di nulla. Il tre ruote ha dimensioni molto simili ad uno scooter tradizionale, è leggermente più pesante ma ha una stabilità imparagonabile, grazie anche alla perfetta ripartizione dei pesi. Anche le vibrazioni sono molto scarse e l’assemblaggio delle varie componenti è di ottimo livello, così come la qualità dei materiali impiegati per la costruzione.

Il particolare che però non ci è piaciuto è la sella che risulta inclinata in avanti e tende a far scivolare il guidatore che si trova così a dover cambiare, di tanto in tanto, posizione di guida. Durante la nostra prova ci è capitato più volte di arrivare con le ginocchia molto vicine al retroscudo, dovendoci spostare nuovamente indietro per riprendere una posizione di guida comoda. Parlando del retroscudo è un vero peccato che non vi sia nessun vano portaoggetti ma la motivazione è semplice: il sistema a due ruote anteriore ruba molto spazio. Così in Yamaha hanno creato un vano sottosella particolarmente capiente, capace di contenere un casco integrale ed altri oggetti di piccola taglia.



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