Piaggio vince la battaglia contro i cinesi: la Vespa non si tocca

Il Gruppo Piaggio rende noto che l’invalidity division dell’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO) ha dichiarato nullo il design registrato da un soggetto di nazionalità cinese

Continua la battaglia legale del Gruppo Piaggio a tutela dell'iconica Vespa, oggetto negli anni di diversi tentativi di imitazione. Nel corso di EICMA 2019, dunque recentemente, alcuni ricorderanno la rimozione da parte delle autorità competenti di alcuni esemplari di nazionalità cinese molto simili. Oggi il brand di Pontedera può celebrare un importante risultato.

"Il Gruppo Piaggio rende noto che l’invalidity division dell’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO) ha dichiarato nullo il design registrato da un soggetto di nazionalità cinese, usato per giustificare la produzione di scooter simili a Vespa ed esposti al salone milanese delle due ruote, EICMA 2019, fatti rimuovere dalle autorità competenti dell’ente Fiera su iniziativa di Piaggio. L’invalidity division dell’EUIPO ha annullato tale registrazione poiché “incapace di suscitare un’impressione generale differente rispetto al design registrato” della Vespa Primavera, evidenziando che ne rappresentava un illecito tentativo di riproduzione dei suoi fregi estetici", recita la nota diffusa dal Gruppo Piaggio.

"Vespa Primavera è protetta dal design registrato dal Gruppo Piaggio nel 2013, dal marchio tridimensionale relativo allo scooter Vespa e dal diritto d’autore che tutela il valore artistico della forma di Vespa, icona di stile dal 1946. Tale azione di nullità si inserisce all’interno di una più ampia attività di lotta alla contraffazione che il Gruppo Piaggio intraprende da anni e che prevede il costante monitoraggio delle banche dati di design e marchi registrati a livello internazionale, che, a seguito di procedimenti di opposizione instaurati da Piaggio, ha portato tra l’altro ad ottenere la cancellazione di oltre 50 marchi registrati da terzi negli ultimi due anni", conclude il comunicato stampa.

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