Andrea Iannone: le controanalisi confermano il doping. Ora rischia la carriera

Il pilota potrebbe essere condannato a 4 anni di stop. Ora tocca alla difesa trovare una soluzione

Brutte notizie per Andrea Iannone, che a metà dicembre era risultato positivo all'antidoping in seguito al campione di urine prelevato il 3 novembre 2019 (riscontrata una sostanza riconducibile agli steroidi anabolizzanti esogeni). Oggi arriva la conferma anche dal controesame (svolto nei laboratori Wada di di Kreischa, nei pressi di Dresda, in Germania), che ha confermato la presenza di Drostanolone nelle urine. Al momento, dunque, il pilota di Vasto risulta sospeso dall'attività sportiva.

Adesso tutto dipende da come la difesa di Andrea Iannone riuscirà a controbattere cercando di far leva sulla buona fede del pilota davanti alla Commissione Disciplinare della FMI: il Drostanolone è una sostanza utilizzata dai body builder per incrementare la forza senza aumentare di peso, e Iannone dovrebbe dimostrare di averlo assunto in maniera inconsapevole (al momento nessuno ci è riuscito tra gli sportivi trovati positivi).

Difatti, nel caso ci fosse il dolo, la pena potrebbe arrivare fino a 4 anni di sospensione dall'attività sportiva, che significherebbe la fine della sua carriera di pilota. La difesa, inoltre, potrebbe anche sul fatto che la quantità di Drostanolone riscontrato nelle urine è esigua. L'iter però è ancora lungo, dunque, per cui risulta improbabile che Iannone riesca ad effettuare i test di Sepang il 7 febbraio in sella alla sua Aprilia.

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