Amarcord: Honda XL 500 e 600

Amarcord: Honda XL 500 e 600

La rubrica Amarcord torna ancora una volta a occuparsi delle mitiche enduro degli anni Ottanta. Con l’arrivo sul mercato della Yamaha XT 500, nel 1975, Honda doveva sfoderare la sua arma migliore. La casa di Tokyo aveva già in produzione da diversi anni, precisamente dal 1972, la XL 250 S, a sua volta derivata dalla XL 250 con motore quattro tempi a quattro valvole, da cui decise di far derivare la prima XL 500 S, che vide la luce, praticamente in contemporanea con la più specialistica XR 500, solo nel 1979.

Nonostante, o forse grazie proprio a questo ritardo rispetto alla concorrente di Iwata, la XL si dimostrò subito un ottimo prodotto e a detta delle riviste dell’epoca, con prestazioni superiori alla rivale XT. Il motore era un monocilindrico di 498 cc con distribuzione monoalbero a camme in testa e quattro valvole, alimentato da un carburatore Keihin da 32 mm. Tra le sue caratteristiche principali, il serbatoio da 10 litri, il faro anteriore rotondo con cornice cromata e soprattutto la ruota anteriore da 23 pollici, ereditata dalla 250, mentre il posteriore era da 18”.

Entrambi i freni erano a tamburo da 130 mm, il peso a secco dichiarato era di 132 Kg, la potenza di 34 CV a 6500 giri e la velocità massima di 150 km/h. Queste prestazioni rendevano la XL 500 S una moto totale ed eclettica, comoda per i trasferimenti su asfalto e con discrete prestazioni fuoristrada, insomma una moto dual-purpose o dual-sport, come la definirono gli americani. Questo modello venne prodotto fino al 1981 con il codice VIN (Vehicle Identification Number) PD01, nelle versioni SZ (1979), SA (1980) e SB (1981); quest’ultima presentava tra i vari aggiornamenti, oltre al tamburo anteriore di maggior diametro, presente anche sulla SA, anche una sorta di mascherina anteriore vagamente simile a quelle delle moto da cross ma “piegata”, nella quale era incastonato il faro.

Amarcord: Honda XL 500 e 600
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Nel 1982 fu la volta della XL 500 R, con sigla PD02, notevolmente modificata, prima di tutto nella ciclistica, che presentava cerchi più tradizionali da 21 e 17 pollici, ma anche nel motore e nell’alimentazione, affidata a un carburatore Keihin da 32 mm, e soprattutto nell’estetica, più moderna. Pochi sanno che già di questo modello 500 venne approntata l’edizione Paris-Dakar, che aveva il serbatoio da 21 litri e la colorazione in blu, bianco e rosso, in onore della vittoria di Cyril Neveu nell’edizione dell’82 della massacrante maratona africana. A dire il vero il piccolo francese guidava una versione modificata a 550 cc della XR 500 R, anche se sul serbatoio riportava la sigla XL, per chiari scopi commerciali.

Visto che anche Yamaha stava per lanciare la sua XT 600, Honda questa volta non perse tempo e nel 1983 presentò la sua prima XL 600 R (siglata PD03) con motore da 589 cc e valvole radiali, secondo lo schema RFVC (Radial Four Valve Combustion), alimentato da due carburatori Keihin da 30 mm e con 42 CV, dotata di freno a disco anteriore da 240 mm che sostituiva il tamburo da 140 mm, mentre il serbatoio aumentò la capacità fino a 12 litri. Questo almeno per la versione “normale” perché ovviamente grande successo ebbe anche la versione XL 600 L Paris-Dakar con serbatoio maggiorato con colorazione HRC, soffietti forcella e sella blu, differenti tinte dei fianchetti laterali e cerchi color oro. Da questa versione derivò nel 1985 la XL 600 LM (con sigla PD04), da molti chiamata erroneamente ancora Parigi-Dakar, caratterizzata dal motore rosso, rivisto anche nella tecnica e con cilindrata di 591 cc, utilizzato anche dalla più specialistica XR600R, ma finalmente con avviamento elettrico e alimentato da due carburatori da 32 mm.

Altre caratteristiche il serbatoio maggiorato da 28 litri, freno anteriore a disco da 256 mm forcella Showa da 41 mm con escursione di 230 mm e ammortizzatore regolabile con escursione da 205 mm, peso di 170 kg e potenza di 44 CV a 6500 giri; su alcuni mercati esteri era venduta con il doppio faro anteriore (in Italia non ancora omologato). Scarsissime informazioni si hanno invece su una versione speciale, prodotta sempre nel 1985 solo in alcuni paesi e in soli 300 esemplari, della XL 600 R Pharaohs Limited Edition. La versione LM dell’anno successivo perse la caratteristica colorazione rossa del motore, questo perché nel 1986 lo stesso motore nero venne utilizzato anche sulla nuova XL 600 RM, con misure meno “dakariane” e serbatoio da 13 litri.

Amarcord: Honda XL 500 e 600
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Ovviamente nel corso degli anni si avvicendarono anche le versioni di cilindrata inferiore, dalla piccola 125, passando per le 250 e 350, che godevano all’epoca di vantaggi fiscali in quanto non pagavano l’assurda IVA del 38% in vigore sulle cilindrate superiori ai 350 cc, fino alla 400 (che appunto non era venduta in Italia). La produzione della XL continuò fino al 1987. Nel frattempo era arrivata sul mercato la bicilindrica XLV 750 R, già nell’83, seguita dalla XL600V Transalp, nel 1987 e dalla XRV750 Africa Twin nell’88, ma la vera erede della mitica XL fu senza dubbio la NX 650 Dominator, presentata anche’essa nel 1988, con motore maggiorato a 644 cc e moltissime innovazioni.

Di questo fortunato modello però parleremo molto presto e se intanto volete approfondire la storia della Honda XL vi consigliamo una visita al sito a lei dedicato. Continuate a seguirci e se avete una moto o anche un ciclomotore che vi sono rimasti nel cuore e volete raccontarci la vostra storia, mandate una mail a suggerimenti@motoblog.it allegando se possibile qualche vostra immagine d’epoca.

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