Liberty Media e MotoGP: nuovo piano per la diversità geografica

Liberty Media lancia incentivi 2026-2028 per diversificare il MotoGP: premi per team che schierano giovani piloti da Paesi poco rappresentati.

Liberty Media e MotoGP: nuovo piano per la diversità geografica
M V
Massimiliano Vetrone
Pubblicato il 11 gen 2026

Nel mondo delle corse motociclistiche internazionali, si sta delineando una svolta significativa: Liberty Media, nuovo proprietario della MotoGP, ha annunciato un ambizioso piano per incentivare la presenza di giovani piloti provenienti da Paesi finora sottorappresentati nelle categorie mondiali. L’obiettivo è chiaro: riequilibrare la forte concentrazione di talenti provenienti da Italia e Spagna, che oggi compongono ben 15 dei 22 piloti in griglia, e promuovere una maggiore diversità geografica nel paddock.

Per raggiungere questo scopo, Liberty Media ha stanziato un fondo economico di notevole entità, con premi che potranno raggiungere i 200.000 euro per i vincitori dei campionati cadetti tra il 2026 e il 2028. Questi incentivi saranno destinati a sostenere i team e i giovani piloti emergenti, favorendo così la crescita di nuovi talenti e ampliando la platea internazionale del motociclismo.

Nel dettaglio, il nuovo sistema prevede che nel Moto3 Junior World Championship i team possano ottenere fino a 200.000 euro qualora il proprio pilota conquisti il titolo, a condizione che collezioni almeno quattro vittorie durante la stagione. Sono previsti anche premi minori: 100.000 euro per il secondo classificato con almeno tre successi e 50.000 euro per il terzo con almeno due trionfi. Nel Moto2 European Championship, invece, il campione che si aggiudicherà almeno quattro gare riceverà un premio di 100.000 euro.

I criteri di accesso a questi incentivi sono tutt’altro che generici: il pilota dovrà provenire da una nazione con oltre 100.000 abitanti, ma che abbia meno del 10% di rappresentanza complessiva nelle tre categorie principali (Moto3, Moto2, MotoGP). Inoltre, il candidato non dovrà aver mai corso come titolare nelle classi cadette mondiali e non potrà superare i 18 anni al primo gennaio dell’anno di riferimento. Queste condizioni, di fatto, escludono automaticamente i giovani italiani e spagnoli, lasciando spazio a nuovi protagonisti provenienti da altre realtà.

La scelta di Liberty Media ha acceso un vivace dibattito nel mondo delle due ruote. Da un lato, i critici temono che porre l’accento sulla nazionalità a scapito del merito possa ridurre il livello competitivo, sottolineando come il dominio iberico-italiano sia il risultato di decenni di investimenti, infrastrutture e una cultura sportiva profondamente radicata. Dall’altro, i sostenitori del progetto sottolineano che gli incentivi non sono destinati a premiare la mediocrità, bensì a rimuovere le barriere economiche e logistiche che, troppo spesso, impediscono ai giovani talenti di Paesi meno attrezzati di accedere ai campionati internazionali.

In questa prospettiva, il nuovo programma viene visto come una vera opportunità per aumentare la diversità e rendere la MotoGP un vero campionato globale, capace di attrarre e valorizzare talenti da ogni angolo del mondo. Esperti tecnici e addetti ai lavori suggeriscono di non contrapporre i due obiettivi principali della riforma: il mantenimento dell’eccellenza sportiva e l’ampliamento della base territoriale sono infatti considerati elementi che possono e devono coesistere.

Tra le proposte alternative avanzate dagli esperti figurano l’istituzione di programmi di sviluppo locale, borse di studio mirate e collaborazioni con le federazioni nazionali per la creazione di infrastrutture solide e durature. Queste misure, secondo molti, potrebbero rappresentare un investimento più strutturale e a lungo termine rispetto a incentivi temporanei.

Il triennio 2026-2028 sarà dunque cruciale per valutare l’impatto reale della riforma voluta da Liberty Media. Sarà interessante osservare se il sistema di premi economici riuscirà davvero a favorire la scoperta di nuovi talenti internazionali, oppure se produrrà semplicemente una redistribuzione geografica senza incidere sulle dinamiche strutturali del motociclismo mondiale. Solo i risultati empirici potranno decretare se questa rivoluzione porterà a una diversità autentica e duratura all’interno della MotoGP, segnando una nuova era per il motociclismo globale.

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