KTM, svolta storica: ecco come cambieranno le medie cilindrate

KTM lavora a una piattaforma bicilindrica sub 500 cc prodotta da Bajaj a Chakan: mossa dettata dal GST India per ottimizzare prezzi e performance. Debutto previsto EICMA 2027.

KTM, svolta storica: ecco come cambieranno le medie cilindrate
M V
Massimiliano Vetrone
Pubblicato il 16 feb 2026

La nuova strategia di KTM per il segmento delle medie cilindrate si configura come una vera e propria rivoluzione tecnica e commerciale, dettata da un cambiamento normativo che ha impattato profondamente il mercato motociclistico indiano e internazionale. L’introduzione della riforma GST India 2.0, che prevede un’imposizione fiscale del 18% per le moto sotto i 350 cc e del 40% per quelle superiori, ha spinto la casa austriaca a ripensare radicalmente la propria offerta. Il risultato? L’abbandono graduale dei celebri monocilindrici 390 a favore di una innovativa piattaforma bicilindrica, sviluppata e prodotta in collaborazione con il partner storico indiano, nello stabilimento Bajaj Chakan situato nei pressi di Pune.

L’obiettivo dichiarato di questa mossa è duplice: da un lato, sfruttare al massimo i vantaggi fiscali offerti dalla nuova legislazione, mantenendo prezzi competitivi; dall’altro, garantire un significativo salto prestazionale e qualitativo rispetto ai modelli precedenti. Il debutto della nuova gamma è atteso per l’EICMA 2027, con una commercializzazione che dovrebbe prendere il via nei primi mesi del 2028, segnando così una tappa fondamentale nella storia recente di KTM.

Il primo modello a beneficiare di questa evoluzione sarà la Duke, seguita successivamente dalle varianti Adventure e RC. Tutte le nuove proposte saranno progettate per collocarsi nella fascia sub 500 cc, con un’attenzione particolare al segmento A2, sempre più centrale per il mercato europeo e asiatico. La differenza di tassazione tra le soglie di cilindrata, infatti, ha reso conveniente investire su una nuova architettura motoristica, trasformando un apparente vincolo normativo in una concreta opportunità tecnica e commerciale.

Rispetto ai monocilindrici attualmente in gamma, la nuova piattaforma bicilindrica promette di offrire una migliore erogazione della coppia, una fluidità di marcia superiore e una guida decisamente più confortevole, soprattutto nei lunghi tragitti autostradali. Questi elementi rappresentano un valore aggiunto per una clientela sempre più esigente in termini di versatilità e comfort, senza tuttavia sacrificare il carattere sportivo che ha reso iconica la Duke. La modularità del nuovo motore, inoltre, consentirà a KTM di ottimizzare gli investimenti industriali, applicando la stessa base tecnica a diversi modelli e riducendo sensibilmente i costi di sviluppo e produzione.

La collaborazione tra la casa austriaca e Bajaj Chakan si rafforza ulteriormente grazie a questa iniziativa: lo stabilimento indiano non si limita a essere una semplice linea di montaggio, ma si configura come un vero e proprio hub integrato dove ingegneria, testing e calibrazione convivono per soddisfare le esigenze di mercati tanto emergenti quanto maturi come quello europeo. Per KTM, questa centralità produttiva si traduce in una maggiore rapidità di risposta alle evoluzioni del mercato e in una gestione più efficiente della catena logistica.

Non mancano però le sfide strategiche. Resta aperta la questione se puntare su una cilindrata appena inferiore ai 350 cc per massimizzare i benefici fiscali previsti dalla GST India, oppure se sviluppare varianti differenziate in base alle esigenze dei diversi mercati geografici. Altre variabili critiche, come il peso finale della moto, l’adeguamento alle normative sulle emissioni e la conformità ai limiti di potenza imposti dalla patente A2, saranno oggetto di approfondita valutazione nei prossimi mesi di sviluppo.

Dal punto di vista del cliente, la nuova piattaforma bicilindrica risponde a esigenze concrete di comfort e polivalenza, sebbene una parte degli appassionati possa rimpiangere la reattività e il carattere “ruvido” dei monocilindrici tradizionali. La vera sfida per KTM sarà dunque quella di mantenere intatta l’anima sportiva e distintiva della Duke, pur dovendo rispettare i nuovi vincoli fiscali e normativi che stanno ridisegnando il panorama motociclistico globale.

Le prospettive commerciali appaiono decisamente incoraggianti: una gamma sub 500 cc coerente e aggressiva potrebbe consentire a KTM di contrastare efficacemente la concorrenza, puntando su soluzioni avanzate sia in ambito elettronico che telaistico. Tuttavia, la variabile fiscale continuerà a giocare un ruolo determinante nelle scelte d’acquisto dei consumatori, soprattutto nei mercati dove l’incidenza della tassazione al consumo rimane particolarmente elevata. Il futuro della casa austriaca si giocherà dunque su un delicato equilibrio tra innovazione tecnica, strategia fiscale e capacità di interpretare al meglio le esigenze di una clientela sempre più globale ed esigente.

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