Morbidelli: "Mi aspetto grandi cose nel 2020"

Il 24enne pilota romano è già pronto a rilanciare la sfida in MotoGP il prossimo anno dopo un 2019 in grande crescita: "Un voto? Mi do un 7!"

Dopo una stagione 2018 da rookie con Honda fatta più di ombre che di luci - anche a causa di un mezzo obiettivamente poco competitivo - Franco Morbidelli può ritenersi a buona ragione piuttosto soddisfatto del suo 2019, sua seconda stagione in MotoGP, questa volta con Yamaha, in cui si è reso protagonista di un'indiscutibile crescita, purtroppo per lui "oscurata" dalla strabiliante esplosione del compagno di squadra Fabio Quartararo.

A inizio stagione, appena approdato nel nuovo team satellite di Yamaha Petronas SRT, il "Morbido" era considerato la vera "punta di diamante" della neonata e ricca scuderia malese, mentre l'ingaggio del giovanissimo Quartararo era stato guardato con sospetto dai più, principalmente per i pochi risultati ottenuti nelle classi minori nonostante l'enorme talento mostrato solo "a sprazzi". Poi sappiamo tutti com'è andata...

Il "bilancio personale" di Morbidelli nella stagione 2019 conta 4 partenze in prima fila, 3 gare concluse da miglior pilota "indipendente" il 5° posto come miglior piazzamento in gara, per altro raggiunto in ben quattro occasioni.

Con questi risultati, il 24enne pilota romano ha certo dato il suo contributo al conquista del titolo dei "team indipendenti" da parte di Petronas SRT - anche se è stato naturalmente il suo compagno di box a raccogliere il maggior "bottino" di punti - chiudendo il Mondiale al 10° posto della classifica piloti con 115 punti, a -77 dal 5° posto di Quartararo che si è anche aggiudicato i titoli di miglior rookie e miglior pilota "indipendente" dell'anno.

Terminati tutti gli impegni formali dell'anno con il 7° tempo nel test di Jerez - che lo ha visto particolarmente soddisfatto del motore della M1 2020 - Morbidelli ha potuto "tirare le somme" in riferimento alla stagione appena conclusa, dicendosi molto soddisfatto dei suoi progressi rispetto a un anno fa:

"Come persona non sono molto diverso, ma come pilota credo di essere cresciuto molto e penso di essere cresciuto insieme a tutto il team. E di ancora più importante, c'è che ho migliorato la mia conoscenza della moto che ho a disposizione. Credo che il risultato finale di tutto ciò sia che adesso sono un pilota migliore di quello che ero all'inizio del 2019."

"In termini di velocità, sono contento dell'annata, ma guardando indietro ora credo che avrei potuto sperare in risultati migliori in termini di posizione in gara. Tuttavia, come dicevo, la velocità che siamo stati in grado di mostrare è stata davvero buona durante tutto l'anno. Per questo motivo, se dovessi valutare la stagione da 1 a 10, mi darei un 7."

Per Morbidelli sarà importante "fare tesoro" di quanto imparato quest'anno per presentarsi al meglio al Mondiale MotoGP 2020, anno in cui avrà lo stesso "ingombrante" dirimpettaio di box e nel quale ci sarà l'inevitabile valzer del mercato piloti in vista del 2021:

"La scorsa stagione, la cosa più importante che ho imparato è che per essere forte in gara in MotoGP non è abbastanza essere il più veloce. Occorre avere anche altre cose ed io voglio lavorare bene su questo aspetto l'anno prossimo. Se ti dicessi quali sono le cose che devo fare per migliorare, darei comunque i miei segreti!"

"La squadra, comunque, ha giocato un ruolo-chiave, perché sono loro che hanno permesso a me e a Fabio di essere così avanti in questa stagione. Naturalmente, quello che tutti vedono sono i risultati dei piloti, ma ci sono molte persone che lavorano dietro di noi e se i piloti fanno bene è perché sono in una condizione che permette loro di rendere al meglio. Ciò che questa squadra offre è innanzitutto un ottimo ambiente, che consente ai piloti dare il massimo ogni fine settimana."

Durante il suo primo anno in sella alla Yamaha YZR-M1, Morbidelli si è sempre dichiarato entusiasta del prototipo di Iwata, moto con cui è finalmente riuscito a togliersi qualche bella soddisfazione in MotoGP:

"La M1 è una moto molto bella e un ottimo pacchetto. È una moto relativamente "facile" da guidare per i piloti, non potrei chiedere di meglio. Ed è anche facile lavorare con gli uomini Yamaha, che sono sempre molto gentili: abbiamo un ottimo rapporto con tutti loto, il che rende il nostro rapporto ancora migliore."

"Ad Assen ho fatto una bella gara, soprattutto negli ultimi giri [terminò 5° a 5" dal podio]. Stavo anche per raggiungere gli avversari davanti a me verso la fine, avevo avuto davvero delle belle sensazioni. Il più grande rimpianto dell'anno... beh, mi dispiace solo per quello che è successo ad Aragon [quando fu abbattuto al primo giro dalla Suzuki di Alex Rins, NdR]."

Come detto, la stagione 2020 sarà decisiva per tracciare il futuro di Morbidelli e l'ex-iridato Moto2 conta di capitalizzare il più possibile sull'ottimo affiatamento già maturato con moto e squadra. Prima di allora, il 14 Dicembre, farà il suo atteso debutto nell'endurance alla 8 Ore di Sepang:

"Nel 2020 mi aspetto una stagione difficile, come del resto lo è sempre in MotoGP. Mi aspetto dei miglioramenti: da me stesso come pilota, dalla mia crew e dal team nel suo insieme. Abbiamo alle spalle un anno di esperienza acquisita lavorando insieme, quindi inizieremo la stagione con tutto già piuttosto ben definito. Mi aspetto grandi cose!"

"Durante la pausa invernale sarò in giro per tutto il mondo: farò la 8 Ore di Sepang a Dicembre, quindi rimarrò in Malesia per un po', poi andrò a sciare e mi prenderò un po' di tempo anche per andare in bicicletta. E poi andrò anche nei Caraibi per un breve periodo... quindi sarò spesso in giro!"

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