Due moto da cross diventano un kart da circa 100 CV: il progetto folle

Due moto da cross da 450 cc unite per creare un kart: doppio motore, telaio tubolare e tanti problemi da risolvere nel folle progetto americano.

Due moto da cross diventano un kart da circa 100 CV: il progetto folle
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Massimiliano Vetrone
Pubblicato il 12 ago 2026

Prendete due moto da cross, affiancatele, costruite una struttura che le tenga insieme e aggiungete un sedile nel mezzo. Il risultato? Una specie di kart a doppio motore che, almeno sulla carta, può avvicinarsi complessivamente ai 100 CV. L’idea è di Grind Hard Plumbing Co, gruppo americano conosciuto per progetti meccanici decisamente fuori dagli schemi.

Questa volta la base è relativamente semplice: due moto da cross dotate ciascuna di un motore monocilindrico quattro tempi da 450 cc. Invece di smontare completamente le moto per recuperare motori e componenti, i due mezzi vengono utilizzati quasi come le due metà del nuovo veicolo.

Una soluzione ingegnosa, ma che porta con sé un problema non proprio secondario: bisogna convincere due moto indipendenti a comportarsi come un unico kart.

Come si costruisce un kart partendo da due moto da cross

Utilizzare un motore motociclistico su un kart non è certamente una novità. Le due categorie hanno diversi punti di contatto dal punto di vista meccanico e i propulsori derivati dalle moto sono stati utilizzati numerose volte per realizzare kart particolarmente prestazionali.

Il progetto di Grind Hard Plumbing Co, però, segue una strada molto diversa.

Qui non si prende semplicemente il motore per installarlo all’interno di un telaio tradizionale. Il punto di partenza sono due moto da cross praticamente affiancate, unite attraverso una nuova struttura tubolare realizzata appositamente.

Il telaio centrale viene collegato alle due moto tramite specifici punti di fissaggio. Nel mezzo trova spazio il sedile del pilota, creando così una configurazione a quattro ruote decisamente insolita.

Visto frontalmente, il mezzo conserva infatti buona parte della struttura delle moto di partenza. Ed è proprio questa scelta a rendere interessante il progetto: invece di progettare da zero sospensioni, ruote e buona parte della meccanica, si sfrutta ciò che è già presente sulle due cross.

Semplice? Solo fino a un certo punto.

Una volta unite fisicamente le moto, infatti, bisogna fare in modo che possano essere controllate da una sola persona seduta al centro.

Il vero problema è far lavorare insieme le due moto

Uno degli ostacoli principali riguarda lo sterzo. Le ruote anteriori delle due moto devono girare contemporaneamente e nella stessa direzione quando il pilota aziona il volante. È quindi necessario realizzare un sistema capace di trasferire il movimento dello sterzo a entrambe.

Il meccanismo adottato è più complesso di quanto potrebbe sembrare osservando il veicolo da lontano. Le due parti devono infatti lavorare in maniera solidale e con una geometria sufficientemente precisa da rendere il prototipo controllabile. Ma lo sterzo è soltanto l’inizio.

Se due motori indipendenti devono spingere contemporaneamente lo stesso veicolo, anche il comando dell’acceleratore deve essere modificato. Un unico pedale dovrà gestire nello stesso momento i due monocilindrici da 450 cc, cercando di ottenere una risposta il più possibile sincronizzata.

Ancora più interessante è la questione del cambio.

Le moto di partenza hanno infatti due trasmissioni separate. Per poter guidare il kart normalmente serve quindi un sistema che permetta al pilota di comandare entrambe e, soprattutto, di sincronizzare le cambiate.

Non basta inserire la stessa marcia sui due motori: tutto il sistema deve funzionare in modo coordinato per evitare che le due metà del veicolo reagiscano diversamente durante accelerazioni e cambi di rapporto.

Ed è proprio questo uno degli aspetti che, nella prima fase del progetto, deve ancora essere risolto completamente.

Un kart da circa 100 CV? Il dato va preso con cautela

Il titolo del progetto parla di un kart da 100 CV, ma è meglio considerare questa cifra come un valore indicativo legato alla combinazione dei due motori.

Le informazioni disponibili indicano infatti la presenza di due monocilindrici quattro tempi da 450 cc, ma non forniscono una misurazione della potenza complessiva del veicolo finito.

Non abbiamo quindi un dato al banco che permetta di affermare con precisione quanti cavalli arrivino effettivamente alle ruote.

Resta comunque evidente che mettere insieme due propulsori da motocross su un veicolo così essenziale può portare a un rapporto tra peso e prestazioni decisamente interessante.

E probabilmente anche piuttosto impegnativo da gestire.

A differenza di un normale kart progettato e sviluppato come un unico veicolo, qui ci troviamo infatti davanti a un prototipo artigianale sperimentale, nel quale molte soluzioni devono ancora essere messe a punto.

Il prototipo si muove, ma il progetto è ancora da completare

Nonostante i problemi ancora aperti, sono già state effettuate le prime prove del particolare kart. Il mezzo riesce a muoversi, dimostrando che l’idea di base può funzionare. Ma tra un prototipo capace di avanzare e un veicolo completamente funzionante c’è ancora parecchio lavoro.

Oltre allo sterzo, bisogna perfezionare il comando simultaneo dei due acceleratori e trovare una soluzione efficace per sincronizzare i due cambi. Anche la gestione complessiva del veicolo dovrà inevitabilmente essere affinata prima di poter sfruttare realmente le prestazioni disponibili. Il progetto, quindi, è ancora in evoluzione.

Ed è proprio questo l’aspetto più curioso: sulla carta basta mettere due moto una accanto all’altra per ottenere quattro ruote e due motori. Nella pratica, trasformarle in un unico veicolo controllabile richiede molta più ingegneria di quanto sembri.

Per scoprire se questo insolito kart con due motori da 450 cc riuscirà davvero a sfruttare tutto il suo potenziale bisognerà attendere la fase successiva del progetto. Per ora l’esperimento ha già dimostrato una cosa: con due moto da cross, parecchio lavoro sul telaio e una buona dose di inventiva si può costruire qualcosa che assomiglia molto poco sia a una moto sia a un kart tradizionale.

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