Toprak Razgatlioglu si ritira ad Assen: "La Yamaha saltava in ogni curva"

Il GP d'Olanda si chiude con un ritiro amaro per Toprak Razgatlioglu. Il pilota Yamaha racconta le forti vibrazioni che hanno reso impossibile proseguire.

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Massimo Schimperla
Pubblicato il 29 giu 2026

Il Gran Premio d’Olanda di MotoGP sembrava poter regalare il miglior risultato stagionale a Toprak Razgatlioglu, protagonista di una gara in costante rimonta con la Yamaha. Il pilota turco era riuscito ad avvicinarsi alle prime dieci posizioni, mostrando un ritmo competitivo, quando un improvviso problema tecnico lo ha costretto ad alzare bandiera bianca.

Al termine della gara, Razgatlioglu ha raccontato quanto accaduto, spiegando di aver dovuto fare i conti con fortissime vibrazioni della moto nelle curve a sinistra, un comportamento mai riscontrato durante tutto il weekend.

Una gara promettente interrotta da un problema inatteso

La corsa di Toprak era iniziata nel migliore dei modi. Dopo una buona partenza, il pilota Yamaha era riuscito a recuperare numerose posizioni grazie a un ritmo sempre più convincente.

Secondo il turco, tutto sembrava procedere nella direzione giusta fino a quando la sua M1 ha iniziato a comportarsi in modo anomalo.

Le vibrazioni, concentrate esclusivamente nelle curve verso sinistra, sono aumentate giro dopo giro fino a rendere la moto estremamente difficile da controllare.

Razgatlioglu ha spiegato di aver provato a modificare le traiettorie e il proprio stile di guida nel tentativo di limitare il problema, ma senza ottenere alcun miglioramento.

“La moto continuava a rimbalzare”

Nelle dichiarazioni rilasciate dopo il ritiro, il pilota turco ha descritto una situazione particolarmente insolita.

Secondo Razgatlioglu, la Yamaha iniziava a “saltare” in maniera evidente nelle curve a sinistra, con vibrazioni molto più accentuate rispetto a quelle normalmente percepite durante una gara.

Ha inoltre raccontato di essersi confrontato in pista con Brad Binder, che avrebbe notato lo stesso comportamento anomalo mentre seguiva la Yamaha.

Il problema non si attenuava nemmeno accelerando in uscita di curva, circostanza che ha convinto il pilota e il team a interrompere la gara per motivi di sicurezza.

Il miglior weekend da quando è arrivato in MotoGP

Il ritiro lascia inevitabilmente amarezza perché, fino a quel momento, Razgatlioglu stava disputando la sua prova più convincente nella classe regina.

Il campione del mondo Superbike ha spiegato di sentirsi finalmente competitivo e di avere il passo necessario per lottare stabilmente con i piloti della Top 10.

Anche l’utilizzo della gomma media sembrava avergli restituito sensazioni molto positive, permettendogli di guidare con maggiore fiducia rispetto alle gare precedenti.

Proprio per questo motivo il problema tecnico è arrivato nel momento peggiore, interrompendo quella che avrebbe potuto rappresentare una svolta nella sua stagione d’esordio in MotoGP.

Yamaha analizzerà i dati per individuare il guasto

Dopo il ritiro, il team dovrà ora analizzare tutti i dati raccolti durante il weekend per comprendere l’origine delle vibrazioni.

Razgatlioglu ha sottolineato come durante prove libere e qualifiche non fosse emerso alcun segnale che lasciasse presagire un problema simile. Anzi, proprio le curve a sinistra rappresentavano uno dei punti di forza della sua guida sul circuito di Assen.

Nonostante lo zero in classifica, il pilota turco lascia comunque l’Olanda con un aspetto positivo: per la prima volta dal suo approdo in MotoGP ha avuto la sensazione concreta di poter competere stabilmente nelle posizioni di vertice del gruppo.

Se Yamaha riuscirà a individuare rapidamente la causa del problema, le prestazioni mostrate ad Assen potrebbero rappresentare una base importante per il prosieguo della stagione.

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