Bulega fa il vuoto a Phillip Island: Ducati è già di un altro pianeta

Primo giorno di test a Phillip Island: Nicolo Bulega leader con la Ducati, Axel Bassani secondo con Bimota.

Bulega fa il vuoto a Phillip Island: Ducati è già di un altro pianeta
M V
Massimiliano Vetrone
Pubblicato il 16 feb 2026

Il primo giorno dei test ufficiali del WorldSBK 2026 a Phillip Island si è chiuso sotto il segno della supremazia italiana: la Ducati guidata da Nicolo Bulega ha letteralmente dettato il passo, lasciando la concorrenza a rincorrere e segnando già le prime, nette gerarchie in vista dell’attesissimo avvio di stagione. Se la pista australiana ha sempre rappresentato un banco di prova fondamentale per il Mondiale Superbike, quest’anno la Casa di Borgo Panigale ha subito mostrato di voler continuare la propria egemonia tecnica, con una prestazione che lascia pochi dubbi sul potenziale espresso dalla moto e dal suo pilota di punta.

La cronaca del day 1 racconta di una Ducati semplicemente imprendibile, con Nicolo Bulega che ha chiuso entrambe le sessioni in testa, siglando un crono di 1:29.345. Un tempo che non solo mette in chiaro le ambizioni della squadra, ma che distanzia di quasi tre decimi il secondo classificato, evidenziando la qualità del pacchetto tecnico messo a disposizione dal team Aruba it Racing. Il margine di 0.291 secondi sul più immediato inseguitore non è frutto del caso, ma il risultato di una perfetta sintonia tra pilota e moto, affinata già nella passata stagione proprio su questo tracciato, dove Bulega aveva chiuso secondo in classifica generale e aveva portato a casa una tripletta di successi da incorniciare.

Alle spalle del dominatore di giornata, emerge la solidità del progetto Bimota-Kawasaki, che si conferma outsider credibile e sempre più competitivo. Axel Bassani ha sfruttato al massimo le potenzialità della sua moto, piazzandosi secondo e dimostrando una crescita costante soprattutto sul passo gara, aspetto fondamentale su un circuito esigente come Phillip Island. La progressione del pilota italiano è stata affiancata dalla prestazione di Alex Lowes, sesto assoluto, segno tangibile che la sinergia tra il marchio italiano e la casa giapponese sta iniziando a dare frutti concreti.

Non è mancata l’azione anche nelle retrovie della top ten: Sam Lowes, con la sua ELF Marc VDS Racing, ha dovuto fare i conti con una caduta nella seconda sessione, ma è comunque riuscito a chiudere la giornata con il terzo miglior tempo complessivo. A completare il quadro delle posizioni di rilievo ci hanno pensato Yari Montella e Garrett Gerloff, entrambi con la rinnovata Kawasaki, mentre le due Ducati di Lorenzo Baldassarri e Álvaro Bautista si sono piazzate rispettivamente in settima e ottava posizione, confermando la profondità e la competitività della line-up bolognese.

Se il gruppo di testa sembra già delineato, la situazione appare decisamente più complicata per BMW. Il team tedesco si trova a dover fare i conti con un ritardo preoccupante: Miguel Oliveira si è fermato all’undicesimo posto, mentre Danilo Petrucci non è andato oltre la quattordicesima piazza. Risultati che evidenziano la necessità di interventi tecnici urgenti per colmare il gap rispetto ai rivali, soprattutto su un tracciato come Phillip Island che mette a dura prova bilanciamento telaistico e aderenza nelle curve veloci.

Nonostante la giornata abbia già fornito un primo, importante termometro delle forze in campo, va ricordato che i test rappresentano solo un assaggio di quello che sarà il vero confronto nel corso della stagione. Le sessioni odierne sono state fondamentali per permettere ai team di raccogliere dati preziosi sulla gestione delle gomme, sugli assetti e sulle mappature elettroniche, elementi che saranno affinati nei prossimi giorni per arrivare pronti al debutto ufficiale. In questo contesto, il lavoro svolto dal team Aruba it e dal suo pilota di punta assume ancora più valore, perché getta le basi per una stagione che si preannuncia combattuta e ricca di colpi di scena.

La lotta per il titolo WorldSBK 2026 è appena iniziata e, se le premesse di Phillip Island verranno confermate, potremmo assistere a un campionato in cui la Ducati e Nicolo Bulega saranno chiamati a difendere una leadership costruita con fatica e talento, mentre la concorrenza – dalla Bimota di Axel Bassani fino alla BMW – dovrà lavorare sodo per recuperare terreno. Una cosa è certa: il Mondiale Superbike 2026 si annuncia già come una delle stagioni più avvincenti degli ultimi anni.

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