Sarolèa Manx 2017: l'elettrica figlia del Tourist Trophy

Uno sviluppo giunto dal campo di gara. E che campo....l'Isola di Man.


Il mondo delle moto elettriche sta prendendo - oramai - sempre più piede, sdoganandosi anche all'interno del mondo delle competizioni. Anzi, proprio il settore delle gare risulta essere un ottimo viatico per lo sviluppo di un concetto che, per alcuni versi, offre ancora dei limiti, nonostante l'enorme potenzialità.

Un progetto decisamente interessante che abbiamo avuto modo di vedere è sicuramente il Sarolea Manx 7, il cui percorso è passato dall'Isola di Man...alla strada di tutti i giorni.

Un progetto estremamente romantico quello della Sarolea, che già dal nome fa percepire il suo animo. Ovviamente ci riferiamo a Manx, perchè il marchio Sarolea è nato in Belgio nella metà del XIX secolo come...fabbrica di armi. Nel 1894 è stato poi riconvertito come fabbrica di biciclette e moto nel 1901.

Una storia che ha percorso il suo tragitto fino ai primi anni Settanta, quando l'attività fu chiusa. Una storia che però riprende vita nel 2008 quando i fratelli Torsten e Bjorn Robbens hanno puntato alla realizzazioni di moto elettriche ad alte prestazioni.

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Ecco dunque la Sarolea SP7, nato nel 2010 ed evoluta fino al 2014, anno in cui debuttò proprio all'Isola di Man nella categoria TT Zero.
La moto ha continuato a partecipare sia nel 2015 che nel 2016, e nel 2017, ecco la sua declinazione per la strada, la Sarolea Manx7.

Un progetto speciale, una moto realizzata a mano con monoscocca in fibra di carbonio, ma anche con componenti realizzati tramite stampanti 3D, sempre nella fabbrica in Belgio. E' una moto elettrica ad alte prestazioni con addirittura una potenza che può arrivare fino a 245 Cv ed una velocità massima di 320 km/h. Colpisce - e non potrebbe essere altrimenti - l'accelerazione data la sua natura che arriva a 2,8 secondi. Sospensioni? Öhlins da 43 mm all'anteriore e TTX al posteriore.

L'autonomia? 300 km nel ciclo combinato ed una ricarica rapida al 90% in 25 minuti. Il resto è tutto delizia per gli occhi. Già perchè si tratta di una moto dallo stile e dal fascino retrò. Un incrocio tra una cafè racer sport ed una 250cc di una volta.

photo: Motorbike Magazine

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