BMW K75 Street Tracker |The Foundry MC

Dopo molte "Kappa" quadricilindriche, vi parliamo per la prima volta di una special basata su una BMW K75 a tre cilindri: è la Street Tracker di The Foundry MC, workshop spagnolo fondato da Carlos Ormazabal

Parlando di special, ultimamente è capitato spesso che vi mostrassimo esemplari unici basati sulle BMW Serie Kappa, le pluricilindriche con il motore a sogliola prodotte dalla casa di Monaco a cavallo tra gli anni '80 e '90.

Si è trattato però sempre delle versioni a quattro cilindri e un litro (o più!) di cilindrata: vi abbiamo mostrato le K100 scrambler di De Angelis Elaborazioni e Unit Garage, e le più grosse K1100 personalizzate ancora da Giorgio De Angelis o da JV Performances (che ci ha messo sopra pure un turbocompressore!).

Mai però, almeno sino ad ora, ci è capitata tra le mani una special su base K75, la tricilindrica ottenuta sfruttando la modularità del progetto motoristico dell'Elica: c'è sempre tuttavia una prima volta, ed è arrivato il proprio turno anche per una tre cilindri bavarese.

Prodotta dal 1985 al 1995, aveva una cubatura di 1/4 inferiore a quella della K100 (987 cc), equivalente quindi a 740 cc: il propulsore era ottenuto "togliendo" un cilindro al motore della sorella più grande, con cui infatti condivideva la cilindrata unitaria di 246,6 cc. Per gli amanti dei numeri e delle curiosità, anche la potenza era perfettamente proporzionale, almeno nelle prime versioni: inizialmente il tre cilindri poteva erogare 68 cv, precisamente 3/4 della potenza di cui era capace la versione quadricilindrica (nelle versioni successive il dato crebbe a 75 cv).

La K75 che vi mostriamo oggi è stata customizzata dallo spagnolo Carlos Ormazabal, un ex dipendente del colosso fotografico Nikon che, ad un certo punto della sua vita, ha deciso di cambiare aria e dedicarsi alla sua più grande passione: le motociclette. All'età di 55 anni ha fatto la difficile scelta di lasciare il precedente lavoro e iscriversi ad un corso di saldatura al TIG: prima di ciò Carlos aveva ben poche conoscenze in materia meccanica.

Alla fine, dopo aver appreso i rudimenti di questa nobile arte, ha fondato il suo personale workshop a cui ha dato il nome "The Foundry MC": la sua prima special è stata una Suzuki GSX-R 750 Street Fighter "condita" con un po' di cafè racer style.

Questa K75 Street Tracker (nei nomi sì, potrebbe avere un po' più di fantasia!) è il suo secondo lavoro, e possiamo dire che il "ragazzo" impara davvero in fretta: per questo progetto si è dichiaratamente ispirato, oltre che alla Montesa H6 -una moto spagnola da regolarità, come si chiamavano allora- alla BMW K100 di Ed Turner Motorcycles, una quadricilindrica votata allo sterrato.

Trovato un esemplare di K75 a un prezzo ragionevole nei dintorni di Saragozza, Carlos l'ha subito acquistata e si è rimboccato le maniche: non è stato quindi un lavoro su commissione, ma un'iniziativa spontanea nata dalla volontà dello stesso Ormazabal.

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Il primo passo è stato quello di alleggerire al massimo la massiccia tricilindrica germanica: non solo tramite la sostituzione delle componenti con parti speciali più leggere, ma una vera e propria dieta ferrea per ricondurre la K75 alla più radicale essenzialità.

La moto è stata completamente spogliata fino a giungere al nudo telaio, che è stato grattato e poi riverniciato con un blu tipicamente BMW. Il telaietto posteriore, invece, è stato tagliato e sostituito con un traliccio fabbricato a mano: in questo modo si è conferita all'ex-tourer tedesca un'impostazione decisamente più fuoristradistica.

Sulla nuova struttura posteriore è stata montata una sella dritta e sottile. Realizzata in pelle nera, è abbastanza lunga da conferire alla Street Tracker un abitabilità da "biposto": si può notare infatti anche la presenza delle pedane per il passeggero.

Per quanto riguarda il serbatoio, Carlos ha deciso di lasciare quello originale, sebbene opportunamente modificato nella colorazione: ora il deposito del carburante sfoggia una livrea in cui domina il nudo metallo, con una banda tricolore che riprende l'iconografia del reparto BMW Motorsport.

Le sovrastrutture originali sono state ovviamente subito accantonate, ma così facendo il voluminoso impianto di raffreddamento del tre cilindri dell'Elica è rimasto fastidiosamente scoperto alla vista. Il boss di The Foundry MC ha quindi deciso di realizzare dei fianchetti laterali che occultassero radiatore e tubazioni del liquido refrigerante: mascherati da tabelle portanumero, recano su di essi il numero 6.

Il propulsore della K75 è sempre stato apprezzato dai suoi utenti per il tiro vigoroso, la coppia disponibile ad ogni regime e un'affidabilità universalmente riconosciuta anche alla trasmissione a cardano: c'era però bisogno di un po' di sound, e Carlos ha risolto la questione montando un impianto di scarico artigianale che termina con un corto silenziatore in carbonio Leo Vince SBK.

Ovviamente, avendo stravolto l'impostazione telaistica della moto per adattarla ad un utilizzo off-road, era d'obbligo intervenire anche nel comparto sospensioni: la forcella anteriore originale è stata mantenuta, pur dopo opportune modifiche che le hanno conferito un comportamento più adatto sui fondi sconnessi.

Spulciando nel catalogo YSS invece, Carlos ha trovato un un ammortizzatore posteriore dedicato alle K1100: con un suplus di lunghezza di 35 mm era quello che faceva al caso suo per dare il giusto assetto alla Street Tracker.

In quanto ad accessori e componentistica varia, si segnalano il manubrio Hebo, una strumentazione digitale Koso, il fanale anteriore tondo marchiato PIAA e dotato di griglia protettiva. I cerchioni in lega, che vestono gomme tassellate Heidenau K74, sono invece quelli originali ridipinti con vernice scura.

Per essere la prima K75 di cui vi parliamo non è affatto male, no? Secondo noi è un lavoro egregio: considerato che è solo il suo secondo progetto, questo ultracinquantenne spagnolo reinventatosi customizer se la cava decisamente bene. Lo terremo d'occhio...

Via|Pipeburn

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