MotoGP Test Valencia: bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

MotoGP Test Valencia Day 2

I test MotoGP di Valencia possono essere letti in due modi. Il primo in modo “tecnico” valutando la tabella dei tempi, il secondo in modo “psicologico” valutando le aspettative di chi (Rossi-Ducati) quest’anno è stato sconfitto e cerca legittimamente la riscossa. Pur con la premessa che in questi test si lavora allo sviluppo e non alla ricerca del giro veloce, è altresì evidente che nelle corse lo sviluppo si misura con i tempi realizzati sul giro. E il cronometro riconferma con le moto di 1000cc quanto accaduto nella stagione 2011: la Honda davanti, la Yamaha competitiva, gli altri dietro.

E’ ancora presto per dare un giudizio sulle ibride CRT, ma a meno di un miracolo, i quattro secondi e passa di gap, segnano lo scarto attuale esistente che rischia di portare nel 2012 a due gare distinte nella stessa corsa. Tornando alla MotoGP di prima linea, Valentino Rossi e la Ducati, sostanzialmente subiscono con la moto 1000 rivoluzionata lo stesso gap della vecchia 800. Non si può certo accusare la Casa di Borgo Panigale e lo stesso Valentino di essere rimasti con le mani in mano.

Al di là di considerazioni di tipo … “ideologico” sul fatto che la Ducati abbia ripudiato le proprie caratteristiche tecniche e sposato la filosofia e la impostazione giapponese, va dato atto alla Casa bolognese per il coraggio di aver rivoluzionato la nuova moto. Evidentemente rimanere ancorati al vecchio schema significava sconfitta certa e forse gettare la spugna. Aprirsi al nuovo è l’unica strada per tornare alla competitività e lottare per il titolo.

Le dichiarazioni di Rossi dopo i test e il clima del Team di “moderato ottimismo” non vanno sottovalutate. Ripulite della componente “propagandistica” segnalano l’avvenuto cambio di passo. Più volte, specie da metà stagione in avanti, Rossi quest’anno ha espresso il proprio pessimismo. Ieri, invece, ha fatto capire che la strada intrapresa è quella giusta. Quando un pilota di quel livello è contento, significa che è in grado di osare in pista.

Ora non manca il tempo per tradurre le indicazioni di questi test e sviluppare a Borgo Panigale un mezzo competitivo. Si dirà: e il gap? Se la strada scelta è giusta, quel gap può essere superato. Certo, adesso va modificata anche l’impostazione strategica sul piano dell’immagine e della comunicazione puntando sul realismo e sull’umiltà, cioè l’opposto di quanto fatto nell’ultimo anno. I troppi proclami sparati come mortaretti, oltre che inutili, rischiano di tramutarsi in boomerang. Una parola anche di autocritica non guasterebbe.

La riscossa del binomio italiano Rossi-Ducati non può che far bene al motociclismo italiano e alla MotoGP.

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