Processo Iannone: test del capello negativo, ma il pilota rimane ai box

Dunque, nulla di fatto: Andrea Iannone rimane fermo ai box e la FIM prenderà altri 5 giorni per studiare la documentazione fornita dalla difesa del pilota. A questo rinvio di 5 giorni, potrebbe seguirne un altro di 10 giorni per consentire alla difesa rifarsi, prima di giungere ad una soluzione definitiva. 

L'udienza tenutasi a Ginevra, presso il tribunale della FIM, si è da poco conclusa, ma il caso Iannone non si chiuderà prima dei prossimi 5 giorni. Secondo quanto riportato da Sky sport, il pilota Aprilia non può ancora tornare in sella.

L'avvocato Antonio De Rensis ha presentato in tribunale documenti scientifici per 97 pagine, capaci di alleggerire la posizione del pilota: fra questi documenti, l'analisi del capello, eseguita dal professor Alberto Salomone, che ha dato esito negativo agli anabolizzanti. Analisi che ha portato a ricostruire la storia metabolica di Iannone, dimostrando che, non solo a novembre, ma anche due mesi prima, il pilota di Vasto risultava pulito.

Quindi, un analisi del capello che ha dato risultati opposti a quella effettuata sull'urina di Iannone: per questo motivo, l'ipotesi più accreditata rimane quella della carne contaminata, consumata dal pilota poche ora prima del Gran Premio di Malesia.

L'accusa della FIM si è basata, invece, sulle foto del pilota a torso nudo, che mostrava i muscoli per vari spot pubblicitari. Per cui, la possibile assunzione di anabolizzanti, secondo l'accusa, sarebbe legata a ragioni estetiche e non a performance sportive.

Dunque, nulla di fatto: Andrea Iannone rimane fermo ai box e la FIM prenderà altri 5 giorni per studiare la documentazione fornita dalla difesa del pilota. A questo rinvio di 5 giorni, potrebbe seguirne un altro di 10 giorni per consentire alla difesa rifarsi, prima di giungere ad una soluzione definitiva.

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