BMW S 1000 RR HP4 Vs Suzuki GSX-R 1000 Million: sfida in pista [Video]

Tanta elettronica a confronto con una guida più tradizionale. Due diverse filosofie su due ruote: la HP4, prima rappresentante delle sportive di ultima generazione piccole, compatte e cariche di elettronica a confronto con una supersportiva tradizionale, la GSX-R Million edition, una sportiva carica di storia, più voluminosa e priva di traction control e ABS che riesce lo stesso a regalare una guida incisiva e divertente.

Le sportive da 1.000cc sono meno gettonate di un tempo, i motociclisti sognano sempre nuovi modelli, o forse più semplicemente sognano meno e sono da un lato meno abbienti dall'altro più realisti. Le Superbike da strada però, restano per molti un vero punto di arrivo oltre a rimanere saldamente in cima alla piramide prestazionale come i mezzi di locomozione più veloci e prestazionali oggi in commercio. Le Case motociclistiche dal canto loro hanno smesso di sfornare a raffica nuovi modelli, adeguandosi a loro volta ad un mercato che è ormai mutato in qualcosa di diverso.

Un'importante tendenza del mercato è quella che, a fianco alla discesa del mercato delle sportive, ha visto questo fenomeno acuirsi proprio tra le più piccole 600cc, mentre le mille in percentuale hanno tenuto percentualmente di più. Questo ha determinato che, ormai da oltre due anni, le sportive da 1.000cc siano più vendute delle 600cc (mentre un tempo il rapporto tra i due segmenti era circa tre a uno a favore delle 600). Il calo dei volumi ha evidenziato un altro aspetto: oggi l'acquirente tipico di una moto super sportiva è quasi sempre un motociclista maturo che può contare su una forte solidità economica, lo dimostra il fatto che il venduto delle sportive over 20.000€ sia superiore a quello delle concorrenti più economiche.

Questo dato infatti non è sfuggito alle aziende motociclistiche che hanno già pronta la contromisura. Yamaha e Suzuki hanno già pronti i prossimi modelli che saranno più potenti, più esclusivi, più leggeri e anche più costosi di quelli attuali, con Suzuki che esordirà proprio con una V4 e la Yamaha con una moto fortemente imparentata con la M1 da Moto GP. Honda non starà a guardare, infatti dopo la Moto GP stradale replica per i clienti, ha già in mente un modello più economico per la larga distribuzione.

In questo test abbiamo però voluto confrontare due moto che rappresentano quasi i due estremi dell'attuale proposta in materia di super sportive da 1.000cc, entrambe dotate di propulsore a quattro cilindri in linea, ma supportate da scelte filosofiche e linee di sviluppo molto diverse tra loro. Da un lato troviamo la inossidabile GSX-R 1000 Million Edition, un must del settore, una vera icona della sportività su due ruote alla quale abbiamo già dedicato un servizio accurato e completo. Una moto un po' all'antica, per le sue dimensioni più ampie della concorrenza, la posizione di guida adatta anche all'uso stradale, la grande coppia in basso, una sella più imbottita del solito e la mancanza di sistemi come Traction Control e ABS.

Dall'altro lato del ring troviamo la splendida BMW HP4, la moto più compatta e leggera della categoria, estrema anche nella posizione di guida con sella e sospensioni molto rigide, manubri bassi e molto spioventi, un motore a corsa corta molto appuntito e tutto votato agli alti regimi e un sistema di Traction Control e ABS tra i più avanzati oggi sul mercato, il tutto corredato anche da un dispositivo di acquisizione dati con telemetria integrata.

Anche il posizionamento sul mercato è piuttosto distante: le due moto si propongono ad un prezzo rispettivamente di 14.600 euro per la Suzuki e di 22.500 euro per la BMW (al quale va' aggiunto il costo di molte componenti racing con presenti sulla versione base).

Nonostante il delta in termini di prezzo e le differenti scelte tecniche dei due costruttori, la Suzuki ha sfruttato al meglio la sua grande tradizione in questo segmento oltre ai continui affinamenti di cui è stata oggetto nel trascorrere degli anni. Così, prima su strada e poi in pista, le due moto si sono date battaglia senza esclusione di colpi, con la Suzuki che puntava sulla stabilità, il comfort, la coppia motrice oltre che sul feeling tra acceleratore e ruota posteriore. Mentre la HP4 rispondeva con la sua leggerezza e la sua fulminea reattività, allegate al motore potentissimo e al Traction personalizzabile che aiuta il pilota ad ogni uscita di curva.

LE CONTENDENTI



Sulla HP4, le famigerate prestazioni della tedesca BMW vengono esaltate da un'elettronica raffinata e sviluppata nel mondo delle corse. Le doti della Suzuki GSX-R 1000 Million invece, si affidano ad un'ottima costruzione meccanica, ad un eccellente bilanciamento dei pesi e sopratutto alle capacità del pilota, che deve saper gestire con precisione il suo polso destro per poter spingere forte in pista questa "millona" di Hamamatsu. Guida moderna vs "guida alla vecchia maniera"!

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Giusto per citare qualche cifra, ricordiamo che la BMW HP4 è dotata di un propulsore quattro cilindri in linea da 999 cm³ capace di una potenza pari a 193 CV erogati ad un regime di 13.000 giri/min. L'ago della bilancia (a secco) si ferma a 169 Kg, il che si traduce in un rapporto peso-potenza che già sulla carta intimorisce. Sarà poi l'avanzatissima elettronica a gestire egregiamente la sua esuberanza. Il prezzo per la supersportiva bavarese ci conferma il suo status di una moto per pochi con una base di partenza di 22.500 euro.

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Passando alla rivale giapponese, troviamo sempre un quattro cilindri in linea da 999 cm³ che arriva ad erogare fino a 186 CV ad un regime di 12.000 giri/min. Anche qui il peso a secco è di 169 Kg, con masse bilanciate perfettamente tra anteriore e posteriore per consentire al pilota di saggiare tutte le caratteristiche dell'esemplare celebrativo delle GSX-R 1000 senza l'ausilio di dispositivi elettronici. Al pilota infatti, rimane solo la possibilità di gestire la potenza erogata tramite la selezione di tre diverse mappature. La GSX-R 1000 Million è stata prodotta in edizione limitata di 1985 esemplari, ed il suo prezzo si ferma a 14.600 euro.


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