Beachman converte le moto classiche in elettriche: si parte da 8.000 dollari

Beachman trasforma moto classiche da recuperare in elettriche. La prima è una Honda CB500 con batteria da 72 V e conversioni da circa 8.000 dollari.

Beachman converte le moto classiche in elettriche: si parte da 8.000 dollari
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Massimo Schimperla
Pubblicato il 14 ago 2026

Salvare una moto classica con il motore ormai compromesso trasformandola in elettrica, invece di lasciarla ferma in garage o destinarla alla demolizione. È questa l’idea alla base della nuova divisione Special Vehicles Division, o SVD, di Beachman Bikes, azienda specializzata in veicoli elettrici che vuole portare le conversioni anche sulle due ruote del passato.

L’obiettivo dichiarato non è elettrificare indiscriminatamente qualsiasi moto storica. Anzi, Beachman sostiene che una classica ancora perfettamente funzionante non dovrebbe essere modificata. Il servizio è pensato soprattutto per moto con gravi problemi meccanici, sulle quali ripristinare il motore originale potrebbe risultare difficile o poco conveniente.

Il primo progetto mostra concretamente l’approccio: una Honda CB500 con problemi a motore e frizione è stata restaurata e trasformata in elettrica, utilizzando una batteria da 72 volt e un sistema progettato per integrarsi nel telaio originale. E il prezzo delle conversioni parte da circa 8.000 dollari, dopo la conversione dalla valuta canadese.

Honda CB500 elettrica, non basta sostituire il motore

La prima conversione motociclistica realizzata dalla nuova divisione SVD riguarda una Honda CB500 classica che non si trovava esattamente nelle condizioni ideali per continuare a circolare.

La moto presentava problemi al motore, alla frizione e ad altri componenti. Proprio per questo è diventata una candidata adatta al progetto.

L’idea di Beachman è infatti diversa dal classico intervento nel quale si rimuove il motore termico, si trova uno spazio per la batteria e si collega un propulsore elettrico.

La CB500 è stata sottoposta anche a un restauro, con l’obiettivo di ottenere una moto utilizzabile quotidianamente e non soltanto un esercizio tecnico da mostrare agli eventi.

Uno dei punti centrali è stato l’inserimento della batteria senza compromettere completamente l’estetica della Honda.

Per studiare gli spazi disponibili, Beachman ha effettuato una scansione 3D del telaio e ha lavorato insieme al proprio fornitore di batterie per sviluppare una soluzione dedicata.

Il risultato è un pacco batteria progettato per inserirsi nella struttura della CB500 e che, secondo l’azienda, potrà essere utilizzato anche per altre conversioni dello stesso modello.

Una scelta che potrebbe rendere più semplice replicare il lavoro in futuro, evitando di riprogettare da zero ogni componente per ogni singola Honda CB500.

Batteria da 72 volt, ma l’autonomia non è ancora dichiarata

La Honda CB500 elettrica di Beachman utilizza un pacco batterie da 200 Ah e 72 V.

L’azienda sostiene che la moto possa raggiungere velocità adatte all’utilizzo autostradale e parla di un’autonomia coerente con quella normalmente richiesta a una café racer. Non viene però comunicato un dato preciso relativo ai chilometri o alle miglia percorribili con una ricarica.

Per questo non è possibile indicare con certezza quale sia la reale autonomia della CB500 convertita.

Anche il sistema di ricarica è stato studiato tenendo conto dell’aspetto originale. Beachman ha realizzato una presa dal design vintage, in modo da evitare un componente moderno e particolarmente evidente sulla carrozzeria di una moto classica.

È un dettaglio apparentemente secondario, ma racconta bene la filosofia del progetto. L’elettrificazione deve essere visibile il meno possibile e rispettare, per quanto consentito dalla nuova meccanica, l’identità estetica della moto di partenza.

La trasformazione cambia inevitabilmente uno degli elementi fondamentali di qualsiasi moto storica, cioè il carattere del suo motore. Spariscono rumore, vibrazioni, cambio e comportamento del propulsore originale. Beachman cerca però di conservare il resto dell’esperienza, a partire da posizione di guida, telaio e impostazione generale.

Beachman non vuole convertire tutte le moto classiche

Uno degli aspetti più interessanti del progetto riguarda proprio i criteri utilizzati per scegliere le moto da modificare.

Steve Payne, responsabile della Special Vehicles Division e COO di Beachman, ha chiarito che una moto classica in buone condizioni e piacevole da guidare non viene considerata automaticamente una candidata alla conversione.

L’obiettivo è piuttosto recuperare esemplari che rischierebbero di essere abbandonati o demoliti a causa delle condizioni della meccanica.

È una distinzione importante, soprattutto in un settore nel quale le conversioni elettriche dei veicoli storici continuano a dividere gli appassionati.

Da una parte c’è chi vede l’eliminazione del motore originale come una perdita di autenticità. Dall’altra, un retrofit elettrico può permettere di riportare su strada mezzi che altrimenti rimarrebbero inutilizzati.

Beachman sceglie chiaramente questa seconda strada, ma cerca di farlo evitando di intervenire sugli esemplari ancora perfettamente funzionanti.

Conversioni elettriche da circa 8.000 dollari

L’altro dato importante è naturalmente il costo. Le conversioni elettriche Beachman partono da circa 8.000 dollari, cifra ottenuta convertendo il prezzo indicato originariamente in dollari canadesi.

Si tratta di un prezzo di partenza. Il costo effettivo può inevitabilmente dipendere dalla moto, dalle sue condizioni e dal lavoro necessario per completare il progetto.

La Special Vehicles Division non parte comunque da zero. Beachman ha già lavorato su conversioni di altri veicoli e marchi, comprese Kawasaki, Volkswagen e Chevrolet, oltre a una Meyers Manx.

Ora l’azienda vuole applicare lo stesso approccio in maniera più strutturata alle motociclette.

La Honda CB500 rappresenta quindi soprattutto un primo esempio di ciò che potrebbe diventare il servizio: recuperare una moto con una meccanica ormai compromessa, restaurarla e progettare un sistema elettrico che si integri senza cancellarne completamente l’identità.

Per chi considera il motore una parte inseparabile di una moto storica, difficilmente una conversione di questo tipo potrà sostituire l’originale. Ma per una classica destinata alla demolizione, l’alternativa proposta da Beachman è concreta: perdere il vecchio propulsore, ma guadagnare la possibilità di tornare su strada.

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