SBK, per l’infortunato Giugliano il “premio” Ducati: contratto 2016! Opportunità e rischi

Superbike 2015 - Ducati rinnova il contratto a Davide Giugliano, manca solo la firma. Scelta giusta?

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La notizia buona, per Davide Giugliano, c’è, in questo “sfigatissimo” 2015 e riguarda il nuovo accordo con Ducati, decisa a tenersi il pilota capitolino anche nel Mondiale Superbike 2016. Mancano i dettagli e le firme ma Giugliano (insieme al riconfermato Chaz Davies, forte fin qui di tre round vittoriosi con la Panigale) resta “ufficiale” Ducati, una dimostrazione di stima e di grande correttezza da parte della Casa bolognese che, va detto, comporta anche zone d’ombra e rischi che solo i fatti, cioè la stagione 2016, dovranno dimostrare essere inesistenti.

Inutile nascondersi dietro un dito: dopo il gran botto di inizio stagione a Phillip Island (frattura delle vertebre L1 e L2 e forfait dalle prima quattro gare stagionali) l’ultima caduta di Davide il 19 luglio scorso a Laguna Seca (frattura alla vertebra D3) non solo obbliga il ducatista a dire addio a questa stagione agonistica ma pone seri interrogativi sul futuro della sua carriera di pilota.

La forte fibra di Davide e la sua inossidabile volontà di rientrare nel top dei piloti Sbk possono fare miracoli ma è fuori dubbio che queste fratture subite sono particolarmente delicate, con rischi elevati, in caso di nuove cadute – Dio non voglia! – sempre possibili per un pilota che lotta a questi livelli. Tant’è.

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La Ducati scommette quindi sul pieno recupero di Giugliano, dandogli una nuova chances e questo è bene per il motociclismo italiano e per la SBK tutta. Ciò non esime nessuno, a cominciare da Davide e dai responsabili corse della Ducati, a valutare fuori dal contesto agonistico l’iter del recupero di questi infortuni.

Passione e volontà, in questi casi, sono la migliore medicina per superare certe situazioni, ma non bastano: devono essere i medici a dire con chiarezza e con fermezza qual è la reale situazione fisica di Davide e a cosa va incontro in caso di nuovo incidente. Prima di tutto viene l’incolumità fisica e non c’è alcun dubbio che questa è la priorità per Davide e per la Ducati.

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Proprio pochi giorni fa abbiamo scritto su Motoblog: “Non c’è dubbio che Giugliano sia oggi fra i più forti piloti in SBK, un indomabile mastino capace di qualsiasi prodezza, ma non si può non prendere atto della sua propensione alla… caduta, vanificando così il proprio potenziale e quello della Panigale”.

E proseguivamo: “Davide deve compiere lo step finale per la definitiva “maturità” agonistica, quindi la consacrazione. Forse, quel che manca ancora è il grande risultato capace di sbloccarlo sul piano psicologico garantendogli la sicurezza dei grandi campioni. La Ducati ha in Giugliano un valore aggiunto, non una zavorra e per questo va assecondato, compreso e aiutato”.

Bene, quindi, anzi “ottimo” che il binomio tutto italiano Ducati-Giugliano resti la punta di diamante tricolore nel mondiale SBK 2016. C’è solo da sperare che la guigne non ci metta ancora lo zampino. Davide ha già dato, pagando un conto pesate. E’ giunta l’ora di passare alla raccolta.

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