SBK, il “ritorno” in vetta di Bau-Bau sulla Rossa. Ma Rea è lì, a un soffio dal titolo

Bau-Bau torna a ruggire sulla Rossa ma Rea ha oramai il quinto titolo in tasca


A Portimao, pur se allo scadere di un week end che comunque lascia alla Ducati un po' di amaro in bocca, in Gara 2 arriva finalmente la prova d’orgoglio di Alvaro Bautista che, dopo tre mesi, torna a battere, se pur in volata, Jonathan Rea, impressionante non solo per il filotto di vittorie precedenti ma per la regolarità dei risultati. Quindi, il GP del Portogollo, quart’ultimo round di una stagione prima dominata dal nuovo binomio Bautista-Ducati trionfatore a ripetizione sempre per distacco, poi tornata saldamente in mano al binomio pluri iridato Rea-Kawasaki con lo spagnolo della Rossa incredibilmente “in barca”, termina con un 2 a 1 fra i due principali protagonisti e avversari ma con il nordirlandese della Verdona lanciatissimo verso la conquista del suo quinto titolo iridato consecutivo dato il distacco abissale a tre gare dal termine: 91 punti.

Sul piano dei numeri la partita resta ancora aperta con Bautista potenzialmente in gioco, ma mettendo sulla bilancia qual che fin qui è accaduto – Rea quando non vince fa secondo come dimostra la tabella dei risultati aggiornata ad oggi: 11 vittorie, 14 secondi posti, un terzo (oltre le cinque pole), a punti da 38 corse di seguito! mentre lo spagnolo della Rossa, pur con le sue 16 vittorie, può vantare solo un secondo posto e due terzi e dolersi per le numerose cadute, sei “zero” negli ultimi tredici round – solamente un uragano tipo Dorian può stravolgere la situazione. Insomma, la superiorità di Rea, sancita dai risultati e certificata dalla classifica, è netta: al talento e alla determinazione si unisce una volontà di resistere e capacità di recuperare situazioni apparentemente impossibili rispondendo con gli interessi a chi lo dava anzitempo per spacciato. Rea è una “certezza”, era e resta il più forte pilota di questa Sbk. I pugni sul serbatoio dopo il traguardo non sono “finzione” ma dimostrano casomai la scorza e il temperamento di un campione che, al di là dei tatticismi e delle esigenze superiori della classifica generale, vuole vincere e quando vince un altro – specie se per pochi centimetri, di certo non gode. Tutto show? Male non fa.

La Kawasaki, al di là del gap dovuto per lo più dai regolamenti-farlocchi e – perché no! – messa ad inizio stagione a dura prova dallo tsunami della inedita Rossa V4, è riuscita a resistere, recuperando il gap iniziale anche se ancora oggi sul rettifilo di Portimao Bau-Bau ha letteralmente mangiato Rea, dopo una superba rimonta, con una differenza di velocità da sbiancare la … verdona a dimostrazione che al bolide di Borgo Panigale non manca certo il motore. Ora c’è da sperare che questa vittoria di Bautista a Portimao in Gara2 non sia una rondine di primavera o raggiunta grazie anche a un Rea che non aveva oggi interesse a strafare e a correre inutili rischi, bastandogli il bottino della seconda piazza, d’altronde ottenuto in volata. Quindi da Bautista, bravo oggi a non commettere errori anche se il suo "nemico" gli era quasi addosso, si attendono conferme per un fine stagione sulla falsariga di quanto fatto all’inizio per tenere acceso l’interesse nei tre GP finali e per mettere Bau-Bau in condizione di lancio nel 2020 in attesa di conoscere, dopo il divorzio da Borgo Panigale, con quale Casa gareggerà. E il resto? Poco da aggiungere. Il 23enne turco Toprak Razgatlioglu va ancora a podio (e otto!) confermando il potenziale da prima fila. Bella lotta per il quarto posto fra Lowes, Haslam, Baz finiti nell’ordine davanti a Van der Mark e a Melandri, ottavo, avviato a chiudere la stagione – anzi la carriera – senza particolari fiammate. Davies, ieri secondo, oggi 16esimo, senza commento. Il resto in cronaca.

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