Triumph Street Triple VS Jaguar XE: le inglesi si sfidano sulla neve

Due britanniche DOC si sfidano su strada e su fondi innevati nell'ultimo capitolo dell'eterna bagarre fra auto e modo. Ecco come è andata.

Quando si parla di motori “Made in England” il pensiero corre subito alle iconiche moto Triumph e, per quanto riguarda le automobili, alle veloci Jaguar. Due marchi simbolo che abbiamo deciso di mettere testa a testa sulle strade innevate della Majella.

In questo nuovo capitolo dell’eterna sfida fra auto e moto sono “salite sul ring” una XE - la berlina media di Coventry - e la sempreverde 675 Street Triple (modello 2009), modificata a uso e consumo del nostro stuntman, l’inossidabile Emanuele Freddo. Al volante della Jaguar c’era invece Lorenzo Baroni, tester con una lunga carriera alle spalle.

Arbitro della bagarre è stata la neve: il fondo bianco a bassissima aderenza ha infatti radicalmente cambiato il peso delle forze in campo, rendendo questo confronto quanto mai interessante, viste pure le specifiche tecniche dei 2 mezzi: ad aiutare la XE, oltre alle gomme termiche, c’era l’ultima evoluzione della trazione integrale della Jaguar, mentre sulla Street… beh, sulla Street di originale è rimasto ben poco.

Triumph 675 Street Triple: come è fatta quella del “Freddo”


La 675 MY2009 del nostro confronto è stata convertita a stunt-bike, ampiamente modificata per esibirsi in acrobazie di ogni tipo. L’elenco delle modifiche è lunghissimo. La moto presenta una corona a 67 denti, paramotore laterale in tubolari di ferro con tamponi in alluminio ricavati dal pieno, barra posteriore 12 o'clock tublare di ferro, rinforzo telaietto posteriore, pedane posteriori fisse e rialzate con archetto di rinforzo e supporto perimetrale radiatore.

Fanno parte del tuning anche l’appoggio posteriore in alluminio con antiscivolo per buco sella posteriore, la modifica sella - rialzo seduta passeggero e buco per inserimento piede ed il supporto pinze posteriore a 3 pinze radiali a 4 pistoncini, ricavato dal pieno di alluminio. Non meno importante la modifica al supporto disco posteriore e con disco da 300 mm e la pompa freno posteriore aggiuntiva sul manubrio.

Dulcis in fundo il manubrio modificato ed il serbatoio appiattito e allungato con kick e pad antiscivolo. Completano il quadro il blocchetto chiave, comandi elettrici blocchetto sinistro e strumentazione spostati in posizioni adatte a prevenirne la rottura. Tuttavia ciò che ha davvero fatto la differenza in questo confronto auto-moto, specie nella guida su neve, sono state le gomme chiodate, davvero indispensabili in questo frangente.

Jaguar: come è fatta la XE


La Jaguar XE è un’auto nuova da cima a fondo, dotata di un sofisticato telaio in alluminio e di una gamma di motori e tecnologie inediti. A richiesta si può avere anche con la trazione integrale permanente, richiesta da una fetta di clientela sempre più vasta. Il listino prezzi di questa baby-Jag oscilla fra i 38 e i 56 mila euro. La sua estetica è molto “british”, con proporzioni disegnate per omaggiare l’eleganza e durare nel tempo: sembra quasi una coupé a quattro porte, con una seduta bassa e sportiva.

Dal punto di vista tecnico la XE vanta sofisticate sospensioni anteriori a doppio braccio trasversale, derivate da quelle della sportiva F-Type e fatte interamente in allumino. In coda c’è l’“Integral Link”, un multilink con svariati elementi in alluminio forgiato o pressofuso. Tuttavia la versione della nostra prova si distingue soprattutto per le 4 ruote motrici: grazie all’"Intelligent Driveline Dynamics", la berlina inglese riproduce il feeling di un’auto a trazione posteriore, trasferendo, la coppia motrice all’avantreno solo quando serve per contrastare i pattinamenti.

