MotoGP 2019, il grido del “cannibale”

La "decima" di Marquez! Solo Quartararo resiste. Dovi salva la Rossa. Rossi ko

Come un rullo compressore Marc Marquez suona la decima: vince, anzi stravince in Giappone, l’ennesima sberla per gli avversari, la preziosa ciliegina sulla torta per Honda, qui a Motegi padrona di casa. Una cavalcata trionfale che non concede alibi a nessuno. Il “cannibale” vessillifero del colosso dell’Ala dorata, stavolta non lascia agli altri neppure l’illusione, va subito in testa, prima tiene l’indomito rookie Quartararo sui carboni accesi, poi strappo su strappo a suon di giri veloci, lo schianta, togliendoselo di dosso, via dalla scia del suo missile Honda, facendo salire il gap inesorabilmente oltre i due secondi, per poi chiudere in carrozza senza strafare. Il 26enne extraterrestre catalano 8 volte iridato ha di che gioire, gridando a pugno chiuso i valori in campo, incurante di chi vince, lontano da lui, la battaglia dei “terrestri”: in altre parole se ne frega di chi sale sul podio sotto di lui, secondo e terzo, il primo e il secondo (lo diceva Enzo Ferrari) degli sconfitti.

Ci ha provato, a stare fra i “boss” di testa, anche Morbidelli, in crescita, ma ancora ben lontano da poter dire davvero la sua di fronte ai giganti. Ci ha provato, soprattutto il Dovi, con la solita tattica di venir fuori alla distanza. Una tattica che non basta più non solo per battere Marquez ma neppure per salire sul secondo gradino. Un terzo posto non si butta via anche se gli obiettivi della Casa di Borgo Panigale (in primis della proprietà tedesca) erano e sono altri. Gira e rigira si sta sfatando anche la tiritera cui s’aggrappava lo staff della Rossa per giustificare il titolo che anche quest’anno si vince… l’anno prossimo. Quella cioè che senza Marquez i bolidoni bolognesi farebbero cappotto, dominando. Non è così. O non è più così, come dimostra anche oggi la sberla presa dal rookie di vent’anni Quartararo sulla Yamaha satellite. Già, Quartararo, un futuro che è già oggi: sfida sua maestà Marquez, tira il collo irriverente al buon Dovi, confina oltre il podio la M1 ufficiale di Vinales e via dicendo. Già, la Yamaha. “Cotte” e con il “4 in linea” da buttare, per i sapientoni da tastiera. E invece le signore della Casa dei tre diapason sono sempre lì, nei piani alti, e non solo in prova e in qualifica. Manca Rossi. Si sapeva. Non è bello vederlo annanspare nelle retrovie, da contorno, con le altre M1 fuori portata, abissalmente più avanti. La caduta del Doc al 21esimo giro lo “salva” dall’onta di piazzarsi sopra la top ten, a oltre una quindicina di secondi dalla vetta e così via. Già. E così sia.

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