Silverstone, Superpole per i ... "comprimari". Sykes, Checa, Giugliano, Baz a terra. Melandri cauto. Male Biaggi e l'Aprilia

Superbike 2012 - Aragon

Il tempo è quello di sempre da queste parti con acquazzoni intervallati da squarci di sole e folate di vento che puliscono il cielo e un minuto dopo riportano sulla pista nuvoloni neri che scaricano ancora acqua. Non c’è però il pubblico di sempre, solo quattro gatti in tribuna centrale, con spalti immensi desolatamente vuoti. Eppure i piloti inglesi non mancano, forse quel che manca è l’inglese “super” che tira e fa sognare, un campione consacrato come nei bei tempi andati.

Se le cadute fanno spettacolo, allora questa Superpole non ha deluso con Sykes, Checa, Giugliano, Baz e altri che hanno assaggiato, anche violentemente pur senza conseguenze, la pista bagnata. Se lo spettacolo è dato dalla ricerca della prestazione assoluta, dall’abbattimento del record, allora c’è poco da dire. Onore al merito comunque a Smrz che svetta sulla…. “docile” Ducati, a Camier, secondo tempo, che dà un momento di gloria alla scorbutica Suzuki, a Guintoli, altra Ducati, che non si fa sfuggire l’occasione della prima fila e ad Haslam, quarto tempo con la BMW, ben più veloce del suo compagno di Casa, Melandri, attento a non commettere errori, in seconda fila.

Hanno deluso alla fine le Ducati (quasi) factory di Giugliano e Checa, causa la caduta dei due piloti quando avevano in mano, specie l’italiano, la Superpole. Moto e piloti però hanno dimostrato di poter fare domani una corsa di assoluto rilievo. Peggio l’Aprilia, con tutte e tre le moto fuori dalla battaglia finale. Biaggi 11esimo tempo, terza fila, Laverty 14esimo e Davies 16esimo, la dicono lunga sull’affanno della Casa di Noale in questo week end, almeno fin qui. Tempi alla mano e soprattutto il clima freddo del box fanno capire che qualcosa non gira per il verso giusto. E’ il nodo del contratto Biaggi-Aprilia non sciolto?

Fatto sta che fare qui domani come a Brno, o peggio, potrebbe essere esiziale per le ambizioni iridate del “corsaro”. Serve un risultato pesante. Non è la prima volta che Max, dal sabato alla domenica cambia volto e passo. Forse stavolta non serve il classico … miracolo, ma la convinzione (del pilota e del Team) che il mondiale è ancora saldo in mano. Ci penseranno Melandri, Checa, Davies a dimostrare il contrario. Con pista asciutta sarà grande show. Se piove, spettacolo più spettacolo, con festival di cadute.

  • shares
  • Mail
7 commenti Aggiorna
Ordina: