Addio moto al Nürburgring? Scatta la battaglia legale dei motociclisti

Il Nürburgring vieta le moto alle Touristenfahrten. La comunità lancia #SaveTheRingBikes, raccolta fondi e possibile ricorso legale.

Addio moto al Nürburgring? Scatta la battaglia legale dei motociclisti
F C
Fabio Chiarani
Pubblicato il 12 feb 2026

La storica pista del Nordschleife, leggendario anello del Nürburgring e vero tempio della velocità per appassionati di tutto il mondo, si trova oggi al centro di una delle controversie più accese della sua lunga storia. Una decisione che sta facendo discutere la comunità motociclistica europea e non solo: l’esclusione delle moto dalle classiche Touristenfahrten, ovvero le sessioni aperte al pubblico, sostituite da turni separati e rigidamente regolamentati, riservati esclusivamente a chi si affida a istruttori certificati. La misura, giustificata dalla direzione del circuito con ragioni di sicurezza e organizzazione, ha però innescato una vera e propria mobilitazione collettiva.

Non si tratta di una semplice protesta: la risposta della comunità è stata immediata e massiccia, con una petizione che ha già raccolto oltre 5.000 firme e una raccolta fondi che ha superato i 1.400 euro, puntando all’obiettivo dei 10.000 necessari per un’azione legale. In gioco non c’è solo la possibilità di tornare a percorrere il mitico asfalto del Nordschleife in sella alla propria due ruote, ma anche la difesa di una tradizione che, per decenni, ha rappresentato un vero rito per generazioni di motociclisti.

La direzione del circuito, dal canto suo, motiva la scelta come un passo necessario per garantire maggiore sicurezza e semplificare la gestione delle sessioni. Separare auto e moto significherebbe, secondo i responsabili, ridurre drasticamente gli incidenti dovuti alle notevoli differenze di velocità tra i vari mezzi, migliorare la fluidità delle sessioni e, non da ultimo, facilitare la stipula delle coperture assicurative. Una logica che, tuttavia, non convince molti frequentatori abituali della pista.

Tra le voci più autorevoli e combattive si distingue quella di Ralf Bollinger, vero veterano del Nordschleife con oltre trent’anni di esperienza alle spalle. È stato lui a dare il via alla campagna SaveTheRingBikes, che mira a raccogliere fondi per finanziare un ricorso giudiziario contro l’operatore del circuito. Secondo Bollinger e molti altri, la nuova politica rappresenta una chiara discriminazione nei confronti dei motociclisti, oltre a costituire una potenziale violazione delle garanzie imposte dalla regione della Renania-Palatinato al momento della privatizzazione del Nürburgring.

Il cuore della disputa è proprio questo: può il nuovo gestore del circuito modificare unilateralmente le condizioni di accesso, oppure le clausole stabilite in fase di privatizzazione impediscono di escludere alcune categorie di utenti? Su questo punto, la comunità delle due ruote si è affidata anche a diversi giuristi, che hanno sottolineato come l’esito della vicenda dipenderà dall’interpretazione delle clausole contrattuali e dalla fondatezza delle motivazioni ufficiali fornite dalla direzione.

Ma la questione non si esaurisce negli aspetti puramente legali. Il dibattito ha assunto rapidamente anche una dimensione culturale e identitaria. Da un lato c’è la necessità, sempre più pressante, di modernizzare e mettere in sicurezza le infrastrutture sportive; dall’altro la volontà di difendere una tradizione storica, che ha permesso a migliaia di appassionati di vivere in prima persona l’emozione delle Touristenfahrten su uno dei tracciati più iconici del motorsport mondiale. In questa cornice, la battaglia legale potrebbe trasformarsi in un vero e proprio caso pilota, destinato a fare scuola anche per la gestione di altri impianti europei.

Il futuro resta dunque incerto. La raccolta fondi per la campagna SaveTheRingBikes prosegue, con la speranza di raggiungere la cifra necessaria per sostenere il ricorso in tribunale. Nel frattempo, la petizione continua a raccogliere consensi, mentre la comunità delle due ruote attende con trepidazione un chiarimento definitivo sui diritti di accesso e sulle prospettive delle Touristenfahrten al Nordschleife. Una vicenda che, al di là degli esiti giudiziari, testimonia quanto sia profondo il legame tra appassionati e circuito, e quanto sia importante trovare un equilibrio tra sicurezza, innovazione e rispetto della tradizione.

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