Márquez sfida Sinner e Alcaraz: il nono titolo vale il premio di sportivo dell'anno?

Marc Márquez candidato al Premio Laureus dopo il trionfo nel Mondiale MotoGP 2025: 11 vittorie in GP, 14 Sprint e una stagione leggendaria.

Márquez sfida Sinner e Alcaraz: il nono titolo vale il premio di sportivo dell'anno?
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Massimiliano Vetrone
Pubblicato il 9 mar 2026

La candidatura di Marc Márquez al Premio Laureus World Sportsman of the Year è la conferma di una stagione che resterà nella storia del motociclismo. Il pilota spagnolo, infatti, ha collezionato ben undici vittorie GP e quattordici successi nelle Sprint Race, imponendosi come assoluto protagonista della stagione 2025. Un percorso trionfale culminato con la conquista del nono titolo mondiale, ottenuto addirittura con cinque gare d’anticipo rispetto alla chiusura del calendario. Numeri e imprese che hanno acceso i riflettori della giuria internazionale su una delle rimonte più spettacolari degli ultimi anni.

Per Marc Márquez, la nomination rappresenta un autentico momento di gloria, frutto di un lungo e complesso cammino di riscatto. Il campione di Cervera aveva vissuto stagioni travagliate a partire dal 2020, quando un grave infortunio spalla rimediato nel Gran Premio di Jerez aveva segnato l’inizio di una dolorosa parentesi fatta di convalescenza, interventi chirurgici e incertezze sul futuro. Le difficoltà tecniche della Honda avevano ulteriormente complicato la situazione, allontanando Márquez dalla lotta per le posizioni di vertice nella massima categoria.

La svolta decisiva è arrivata con il passaggio in Ducati, nello specifico con il team Gresini Racing, nel 2024. Un trasferimento che ha restituito al fuoriclasse spagnolo la competitività e la serenità necessarie per esprimere tutto il suo potenziale. Sin dai primi test, Márquez ha dimostrato di poter tornare ai livelli che lo avevano consacrato tra i grandi della MotoGP, portando a termine una stagione pressoché perfetta.

Il 2025, dunque, si è trasformato nell’anno del definitivo riscatto. Forte di sette titoli nella classe regina, uno in Moto2 e uno in 125, Márquez ha messo in mostra una superiorità tecnica e mentale che gli ha permesso di chiudere il campionato quando ancora mancava quasi il 25% delle gare. Una dimostrazione di forza che avrebbe potuto essere ancora più schiacciante, se non fosse stato per l’incidente in Indonesia e la conseguente lesione alla spalla, che ha richiesto nuove cure e una gestione attenta della forma fisica.

Nonostante questo ostacolo, la sua stagione resta una delle più impressionanti dell’era moderna. L’attenzione mediatica e l’ammirazione del paddock sono state costanti, e la candidatura al Premio Laureus sembra essere il giusto riconoscimento per un’annata straordinaria. Márquez dovrà però vedersela con avversari di altissimo livello: tra i candidati figurano il tennista spagnolo Carlos Alcaraz, il campione olimpico di salto con l’asta Mondo Duplantis, il ciclista Tadej Pogačar – ormai una leggenda del Tour de France – Jannik Sinner e il pallone d’oro Ousmane Dembélé. Un parterre che testimonia la caratura internazionale del premio e la difficoltà nel primeggiare anche fuori dai circuiti.

Per il catalano non è la prima volta tra i protagonisti dei Laureus: già nel 2014 aveva conquistato il riconoscimento come Breakthrough of the Year, mentre in altre occasioni era stato candidato per il Comeback of the Year, senza però mai aggiudicarsi il trofeo più ambito. Quest’anno, però, la portata della sua impresa potrebbe rappresentare la chiave per rompere il tabù e iscrivere definitivamente il suo nome nell’albo d’oro.

Lo sguardo, tuttavia, è già rivolto al futuro. Il 2026 si preannuncia come una stagione di nuove sfide per Marc Márquez. Il recupero completo dall’infortunio spalla resta una priorità, mentre la Ducati sembra non essere più la macchina imbattibile dell’anno precedente. Le prime difficoltà sono emerse già nei test in Thailandia, dove la combinazione tra le nuove gomme e la Desmosedici ha evidenziato alcuni limiti da superare. La MotoGP si conferma dunque un terreno in costante evoluzione, dove nulla può essere dato per scontato e dove la capacità di adattamento sarà ancora una volta fondamentale per restare ai vertici.

In attesa della cerimonia del Premio Laureus prevista per il 20 aprile a Madrid, i riflettori restano puntati su Márquez e sulla sua incredibile capacità di reinventarsi, dimostrando che il talento, la determinazione e la resilienza sono le qualità che distinguono i veri campioni. La stagione 2025 resterà negli annali come il simbolo della rinascita di un fuoriclasse, capace di riscrivere le regole del motociclismo moderno e di ispirare una nuova generazione di piloti.

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