Aumento assicurazioni moto: +45% negli ultimi due anni

Aumento Assicurazioni

La parola d'ordine del 2012 sarà, purtroppo, "aumenti" ed il settore due ruote, già in crisi, non ne sarà esente. Oltre al prezzo della benzina in costante aumento, all'aumento dell'IVA recentemente portata al 21% (il nuovo governo vuole portarla al 23%!), aumenteranno (ancora!) anche le assicurazioni. Giusto per non farci mancare nulla.

Come se non fossere già aumentate abbastanza: le tariffe delle assicurazioni moto sono aumentare fino al 45% (del 27% per le auto) tra il 2009 ed il 2011 come certificato dall’ISVAP. Prezzi sono tra i più cari di Europa: secondo il Codacons da noi una polizza per l'auto costa in media tra i 900 e i mille euro annui, in Germania 222 euro, in Francia 172 euro.

Aumenti ingiustificati se si pensa che gli incidenti e le vittime da incidente stradale sono in diminuzione (-9%). Durante un’audizione al Senato l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, l’ISVAP, ha evidenziato una situazione inaccettabile che colpisce, in particolar modo, i ragazzi più giovani e i neopatentati soprattutto se residenti in Meridione, come ha dimostrato una ricerca fatta da Altroconsumo.

L'ANCMA - Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori sostiene la battaglia contro i rincari delle assicurazioni. Queste le dichiazioni di Corrado Capelli, Presidente di Confindustria ANCMA:

“Da tempo denunciamo una condizione che diventa sempre più difficile per il mercato delle 2 ruote. In molte regioni del centro e del sud Italia il costo dell’assicurazione è praticamente uguale al prezzo di listino dei veicoli più economici e pregiudica il buon esito dei contratti di acquisto. In un momento in cui si stanno facendo tutti gli sforzi possibili per uscire dalla morsa della crisi economica le aziende e i distributori si trovano di fronte ad una barriera che induce i potenziali clienti a rinunciare all’acquisto. In alcuni casi limite non si trovano compagnie disposte a stipulare una polizza RC. Riceviamo ogni giorno segnalazioni da parte di concessionari che non sanno più come aiutare i propri clienti a trovare un’assicurazione a prezzi ragionevoli e a volte gli stessi clienti decidono di non ritirare il nuovo veicolo, anche con la perdita dell’anticipo. Non si tratta di fare sterili polemiche con le imprese assicurative, ma di sostenere un mercato che per il 70% è composto da ciclomotori e scooter, dunque da mezzi funzionali a spostamenti in città e per attività lavorative. Invitiamo tutte le istituzioni coinvolte ad intervenire anche sul fenomeno delle frodi che si concentrano proprio nelle regioni a più alto rischio e dove è più difficile assicurarsi. Non è giusto che una piccola percentuale di criminalità organizzata costringa tutti gli utenti corretti, che in larga maggioranza non causano incidenti, a pagare il costo dell’illegalità. Perché nella gran parte degli altri Paesi europei il problema non esiste o è marginale? Sono necessarie regole precise e controlli stringenti per eliminare i falsi incidenti e contenere i costi dei risarcimenti”.

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