Sportster by Hide Motorcycle

Sportster by Hide Motorcycle

Tra i giapponesi proprietari di Harley difficilmente ne troverete uno con la sua moto originale; in Giappone infatti c’è un vero e proprio culto per le moto di Milwaukee e i nipponici curano maniacalmente le loro bicilindriche. Ovvio quindi che siano fioriti anche diversi customizzatori, molti dei quali conosciuti anche a livello internazionale. Uno dei modelli maggiormente customizzati in Giappone è senza dubbio lo Sportster, nelle sue numerose versioni, un mezzo semplice che si presta a trasformazioni che possono andare dallo stile chopper più tradizionale fino a quello cafe racer, passando per snelle tracker o paciosi bobber.

L’officina giapponese Hide Motorcycle ha realizzato numerose customizzazioni su base Sportster, riunite anche nel suo sito, tutte precedute dalla sigla SP. Questo Sportster SP-40 è dunque il numero 40, l’ultimo in ordine di tempo. Per realizzarlo si è partiti da uno Sporty XLH883 del 2001, quindi appartenente ancora alla vecchia generazione di Sportster con il motore Evolution montato rigidamente sul telaio e non tramite supporti elastici come dal Model Year 2004.

Il telaio è stato modificato al retrotreno per accorciarlo e adattarsi al nuovo stile. Il bicilindrico Evo di 883 cc è stato invece un po’ rinvigorito con filtro aria e scarico 2 in uno verniciato a polvere nero, entrambi marchiati HDM (Hide Motorcycle). La realizzazione prevede anche la costruzione artigianale del parafango posteriore (quello anteriore manca del tutto) e la verniciatura del serbatoio, che mantiene il classico look dei tank Sportster.

Sportster by Hide Motorcycle
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Realizzati sempre da Hidemo (altra contrazione del nome Hide Motorcycle) sono il manubrio mini-apehanger, molto più basso dei tradizionali “appendi scimmia”, i supporti per la strumentazione e quelli per gli indicatori di direzione anteriori, completi di frecce collocate in corrispondenza della metà del trave anteriore del telaio. Al retrotreno questo Sportster sfoggia una coppia di ammortizzatori ribassati di 11 cm, mentre la coda tronca ha richiesto il riposizionamento dell’impianto di illuminazione e degli indicatori di direzione: le frecce sono posizionate alla base dei due ammortizzatori, il fanalino invece alla sommità di quello sul lato sinistro, dove compare anche un fianchetto hand made. Artigianale anche la sella, con finitura “tuck and roll”, ovviamente monoposto.

La scelta degli pneumatici cade ovviamente su coperture dal look tradizionale e decisamente poco sportivo, come l’Avon Speedmaster-MKII davanti, montato su cerchio da 19”, e il Coker Super Eagle Replica nella misura 5.00-16” dietro. Telaio e ciclistica di questo Sportster vengono infine rifiniti di nero, a tratti “powder coated” e a tratti lucido, mentre parafango e serbatoio sfoggiano una tinta molto sobria e per nulla appariscente che dà l’ultimo tocco di vintage.

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