MotoGP 2027, Luca Marini promuove il nuovo motore 850 cc: "È davvero bellissimo"

Luca Marini ha già testato il prototipo MotoGP da 850 cc sviluppato da Honda e racconta le prime sensazioni. Il pilota italiano parla anche del nuovo regolamento e delle modifiche in arrivo nel 2027.

MotoGP 2027, Luca Marini promuove il nuovo motore 850 cc: "È davvero bellissimo"
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Marianna Bortevi
Pubblicato il 25 giu 2026

La MotoGP si prepara a vivere una delle trasformazioni tecniche più importanti degli ultimi anni e Luca Marini ha già avuto modo di assaggiarne il futuro. Il pilota Honda ha infatti testato il prototipo equipaggiato con il nuovo motore da 850 cc, destinato a sostituire gli attuali propulsori da 1.000 cc con l’introduzione del regolamento tecnico prevista per il 2027.

Prima di affrontare il weekend di Assen, Marini è sceso in pista a Brno per una sessione privata organizzata dalla Casa giapponese. Pur senza entrare nei dettagli tecnici, il pilota italiano ha lasciato trasparire entusiasmo per il comportamento della nuova moto, definendola una base di sviluppo molto promettente.

Il primo contatto con la nuova MotoGP da 850 cc

Come spesso accade durante i test riservati ai prototipi, le informazioni diffuse dai costruttori sono ridotte al minimo. Anche Marini ha rispettato il riserbo imposto da Honda, limitandosi a raccontare le proprie sensazioni al termine della giornata.

Il giudizio, però, è apparso subito positivo.

Secondo il pilota di Urbino, il nuovo motore mantiene un comportamento molto naturale e non richiede particolari cambiamenti nello stile di guida.

L’aspetto che cambia maggiormente riguarda la progressione del motore alle marce più alte. Marini ha spiegato che gli attuali propulsori da 1.000 cc hanno raggiunto un livello di sviluppo impressionante, tanto da continuare a spingere con estrema decisione anche in quarta, quinta e sesta marcia.

Con gli 850 cc arriverà inevitabilmente una lieve riduzione della potenza, ma senza compromettere il piacere di guida.

Per il pilota Honda si tratterà di un piccolo passo indietro soltanto temporaneo. L’evoluzione tecnica consentirà infatti ai costruttori di recuperare rapidamente il terreno perso nei prossimi anni.

Meno potenza, ma gare diverse

La riduzione della cilindrata rappresenta solo una parte della rivoluzione che interesserà la MotoGP.

Secondo Marini, il nuovo regolamento porterà cambiamenti che andranno ben oltre le prestazioni pure. La gestione delle gomme, il consumo di carburante e il comportamento generale delle moto potrebbero diventare elementi ancora più determinanti rispetto a oggi.

Anche le qualifiche potrebbero perdere parte del loro peso strategico.

Nelle ultime stagioni partire davanti si è rivelato fondamentale per ottenere un buon risultato, ma con le nuove moto il pilota italiano immagina gare più aperte e maggiore possibilità di recuperare posizioni durante la corsa.

Ad Assen cambia anche la partenza

Le novità, però, non riguardano soltanto il futuro. Il Gran Premio di Assen segna infatti l’entrata in vigore del divieto relativo al dispositivo di abbassamento anteriore, il sistema utilizzato nelle partenze per limitare l’impennata della moto durante l’accelerazione.

Per Marini si tratta di una scelta condivisibile. Secondo il pilota Honda, eliminare questo meccanismo significa avere un elemento in meno da gestire nei secondi che precedono lo spegnimento del semaforo, rendendo la procedura di partenza leggermente più semplice.

L’italiano ritiene inoltre che Honda possa trarre qualche beneficio da questa modifica regolamentare grazie alle caratteristiche della RC213V in fase di accelerazione, pur ammettendo che sarà la pista a dare il verdetto definitivo.

La sicurezza resta una priorità

L’eliminazione del dispositivo di abbassamento non cancellerà però i rischi alla prima curva. Marini è convinto che i piloti continueranno comunque ad assumersi molti rischi nei primi metri di gara, perché è proprio in quella fase che si possono guadagnare diverse posizioni in pochi istanti.

Secondo il pilota italiano gli incidenti non scompariranno, anche se il nuovo regolamento potrebbe contribuire a ridurre leggermente il livello di rischio nelle partenze più concitate.

La MotoGP del 2027 sarà molto diversa

L’introduzione dei motori 850 cc rappresenta soltanto uno dei tasselli della nuova MotoGP. L’obiettivo del regolamento è ridurre le prestazioni assolute, contenere i costi e aumentare l’equilibrio tra i costruttori, lasciando maggiore spazio al talento dei piloti e alla gestione della gara.

Le prime impressioni di Luca Marini sembrano confermare che la transizione sarà meno traumatica del previsto. La perdita di potenza esisterà, ma il comportamento della moto resterà molto vicino a quello attuale, mentre lo sviluppo tecnico permetterà probabilmente di recuperare gran parte delle prestazioni nel giro di pochi anni.

Per ora il prototipo resta avvolto dal massimo riserbo, ma le parole del pilota Honda offrono una prima indicazione: la MotoGP del futuro potrebbe essere meno estrema dal punto di vista della potenza, ma non per questo meno spettacolare.

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