Harley-Davidson Softail “Sally” by Bad Land

Una stagionata bicilindrica di Milwaukee si risveglia in un trionfo di cromature grazie alle amorevoli cure del sempre prolifico atelier giapponese.

L’ormai affermato atelier giapponese Bad Land, specializzato nella customizzazione di moto Harley-Davidson e dichiaratamente ispirato alla “scuola europea”, ha da poco sfornato la sua opera numero 152, battezzata “Sally”, ovvero una pacifica Softail del 2003 riportata a nuova vita all’insegna della grinta e dell’elegante contrasto tra sfavillanti cromature e superfici in nero.

Per dare alla loro ultima special una nuova postura, gli uomini di Bad Land hanno deciso subito di “allungare” la moto e piazzare un bel “gommone” da 250 alla sua estremità posteriore, oltre a infarcirla di parti speciali rastrellate nei più prestigiosi cataloghi del momento.

Inevitabilmente, il più “sacchieggiato” è stato quello della stessa Bad Land, che ovviamente non poteva farsi scappare l’occasione per mettere in mostra alcuni dei suoi pezzi pregiati. Tra questi spiccano sicuramente l’affascinante faro anteriore, il serbatoio, il sistema di scarico, forcellone, entrambi i parafanghi, il porta-targa laterale e pure il freno posteriore.

Come si può già intuire, questa “Sally” è principalmente un esercizio stilistico che non è andato ad inficiare l’architettura tecnica della moto da cui è stata generata: il telaio, seppur modificato, è infatti ancora quello originale H-D, mentre il motore bicilindrico Twin Cam da 1.450 cc non ha ricevuto aggiornamenti se non di carattere puramente estetico. In termini di ciclistica, la novità di maggior rilievo consiste nell’aggiunta di una forcella di Goldammer Cycle Works.

I cerchi, da 21″ davanti e 18″ dietro e gommate Avon Cobra Chrome , sono invece opera di Performance Machine, marchio che ha provveduto a fornire anche i controlli al manubrio e l’impianto frenante per l’avantreno, mentre sono di Ken’s Factory diversi componenti per così dire ‘minori’, tra cui manopole, indicatori di direzione a LED e varie covers.

Per godere pienamente dello strabiliante lavoro fatto dagli uomini di Bad Land per trasformare la Softail nella “Sally”, vi consigliamo caldamente di dare un’occhiata alla generosa galleria fotografica di questo post, ma se ciò non dovesse saziare la vostra sete di sapere sull’officina nipponica, visitate senza indugio il loro sito web ufficiale.

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