MotoGP: Aprilia, che sia davvero la volta buona?

Il sesto posto di Aleix Espargaro regala gioia a Noale. Ma attenzione, perchè il pedigree di Aprilia è vincente, e Albesiano non si accontenta


Motomondiale 2017 -

In molti hanno visto la prestazione dell'Aprilia come una sorpresa. Una bella sorpresa vien da aggiungere. Sesta piazza per Aleix Espargaro e per la RS-GP, ad un soffio dalla Honda ufficiale di Daniel Pedrosa, dopo aver battagliato per la top5. Mica male in effetti. Le luci dei riflettori del Qatar hanno mostrato come a Noale, il passo in avanti, sia stato decisamente evidente, chiaro. D'altro canto, nonostante i proclami di umiltà instillati durante la presentazione ufficiale di quasi un mese addietro, quella luce negli occhi di Romano Albesiano e dei suoi uomini, nascondeva proprio quella consapevolezza di poter far bene. Si dirà che una rondine non fa primavera, che la prima di Losail è stata influenzata dalle particolari condizioni del fine settimana. Già, ma in questo caso si tratta di un elemento a favore. Aleix Espargaro scattava dalla 15esima casella, quinta fila. Eppure, nel warm-up, lo spagnolo aveva chiuso addirittura quarto.

Il potenziale c'è, la RS-GP e Aprilia tutta mostra come la strada imboccata sia degna della sua storia. Perchè oggi si festeggia e ci si sorprende per il risultato finale, ma il blasone di Noale il suo pedigree, parla di 56 titoli mondiali conquistati. Per chi è cresciuto con il primo Max Biaggi e l'Aprilia Chesterfield, ha vissuto gli anni di dominio delle piccole cilindrate, o i titoli della RSV4 (senza stare a scomodare troppo i titoli Supermoto o off-road) la sorpresa è...sorprendersi.

Eppure la storia di Aprilia nella classe regina - finora - non è stata mai delle più fortunate. Prendete la 500cc bicilindrica. Un progetto concettualmente fantastico, con dei punti di forza teorici indissolubili, mai in grado di conquistare quanto preventivato. Poi, con l'approdo della MotoGP quel capolavoro di tecnica moderna chiamato RS Cube. Era una delizia per gli ingegneri. Motore a tre cilindri, addirittura con valvole pneumatiche quando ancora Honda e Yamaha si affidavano alle molle. Regis Laconi il primo anno, una coppia di campioni come Edwards e Haga nel 2003. Eppure Noale sembrava sempre una sorta di cenerentola in MotoGP. Obiettivamente, dispiaceva non riuscire a vedere i successi delle altre classi, declinarsi anche nella classe regina.

Il ritorno di Noale in MotoGP è arrivato quasi sottovoce, in silenzio. Un primo anno di purgatorio, un secondo con una vera e propria Motogp, un prototipo da sviluppare in gara. Piccoli passi, senza conquistare titoli di giornali o gli onori delle cronache. Eppure la crescita e lo sviluppo nel 2016 procedeva spedita, con soluzioni tecniche anche interessanti. Un esempio su tutti, quel telaio dotato di parti interscambiabili, modulare, per poter sviluppare al meglio uno dei grandi punti di forza - da sempre - della casa veneta: la ciclistica.

Un inverno positivo, promettente con il nuovo arrivato Aleix Espargaro nel ruolo di chi può finalmente mostrare la forza della RS-GP. Alla prima occasione è arrivata una piccola, gradita, conferma: per la prima volta nella sua storia nella classe regina, si ha l'impressione che Aprilia possa essere protagonista e non più solo comparsa. Il sesto posto di Losail è solo un primo tassello, una sorpresa per tanti, non per Albesiano.

E le sue parole sono una conferma: "Aleix ci sta trascinando tutti con grande entusiasmo ed evidentemente la RS-GP funziona bene in tutte le aree confermandosi una moto molto votata alla gara, avendo la capacità di tenere una grande costanza nella prestazione, un gran passo soprattutto nella seconda metà di corsa. Se Aleix fosse partito più avanti poteva davvero fare qualcosa di clamoroso. Ma stasera festeggiamo, questa prestazione ci da entusiasmo e sicurezza per crescere”.

Così, dopo la comprensibile gioia, il pensiero fisso, in fabbrica come ai box, siamo convinti sarà solo uno: migliorare quel sesto posto a partire dalla prossima gara in Argentina.

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