Suzuki lavora ad una moto ibrida e modulare: ecco il brevetto

L'intento della Casa di Hamamatsu è quello di costruire una moto ibrida e modulare: non si tratterebbe del primo progetto "green" di Suzuki, ma la vicenda del modulare incuriosisce. Analizziamo il brevetto

È forse la moto, o il prototipo, che avremmo visto in bella mostra durante Eicma 2020. Purtroppo, il Salone delle due ruote di Milano non si farà, ma non per questo Suzuki ha smesso di lavorare al suo particolare progetto.

L'intento della Casa di Hamamatsu è quello di costruire una moto ibrida e modulare: non si tratterebbe del primo progetto "green" di Suzuki, ma la vicenda del modulare incuriosisce. Il brevetto in questione, reso pubblico da technocodex.com, riguarda, dunque, una particolare tipologia di moto, che può essere assemblata sia in fase di costruzione che nell'officina sotto casa.

La "modulabilità" della due ruote giapponese parte dalla batteria, sostituibile con un sistema più adatto alle proprie esigenze, e arriva fino alla possibilità di montare un motore a combustione termica. Il motore di cui parliamo, però, non servirebbe a spingere la moto verso prestazioni da brivido, bensì a ricaricare le batterie. Con questo sistema, la moto può essere utilizzata sia in presenza di colonnine di ricarica, sia in assenza, vista la capacità di auto-ricaricarsi.

Parlando dei disegni presentati, non possiamo che attendere news dalla stessa Casa: le ruote con cerchi "mille righe" sembrano quasi da bicicletta, per via dell'enorme diametro e sul frontale non troviamo un vero e proprio cupolino, ma una struttura ricurva che pare "proteggere" il manubrio e un particolare sistema di sterzata legato alla forcella a steli rovesciati.

Realtà o semplice sperimentazione, il progetto portato avanti da Suzuki appare interessante fin da subito. Magari, la vedremo durante una presentazione in chiave digital.

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