Tecnicamente la coppia motrice è indirizzata al 90% all’asse posteriore e, se necessario, viene trasferita fino al 50% davanti. In piena accelerazione invece il sistema trasmette quasi il 100% della potenza alle ruote posteriori. Ad occuparsi di trasmettere la potenza dove e quando serve c’è un ripartitore di coppia posizionato subito dietro la scatola del cambio e composto da una frizione multi disco in bagno d’olio: è comandata da un attuatore elettroidraulico che regola la pressione tra i dischi della frizione; quest’ultimo è collegato a una trasmissione a catena e a un albero che trasmette la coppia al differenziale anteriore.

Al volante della XE a trazione integrale piacciono subito la posizione di guida e lo sterzo, leggero e diretto; il cambio automatico ZF a otto rapporti è invece molto fluido. Al minimo il 4 cilindri diesel da 2 litri che spinge l’auto è un po’ indiscreto: tuttavia i suoi 180 CV assicurano performance brillanti, con una coppia (430 Nm) e una spinta ai bassi regimi eccellenti. Il comportamento dinamico è quello che ci si aspetta da una berlina sportiveggiante: neutro e con una sana (seppur contenuta) tendenza al sovrasterzo. La trazione integrale della XE ha digerito senza problemi il fondo innevato a bassissima aderenza, dimostrando una motricità insospettabile per una berlina.

Il confronto su asfalto e neve


Nell’ennesimo confronto fra le due e le quattro ruote stavolta l’"incognita neve" ha davvero reso difficile ogni pronostico: il fondo bianco a bassissima aderenza ha infatti radicalmente cambiato il peso delle forze in campo. A proposito di peso, la Triumph Street Triple 675 così preparata segna sulla bilancia appena 180 kg, spinti da 106 CV di potenza a poco meno di 12.000 rpm ed una coppia di 69 Nm a 9.100 rpm.

Una massa di gran lunga inferiore a quella della Jaguar, che pesa 9 volte di più della moto (1.615 Kg). Tuttavia la XE può contare sulla generosa coppia motrice del suo turbodiesel da 2 litri, capace di sprigionare 430 Nm disponibile già a 1.750 rpm. Ma il vero asso nella manica della Jag è la motricità garantita dal suo sistema di trazione integrale. Il contatto a terra è garantito da pneumatici Pirelli Sottozero, usati sull’asfalto e sulla neve. La moto ha dovuto cambiare le scarpe nel corso della sfida, usando le Pirelli Diablo Rosso 3 su asfalto e le Angel chiodate sul fondo innevato.

La prima parte del confronto si è svolta su asfalto, dove la due ruote ha messo in mostra una grande agilità, permettendo al suo pilota di esibirsi in impennate apparentemente infinite. La XE riusciva ad avvantaggiarsi nei curvoni veloci da terza e quarta marcia, grazie alla grande stabilità garantita dal suo telaio e dal sistema 4x4: “Infonde molta sicurezza al guidatore e la trazione integrale permette di aprire il gas molto presto, prima del punto di corda”, ha commentato Lorenzo Baroni. Le curve lente invece sono il pane quotidiano della Triumph, che recuperava sull’auto per poi lasciarla al palo su ogni rettlineo.

Nella competizione su neve invece gli artigli del giaguaro hanno inciso il ghiaccio, garantendo persino più grip dei chiodi installati sulle Pirelli Angel artigliate della moto: Freddo ha fatto il possibile (e l’impossibile) per tenere il passo della Jaguar, ma la motricità di quest’ultima, specie in salita e in percorrenza, era francamente inarrivabile. Su neve infatti la Triumph si è dovuta confrontare con i continui pattinamenti della coda e faticava parecchio anche con l’anteriore. In sintesi se su asfalto siamo ad un sostanziale pareggio, su neve la Jaguar XE ha vinto a mani basse, annullando di fatto il vantaggio della Triumph in termini di rapporto peso/potenza.

 

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