Giro del mondo in moto: Sunderland punta al record di 19 giorni

Sam Sunderland tenta il giro del mondo in moto in meno di 19 giorni, 8 ore e 25 minuti: oltre 29.000 km su una Triumph Tiger 1200 e fino a 16 ore al giorno in sella.

Giro del mondo in moto: Sunderland punta al record di 19 giorni
F C
Fabio Chiarani
Pubblicato il 8 set 2026

Vincere due volte la Dakar evidentemente non basta. Sam Sunderland ha scelto una nuova sfida, e questa volta non ci sono dune, roadbook o classifiche di tappa. L’obiettivo è ancora più semplice da spiegare e tremendamente complicato da realizzare: fare il giro del mondo in moto in meno di 19 giorni, 8 ore e 25 minuti.

Il pilota britannico, vincitore della Dakar nel 2017 e nel 2022 e oggi ambasciatore Triumph, è partito da Greenwich, Londra, il 5 settembre 2026. Davanti a lui ci sono oltre 29.000 km da percorrere attraverso cinque continenti e 16 Paesi, suddivisi in sei grandi tratte. La moto scelta è una Triumph Tiger 1200 Rally Explorer preparata per affrontare l’impresa.

Il riferimento da battere risale al 2002. Kevin Sanders e sua moglie Julia, quest’ultima come passeggera, completarono una circumnavigazione in motocicletta in 19 giorni, 8 ore e 25 minuti, percorrendo 19.461 miglia, equivalenti a 31.319 km.

Per Sunderland, quindi, ogni sosta conterà. Ma la velocità pura sarà soltanto una piccola parte del problema.

Sam Sunderland: sei tappe per completare il giro del mondo

La sfida è stata organizzata seguendo alcune condizioni precise. Sunderland deve procedere attorno al pianeta mantenendo la stessa direzione generale, attraversare due punti antipodali e tornare esattamente nel luogo da cui è partito. Tutto questo utilizzando la stessa motocicletta.

Il percorso è stato suddiviso in sei grandi sezioni.

La prima porta Sunderland da Londra a Istanbul, attraversando Francia, Italia, Slovenia, Croazia, Serbia e Bulgaria. Terminato il tratto europeo, l’avventura riprende nel Sud-est asiatico con la tratta Bangkok-Kuala Lumpur.

Poi sarà il turno dell’Australia, da Perth a Sydney, seguita dall’attraversamento della Nuova Zelanda. Il quinto tratto è quello nordamericano, da Vancouver a Montreal, mentre l’ultima parte inizierà a Casablanca e riporterà Sunderland a Londra passando attraverso Spagna e Francia.

In totale sono previste sei tratte, cinque continenti e 16 Paesi, con oltre 18.000 miglia da percorrere effettivamente in sella.

I trasferimenti necessari tra un continente e l’altro fanno naturalmente parte della complessità logistica dell’impresa. Il cronometro non si preoccupa infatti soltanto dei chilometri percorsi: imprevisti, spostamenti, dogane, condizioni del traffico e problemi tecnici possono trasformarsi rapidamente in ore preziose perse.

Fino a 16 ore al giorno sulla Triumph Tiger 1200

Il dato più impressionante non riguarda la velocità massima. Triumph indica un impegno previsto di fino a 16 ore al giorno in sella, con una media vicina alle 1.000 miglia quotidiane, quindi circa 1.600 km al giorno. È qui che l’esperienza di Sunderland nei rally-raid diventa fondamentale.

Il britannico è abituato a guidare per molte ore, prendere decisioni quando è stanco e gestire situazioni imprevedibili. Ha vinto la Dakar nel 2017 e nel 2022 ed è stato due volte campione del mondo FIM Rally-Raid. Nel 2026 ha inoltre continuato a gareggiare come ambasciatore Triumph, partecipando anche al Red Bull Romaniacs sulla Tiger 900 Rally Pro.

Ma questa sfida presenta problemi differenti.

In un rally esistono tappe, assistenza e momenti di recupero regolamentati. Nel giro del mondo il nemico principale diventa la continuità dello sforzo. Privazione del sonno, jet lag, cambiamenti climatici e necessità di mantenere alta la concentrazione sulle strade aperte al traffico si accumulano giorno dopo giorno.

Una deviazione sbagliata, un ingorgo oppure un problema alla moto possono sembrare inconvenienti minori. Su un programma così serrato rischiano invece di compromettere ore di vantaggio.

E non si tratta di una corsa su circuito: Sunderland dovrà rispettare le normali condizioni della circolazione stradale.

La Triumph Tiger 1200 affronta la sua prova più lunga

Per un’impresa del genere serviva inevitabilmente una maxi enduro progettata per percorrere lunghe distanze.

Sunderland utilizza una Triumph Tiger 1200 Rally Explorer, modello scelto per combinare autonomia, protezione aerodinamica e capacità di affrontare fondi molto differenti. La moto è stata adattata alle esigenze specifiche della spedizione e utilizza pneumatici Michelin Anakee.

Triumph ha già utilizzato la famiglia Tiger 1200 per altre sfide di durata. Nel 2023, per esempio, Ivan Cervantes stabilì il Guinness World Record per la maggiore distanza percorsa individualmente in moto nell’arco di 24 ore, coprendo 4.012,53 km sul circuito di Nardò con una Tiger 1200 GT Explorer. In quel caso si trattava però di una prova completamente differente, svolta in ambiente controllato e ad alta velocità.

Per Sunderland il problema sarà l’opposto: migliaia di chilometri di strade reali, traffico, meteo variabile e continui cambi di ambiente.

Il motore, in questo contesto, probabilmente sarà la parte meno difficile da gestire. Il vero punto debole resta inevitabilmente chi siede sopra la moto.

Il record non è l’unico avversario

Per completare il progetto Sunderland deve tornare a Greenwich prima che sul cronometro compaiano 19 giorni, 8 ore e 25 minuti.

È una sfida in cui la media quotidiana racconta solo una parte della storia. Guidare 1.600 km in un singolo giorno è già impegnativo. Ripeterlo giorno dopo giorno, attraversando continenti e fusi orari, è tutt’altra cosa.

Ed è proprio la gestione della fatica a rendere l’impresa interessante anche per chi non segue abitualmente rally e competizioni.

Sunderland sa bene cosa significa spingersi al limite. La Dakar gli ha insegnato a gestire navigazione, stanchezza e imprevisti per migliaia di chilometri. Questa volta, però, il traguardo non è nascosto nel deserto.

È esattamente nello stesso punto da cui è partito.

Dopo oltre 29.000 km intorno al pianeta, Sam Sunderland dovrà tornare al meridiano di Greenwich. Possibilmente prima che siano trascorsi 19 giorni, 8 ore e 25 minuti.

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