Motegi, la “seconda” di Zarco davanti a Petrucci e Marquez. Male Dovizioso e Rossi

Il "rookie" francese salva la giornata "no" della Yamaha


Hic Rhodus hic salta e qui è Motegi e qui si disputano queste qualifiche MotoGP col meteo ballerino che manda tutti in tilt. Anzi, non proprio tutti. Perché in queste condizioni da bagnatissimo-bagnato a bagnato-bagnato e infine a bagnato a macchie da leopardo c’è chi perde la bussola e chi invece trova la quadra facendo il colpaccio.

Ecco, quindi la gran zampata del rookie francese Johann Zarco-“salva” Yamaha (brutta aria per la Casa dei tre diapason… con Rossi 12° e Vinales 14°!) un missile che gli vale la sua seconda pole stagionale in MotoGP (la prima ad Assen) proprio sotto la bandiera a scacchi (1’53.469) che tramortisce tutti.

Marquez, partito a razzo con un superbo 1’53.903, alla fine deve piegarsi, e non solo all’arrembante Zarco (peraltro a terra nelle FP4) perché ci si mette anche Danilo Petrucci sulla Ducatona Pramac (+0.318), gran secondo (quarta volta in prima fila nel 2017!) davanti al campione del Mondo e leader della classifica che però ha scelto alla fine la slick posteriore perché domani… non si sa mai.

Idem (e di più) Rossi, oltre la top ten, solo 12esimo dietro a Iannone che non pare trovare giovamento dal cambio di carena. Il pesarese, anche scivolato nell’ultimo turno di prove, sin dall’inizio delle qualifiche ha optato per la slick, scelta evidentemente di poco costrutto, almeno per oggi, producendo il gap di una partenza domani in gara, dalla quarta fila. Dal quasi disastro delle prime prove al disastro-quasi delle qualifiche. Solito recupero da miracolo?

Dipenderà dal meteo e dal passo di chi lo precede in griglia, Zarco, Petrucci, Marquez e non solo. Perché la seconda fila è un “muro” con Aleix Espargarò quarto con l’Aprilia che bussa forte in alta classifica (+0.478), Jorge Lorenzo quinto da far sognare (+0.766), Dani Pedrosa sesto (+0.873), guardingo pronto per il… podio magari per dare una mano al suo capitano in odore da mondiale.

Tempi alla mano, sono gap pesanti per i protagonisti (della classifica generale) ma in queste condizioni poco contano oggi i tempi e ciò, evidentemente, vale per tutti.

Terza fila con le due Ktm di Smith (+1.403) e di P. Espargarò (+1.437) davanti a Dovizioso (+1.595) è questa sì che è una notizia. Il forlivese della Ducati non può perdere l’occasione di Motegi per tentare ancora l’assalto al titolo mondiale. Partire ultimo della terza fila, per di più con alle spalle gente come Rins (Suzuki) e soprattutto Iannone e Rossi, non è certo una condizione delle più felici.

Per la cronaca, nel 2016 Valentino Rossi fece la pole col tempo di 1’43.954, 10 secondi più veloce di quella fatta oggi da Zarco. Tempi che parlano da soli.

Vedremo. Gara aperta ad ogni pronostico. Dipende (molto) da Giove Pluvio che (anche) da queste parti fa e disfa come gli pare. Il “cuore” del mondiale batte forte.

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