KTM e Kiska Design: fine della collaborazione dopo 35 anni

KTM, guidata da Bajaj Mobility, pianifica un centro design interno a Salisburgo, riducendo la collaborazione con Kiska Design.

KTM e Kiska Design: fine della collaborazione dopo 35 anni
F C
Fabio Chiarani
Pubblicato il 16 feb 2026

Un cambio di rotta epocale scuote il panorama del design motociclistico europeo: dopo ben 35 anni di collaborazione, KTM decide di separare le proprie strade da Kiska Design, lo studio salisburghese che ha contribuito a plasmare l’identità visiva del marchio austriaco. Una decisione che, seppur attesa da alcuni osservatori, sorprende per le sue implicazioni strategiche e industriali, andando a toccare un pilastro della storia recente del settore due ruote.

Kiska Design rappresenta una realtà di rilievo nel mondo della progettazione: 160 dipendenti, un fatturato annuo di 26 milioni di euro e una dipendenza economica fortissima dal rapporto con il costruttore di Mattighofen, da cui deriva circa il 50% dei ricavi. Oggi, questa solidità viene messa in discussione dalla scelta di KTM di creare un proprio centro design Salisburgo, un hub interno che consentirà all’azienda di accentrare il controllo creativo e di allineare ancora più strettamente le linee stilistiche con le strategie commerciali e industriali del gruppo.

La decisione di internalizzare le competenze progettuali segna un netto cambio di paradigma per KTM. Non si tratta solo di una questione di stile: la casa austriaca mira a ottenere una maggiore coerenza progettuale, velocizzando i processi decisionali e garantendo una reattività superiore alle evoluzioni di un mercato in rapida trasformazione, spinto dall’avanzata dell’elettrificazione e dalla crescente digitalizzazione. Il nuovo centro design Salisburgo sarà il cuore pulsante di questa rivoluzione, dove prenderanno forma le moto del futuro e si decideranno le linee guida estetiche e funzionali dell’intera gamma.

La transizione, tuttavia, non sarà immediata. Fonti interne al gruppo confermano che la collaborazione con Kiska Design non si interromperà bruscamente: si prevede una graduale riduzione dei progetti affidati allo studio salisburghese, che continuerà a seguire incarichi strategici durante la fase di start-up del nuovo dipartimento interno. Questa scelta mira a garantire continuità, ma solleva interrogativi sul futuro dello studio, già alle prese con le conseguenze dell’acquisizione della maggioranza da parte di Loxone nel 2025, una mossa resasi necessaria dopo un periodo di difficoltà finanziarie.

Il contesto di questa decisione è quello di una più ampia razionalizzazione orchestrata da Bajaj Mobility, il gruppo indiano che controlla KTM. Bajaj ha già annunciato un piano di ristrutturazione che prevede il taglio di 500 posti di lavoro e una profonda semplificazione delle strutture organizzative. L’internalizzazione del design risponde all’esigenza di ridurre i costi fissi e di centralizzare le competenze ritenute più strategiche, rafforzando il controllo diretto sulle scelte chiave per il futuro del marchio.

Non mancano, però, le perplessità tra gli analisti del settore. La perdita del contributo creativo di uno studio indipendente come Kiska Design potrebbe tradursi in una minore varietà stilistica e in una riduzione della capacità di sorprendere il mercato, due elementi che hanno distinto i prodotti KTM e Husqvarna negli ultimi decenni. In particolare, la posizione di Husqvarna, marchio da sempre legato allo studio salisburghese, resta in bilico: dovrà scegliere se seguire l’esempio di KTM e puntare su un design interno, oppure mantenere un approccio aperto alle collaborazioni esterne.

Per Kiska Design si apre una fase delicata di riposizionamento: la sfida sarà quella di diversificare la propria base clienti e di sviluppare nuove linee di business, in un settore motociclistico sottoposto a pressioni crescenti sia dal punto di vista normativo che da quello dell’innovazione tecnologica. Le prossime mosse chiariranno la portata degli investimenti necessari, i tempi della transizione e le modalità concrete con cui KTM passerà da un modello basato sul design esterno a uno fondato sulle competenze interne.

La rivoluzione è appena iniziata, e i riflessi di questa scelta si faranno sentire a lungo non solo sulle strade, ma anche nell’ecosistema creativo che ruota attorno all’industria delle due ruote.

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