SBK, Rea campione 2015: "Il mio sogno da sempre"

Jonathan Rea (Kawasaki Racing Team) festeggia a Jerez la vittoria nel Mondiale Superbike 2015: "Mai dubitato delle mie capacità"

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Con un vantaggio semplicemente mostruoso nella classifica del Mondiale piloti, era praticamente sicuro che Jonathan Rea avrebbe conquistato oggi a Jerez de La Frontera il suo primo titolo iridato in Superbike, ma il nord-irlandese è sembrato comunque incredulo per un successo inseguito per anni in sella alla Honda e conquistato in questa stagione al primo tentativo con il Kawasaki Racing Team.

Era quasi una formalità, poi chiusa con il comodo quarto posto in Gara-1, ma Rea non ha comunque esagerato con i festeggiamenti, dichiarandosi subito dopo già concentrato su Gara-2 come se volesse comunque festeggiare con un piazzamento sul podio la sua comunque memorabile giornata.

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In Gara-2, Rea ha invece conquistato un quarto posto con cui ha comunque suggellato il titolo costruttori per Kawasaki, e proprio la casa di Akashi è stata oggetto dei suoi sentiti ringraziamenti post-gara per il suo primo titolo iridato:

"Questo è un momento incredibile per me nella mia carriera perché ho cominciato a correre da ragazzino in motocross quando avevo sei anni, ho trascorso tanto tempo sui circuiti con mio padre e sono cresciuto nell'ambiente delle corse, e quindi ho sempre sognato di essere campione del mondo. Essere finalmente qui ed essere campione del mondo è incredibile. C'è stato tanto duro lavoro da parte mia, tanti sacrifici e dedizione da parte della mia famiglia, ma la maggior parte di tutto questo non sarebbe stato possibile senza Kawasaki. Voglio ringraziare sia il mio manager Guim Roda e Steve Guttridge da KME, che ha veramente creduto in me e mi ha dato questa opportunità."

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Rea è stato senza dubbio il dominatore del Mondiale Superbike di quest'anno, spiccando il volo in classifica sin da subito e mancando oggi per la prima volta in stagione l'appuntamento con il podio. Il suo bottino stagionale conta comunque 20 podi in 22 gare (12 vittorie, 6 secondi posti e 2 terzi posti), con 2 pole e 9 giri veloci. Ma Rea ritiene che gli ci vorrà ancora un po' di tempo per realizzare la portata della sua impresa:

"In questo momento non ho ancora preso coscienza della cosa. Quando i miei meccanici stavano mettendo il numero 1 adesivo sulla moto in pista mi sembrava tutto molto strano, ma io sono davvero felice e grato per tutto questo. Ci sono stati molti momenti belli e altri difficili. Momenti come questo sono ancora più speciali per via delle sfide che ho dovuto affrontare, gli infortuni, un polso rotto e una brutta frattura del femore..."

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E nella gioia dei festeggiamenti, Jonathan Rea è andato a ripescare un lontano 'precedente' nella storia del Mondiale Superbike che gli avrebbe sempre dato la determinazione per affermarsi:

"Ho tratto grande ispirazione quando ho visto il Campionato del Mondo 2002 tra Colin Edwards e Troy Bayliss, e da allora questo era diventato il mio sogno. Era una cosa del tipo: "Anch'io ci devo riuscire". Quindi, anche nei tempi duri, non ho mai dubitato delle mie capacità. Finalmente, oggi, ce l'abbiamo fatta, e quindi spero che questo possa ispirare i giovani piloti a iniziare, o altri giovani piloti che già corrono a non rinunciare al loro sogno. In questo momento non mi sembra ancora vero, ma sono campione del mondo e ne sono davvero orgoglioso."

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