SBK, i “fratelli coltelli” dello stesso Team

Nel motociclismo, da sempre due “galletti” nello stesso pollaio hanno creato difficoltà di gestione pur costituendo spesso motivo di interesse extra per gli appassionati e una forte spinta per il Team.

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Nel motociclismo, da sempre due “galletti” nello stesso pollaio hanno creato difficoltà di gestione pur costituendo spesso motivo di interesse extra per gli appassionati e una forte spinta per il Team e la Casa che li ingaggia. Il compagno di squadra, si sa, è il primo avversario da battere, quando non il “nemico”. La regola, però, è sempre stata la stessa: fin che due piloti con la stessa casacca rappresentano un stimolo vicendevole, un valore aggiunto per la squadra portando vittorie in gara e in campionati, si fa festa nel Team in armonia, gran sorrisi e pacche sulle spalle, moto al top, assegni firmati senza stare tanto a tirare sulle cifre.

Quando invece iniziano le turbolenze e, dopo musi lunghi, dispetti e sgambetti, si arriva alla fase dei “separati in casa”, mettendo a rischio il risultato e la tenuta stessa del Team, allora si cambia registro. Come? Una volta con un secco telegramma di “benservito” firmato dal “padrone” della Casa e formato da una sola parola: “licenziato”. E oggi? Oggi, senza più il titolare della Casa presente nel box, l’approccio al tema e la metodologia di aggancio e di “sgancio”, anche per esigenze di immagine e di comunicazione, sono cambiate, più felpate e “politiche”, ma le conclusioni sono più o meno le stesse, portando in caso di difficile coabitazione uno dei due piloti (o anche entrambi) a cambiare “aria”.

SBK Imola Gara1, Rea fa il vuoto. Dominio Kawa. Podio di Melandri

Do you remenber... Jorge-Rossa? Ma lasciamo stare la MotoGP con vicende contraddittorie assai note, e vediamo la SBK, un campionato che al di là dei regolamenti-bluff per creare d’ufficio un appeal e una competitività che manca in pista, vede Kawasaki ancora davanti (Rea e Sykes), con Ducati (Davies, Melandri e anche Rinaldi) e Yamaha (Lowes e Van Der Mark) a tentare di rendere dura la vita alle “verdone”.

Ci sono altri Team di Case importanti con due piloti (es: Aprilia e Honda) ma oggi sono fuori dai giochi che contano. Ieri nel settimo round mondiale SBK di Brno, dopo lo storico (60esimo) trionfo di Jonathan Rea in Gara 1, il tre volte campione del mondo a caccia del quarto titolo, è andato a terra in Gara 2 per un contatto con il compagno di squadra Sykes. Di fatto Tom, dopo essere stato superato al terzo giro dall’arrembante Johnny in super rimonta perché costretto a partire dalle retrovie per l’assurda retrocessione in griglia, nell’incrocio di traiettorie aggancia Rea che va ko.

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Un epilogo incendiario ma … “scontato”, dato il mancato feeling fra i due, con Rea che non solo ha tolto negli ultimi tre anni a Sykes i galloni di capitano in Kawasaki ma lo ha letteralmente cancellato per una superiorità dimostrata dai fatti. E’ l’ultimo atto che condurrà a fine stagione alla separazione con il pur valido ma meno quotato Sykes in cerca di una nuova sella per il 2019 e con l’imbufalito Rea deciso già dalla prossima gara a tornare “cannibale”?

E gli altri “fratelli coltelli”? In Yamaha, con moto in forte crescita, i due piloti ufficiali se le sono sempre date di santa ragione, fino a Gara 1 di Brno, il più delle volte ostacolandosi vicendevolmente. In Gara 2, vista la possibilità del nuovo colpaccio con “doppietta”, Lowes e Van Der Mark (già trionfatore a Donington) hanno evitato di … esagerare tagliando il traguardo in fila indiana, primo e secondo, forse anche pensando al contratto 2019. In Ducati, fra Davies meno aggressivo e meno competitivo delle due ultime stagioni e Melandri partito a razzo con la doppietta di Phillip Island ma poi a sbalzi, c’è un armistizio di fatto, entrambi consapevoli che per il disastro manca solo una azzuffata fra i due della Rossa.

Il terzo incomodo Rinaldi, non è un problema, almeno per ora, impegnato ad imparare e a non far danni. Comunque, alla fine conta la classifica che fa anche da spartiacque ai bollenti spiriti dei “fratelli coltelli”: in Kawasaki i due compagni sono ben distanti, con Rea primo (270 punti) e Sykes quarto (179); idem in Ducati con Davies secondo (215) e Melandri quinto (157); così anche in Yamaha con Van Der Mark terzo (196) e Lowes sesto (154). Tutto a posto e niente in ordine. Taca banda!

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