SBK, dopo i test s’annuncia una sfida mondiale Rea, Redding, Razgatlioglu. E Bautista?

SBK, campionato 2020 aperto o già prenotato dal "cannibale" Rea?

Dopo i test del 22 e 23 gennaio a Jerez e del 26 e 27 gennaio a Portimao rimangono le ultime prove del 24 e 25 febbraio a Phillip Island prima dell’apertura mondiale del GP d’Australia in programma il 28 febbraio-1 marzo. C’è quindi giusto un mese per il primo round iridato di una stagione attesa per i non pochi motivi di interesse tecnici e agonistici. Le ultime prove di Portimao si sono chiuse con il solito scarso interesse mediatico ma con indicazioni utili per tecnici e piloti che adesso hanno maggiori elementi concreti per affinare lo sviluppo tecnico dei nuovi mezzi. Prove utili anche per capire l’aria che tira, tempi alla mano, rispetto ai livelli di competitività, in vista del campionato. D’accordo, l’assenza del binomio dominatore delle ultime cinque stagioni mondiali Rea-Kawasaki ha indubbiamente pesato rispetto alla tabella dei tempi finali di Portimao (Rea e il suo nuovo compagno di squadra Lowes hanno girato lunedì 27 gennaio “in solitaria” per saggiare il circuito catalano di Montmelò che quest’anno entra nel calendario SBK) e quindi, si sa, quando il gatto non c’è i topi ballano. Fatto sta che sui saliscendi del circuito portoghese il rookie Ragzatlioglu, solamente alla sua quarta presa di contatto sulla Yamaha, ha conquistato il miglior tempo (1’40.804) senza particolari problemi di affiatamento né timori reverenziali rispetto ai più esperti e blasonati avversari, mettendosi dietro anche gli altri piloti sulle moto della Casa dei tre diapason: Baz (terzo: 1’40.994), Van der Mark veterano alla quarta stagione sulla R1 (quarto: 1’41.426), Caricasulo, debuttante in Sbk (nono: 1’42.030) e l’americano Gerloff (decimo: 1’42.045), altra nuova conoscenza nel mondiale delle derivate. L’1’40.804 del pilota turco è di mezzo secondo più lento rispetto al miglior giro fatto qui l’anno scorso da Rea (1’40.272): ma è fine gennaio e non c’è l’adrenalina del week end di gara.

E Scott Redding? Il sostituto di Bautista in Ducati è già lì, primo dei ducatisti, secondo miglior tempo con soli 79 millesimi di gap. Terzo, come detto, Loris Baz che continua a crescere sulla R1, l’ultimo della prima fila “virtuale” a scendere sotto l’asticella dell’1’41. Avanza, ma senza exploit, Davies (1’41.599), quinto ad oltre sette decimi dal compagno di squadra Redding. Dei tre principali piloti “debuttanti” su nuove moto (Ragzatlioglu-Yamaha, Redding-Ducati, Bautista-Honda), solo lo spagnolo è apparso defilato, oltre la top 15, 17esimo tempo – ultimo nella combinata - a quasi tre secondi (2,7’’) dal pilota turco: un abisso. Anche la scorsa stagione, allora sull’inedita Ducati V4 Bau-Bau svolse i test di pre campionato con… cautela, vincendo poi sul missile rosso ben 16 gare. Fatto sta che la nuova CBR-RR R ha bisogno di essere svezzata e servirà tempo per tradurre in pista, almeno con un set up di base più accettabile, il suo enorme potenziale tecnico. Che il turco Ragza sia un gran manico non lo si scopre oggi, caso mai può meravigliare per come si sia da subito adattato alla nuova moto, con un gran feeling. Diciamo anche che Toprak è pilota di straordinaria adattabilità, d’assalto, che dà subito fuoco alle micce, non certo un passista. L’opposto, ad esempio, di Bautista che, appunto, è metodico, procede per gradi, sparando tutte le sue cartucce quando ha tutto sotto controllo. E, soprattutto, qui c’è una Yamaha già “rodata” e competitiva, moto di grande guidabilità, rispetto a una Honda al debutto, da prendere con le pinze, tutta da sviluppare, pur se Leon Haslam (sesto tempo a oltre otto decimi dalla vetta) pare già più a suo agio dello spagnolo sulla nuova Fireblade. 7° e 8° tempo per le due Bmw di Sykes (1’41.786) e di Laverty (1’41.990) e, superata la top ten, ecco Michael Rinaldi 11° (1’42.309), davanti a Mercado, Fores (sostituto di Razgatlioglu in Kawasaki Team Puccetti), Barrier, Ponsson, Bautista, Cortese che chiude la compagnia, 17° (1’43.804). Sfida mondiale a tre fra Rea, Redding, Razgatlioglu? L’incognita Bautista.

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