Honda NR 750: nera e cattivissima. L’esemplare è in vendita

È in vendita una Honda NR 750 nera. L’esemplare è stato realizzato dal proprietario francese. Honda, infatti, aveva previsto 322 pezzi di colore rosso

Avete mai provato ad immaginare una Honda NR 750 “non rossa”? Difficile, vero? Bene, quella di cui vi parliamo oggi è, addirittura, nera. È un po’ come quando vediamo una Ferrari gialla, nera, blu o grigia… Bella sì, ma le auto di Maranello devono essere rosse.

Il progetto speciale di Honda, sviluppato con HRC, prevedeva 322 esemplari in totale, tutti rigorosamente di colore rosso. Infatti, il modello che vi proponiamo oggi, è stato realizzato appositamente da un appassionato francese.

La NR 750 in questione è arrivata in Francia nel 1992, in seguito all’ordine di acquisto dell’attuale proprietario. Lo stesso, in sella a quella moto, ha percorso appena 8.000 km e, oggi, è in vendita con tutti gli accessori originali: chiavi, portachiavi argento, manuale d’uso, stampella da officina, kit attrezzi.

Guardando la gallery dell’annuncio di vendita, bisogna ammettere, però, che anche in questa nuova veste, la NR 750 fa girare la testa. Se in rosso esprime sportività estrema, il nero la rende molto elegante e, nello stesso tempo, cattivissima.

Una “prova di forza”

Honda NR 750 deriva direttamente dal modello da competizione che l’Ala Dorata presentò per prendere parte alla 24 Ore di Le Mans del 1987.

In questo caso, però, la Casa giapponese ha voluto dare un segnale della immensa forza dell’azienda, dotando quella moto di luci, frecce, specchietti e targa. Facendone, insomma, un modello stradale. La moto, presentata nel 1992 e prodotta fino al 1994, costava la bellezza di 100.000.000 di lire, ma il valore nel tempo è lievitato ulteriormente. Ma c’era da aspettarselo…

La NR 750 era spinta da un quattro cilindri a pistoni ovali, in grado di erogare 125 cv di potenza, che funzionava, però, come un otto cilindri. La NR poteva contare, infatti, su una distribuzione a 32 valvole, due bielle per ogni pistone e due candele per ogni cilindro.

C’erano poi il forcellone monobraccio, la forcella anteriore completamente regolabile e l’air-box. Quest’ultimo veniva alimentato dalle prese d’aria poste direttamente sul cupolino e sui lati dello stesso. Il tutto, coronato dall’utilizzo di materiali pregiatissimi, come l’alluminio per telaio e forcellone, il titanio, il carbonio e il magnesio.

Foto di Bruno Des Gayets

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