Sam Sunderland, addio al record: la Triumph Tiger 1200 si ferma

Sam Sunderland deve fermare il tentativo di record del giro del mondo: un problema tecnico alla Triumph Tiger 1200 lo blocca in Australia.

Sam Sunderland, addio al record: la Triumph Tiger 1200 si ferma
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Massimo Schimperla
Pubblicato il 2 ott 2026

Il tentativo di Sam Sunderland di stabilire un nuovo record mondiale di circumnavigazione del globo in moto si è concluso prima del previsto. A fermare il due volte vincitore della Dakar è stato un problema tecnico alla Triumph Tiger 1200 di pre-produzione utilizzata per l’impresa, verificatosi nell’entroterra dell’Australia centrale.

Sunderland era partito da appena 23 giorni e, secondo le informazioni disponibili, stava mantenendo un ritmo compatibile con l’obiettivo di migliorare il primato stabilito nel 2002 da Kevin e Julia Sanders. Poi, il 28 settembre, qualcosa è andato storto.

I dettagli esatti del guasto non sono stati resi pubblici. Si sa però che Sunderland ha inizialmente provato a intervenire personalmente sulla moto, sfruttando quell’esperienza nella gestione degli imprevisti che deriva da anni trascorsi nei rally raid.

Il tentativo di riparazione gli avrebbe consentito di ripartire e percorrere ancora un tratto. La Tiger 1200, però, si è successivamente fermata del tutto, mettendo definitivamente fine alla corsa contro il tempo.

Triumph Tiger 1200: cosa è successo alla moto di Sunderland

Al momento non è possibile stabilire con precisione quale componente abbia provocato il ritiro.

Le informazioni disponibili parlano genericamente di un problema tecnico e di danni subiti dalla Triumph Tiger 1200, senza indicare la causa esatta. Sarebbe quindi prematuro attribuire l’episodio al motore, all’elettronica o ad altri componenti specifici della moto.

Un particolare importante è che Sunderland stava utilizzando un esemplare di pre-produzione. Non si trattava quindi semplicemente di prendere una moto di serie e affrontare un lungo viaggio turistico.

Il pilota britannico stava sottoponendo la Tiger a una prova estremamente impegnativa, nella quale affidabilità, resistenza e possibilità di intervenire rapidamente sugli eventuali problemi diventano importanti quanto le prestazioni.

Quando si tenta un record di questo tipo, infatti, anche un inconveniente apparentemente gestibile può diventare decisivo.

Non conta soltanto riuscire a riparare la moto. Bisogna farlo senza accumulare un ritardo tale da compromettere l’intera tabella di marcia.

Ed è esattamente ciò che rende particolare quanto accaduto nell’entroterra australiano.

Sunderland ha provato a riparare la Triumph da solo

Quando si è manifestato il problema, Sunderland non si sarebbe arreso immediatamente.

Il due volte vincitore della Dakar ha cercato di riparare personalmente la Tiger 1200 per proseguire il viaggio. Un comportamento perfettamente coerente con il suo passato nei rally raid, dove riuscire a risolvere un inconveniente meccanico senza assistenza può fare la differenza tra raggiungere il traguardo della tappa e ritirarsi.

L’intervento sembra inizialmente aver funzionato. Sunderland sarebbe infatti riuscito a riprendere il percorso, ma soltanto temporaneamente.

Dopo aver continuato per un certo tratto, la moto si è fermata completamente.

A quel punto il problema non riguardava più soltanto il record. La posizione nella quale Sunderland si trovava rendeva infatti la situazione molto più complicata.

L’Australia centrale presenta enormi distanze, aree scarsamente popolate e lunghi tratti nei quali trovare assistenza può essere tutt’altro che immediato. Restare immobilizzati con una moto in un ambiente simile è molto diverso da avere un guasto a pochi chilometri da un’officina.

Il tentativo di record si è così concluso il 28 settembre, dopo poco più di tre settimane dalla partenza.

L’obiettivo era battere un record che resiste dal 2002

Sunderland non stava affrontando un semplice giro del mondo.

L’obiettivo era migliorare il record di velocità per la circumnavigazione del globo su due ruote, un primato stabilito da Kevin e Julia Sanders nel 2002.

Per riuscirci serviva mantenere una tabella di marcia particolarmente serrata, affrontando in poche settimane distanze enormi e condizioni molto diverse tra loro.

Ed è qui che un problema tecnico assume un peso ancora maggiore.

In un normale viaggio adventure, una sosta forzata può tradursi in qualche ora o qualche giorno di ritardo. Durante un tentativo di record, invece, ogni ora persa può rendere impossibile recuperare il tempo necessario nelle tappe successive.

Secondo le informazioni disponibili, prima del guasto Sunderland si trovava sulla buona strada per migliorare il primato.

Questo rende lo stop australiano ancora più significativo: non si trattava di un tentativo ormai compromesso, ma di una corsa al record ancora pienamente aperta.

Un test estremo anche per la Triumph Tiger 1200

La sfida rappresentava inevitabilmente anche un banco di prova particolarmente severo per Triumph.

Percorrere distanze enormi in pochissimo tempo significa sottoporre la moto a ritmi difficili da replicare nel normale utilizzo. Ore consecutive in sella, condizioni climatiche differenti, strade molto diverse e pochissimo margine per gli imprevisti trasformano un viaggio del genere in un test di durata estremo.

Va però sottolineato ancora una volta che la Tiger 1200 utilizzata da Sunderland era un modello di pre-produzione. Senza conoscere la natura precisa del problema, non è possibile trarre conclusioni sull’affidabilità del modello o stabilire se l’inconveniente fosse collegato alla configurazione specifica dell’esemplare.

Per ora rimane soltanto il dato concreto: il problema è stato sufficientemente grave da impedire a Sunderland di proseguire.

Per Sunderland il giro del mondo si ferma dopo 23 giorni

Il tentativo di record mondiale di Sam Sunderland termina quindi dopo 23 giorni, quando il traguardo sembrava ancora possibile.

La sua esperienza nei rally gli ha permesso almeno inizialmente di intervenire sulla moto e ripartire, ma la riparazione non è stata sufficiente per portare avanti l’impresa.

Resta inoltre ancora da chiarire esattamente cosa abbia provocato il guasto della Triumph Tiger 1200. Le informazioni disponibili non permettono di identificare il componente coinvolto né di stabilire se il problema fosse conseguenza di un danno esterno, dell’utilizzo particolarmente intenso o di un inconveniente tecnico della moto.

Saranno quindi eventuali ulteriori comunicazioni di Sunderland o Triumph a chiarire cosa sia realmente accaduto nell’entroterra australiano.

Per il momento rimane l’amarezza di un record sfumato quando la sfida era ancora aperta. E per un pilota abituato a gestire gli imprevisti della Dakar, essere fermato definitivamente da un problema tecnico dopo aver tentato personalmente di rimettere in marcia la moto rende la conclusione ancora più particolare.

 

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