MotoGP Mugello, corsa da… infarto! Marquez, e sei! Ma che Lorenzo! E che Rossi!

Sesta vittoria consecutiva di Marc Marquez dopo un duello strepitoso con Jorge Lorenzo. Bene Lorenzo terzo al Mugello

MotoGP Mugello 2014 - Gallery Gara

Sono sei vittorie, una in fila all’altra, per un Marc Marquez cannibale e mattatore capace di contenere un indomabile, ammirevole Jorge Lorenzo, risorto al Mugello, ma costretto ad inchinarsi di fronte al fenomeno della Honda.

Se ci fosse una giustizia sportiva, Marc e Jorge meriterebbero oggi di condividere insieme il gradino più alto del podio, ma non c’è spazio se non per un solo campione, per il giovane campione del mondo in carica della Honda, che non perdona e con il nuovo trionfo sul magnifico e difficile saliscendi toscano pone il sigillo per il nuovo titolo iridato di una MotoGP che esalta e fa esultare gli oltre 70 mila aficionados in pista.

Una corsa di altissimo livello tecnico e agonistico, un podio da incorniciare, sintesi dell’attuale livello della MotoGP: Marquez un giaguaro travolgente, Lorenzo una tigre danzatrice, Rossi un leone dal ruggito potente.

Dopo le tante (e inutili) disquisizioni sulle differenze delle moto e sul gioco altalenante delle diavolerie elettroniche, la corsa del Mugello ha dimostrato ancora una volta che nel motociclismo conta ancora il pilota ed è il manico – classe, esperienza, feeling con il mezzo, pelo nello stomaco - a fare la differenza, anche se, come in questo caso, la differenza è racchiusa in un amen e un unico scrosciante applauso accoglie Marquez, Lorenzo, Rossi.

Marquez può davvero fare cappotto quest’anno, ma con questo Lorenzo, non si può più dare niente per scontato. Lo stesso Rossi, per esempio ad Assen, potrebbe tornare a dire la sua, anche per il primo posto.

Honda e Yamaha, su una pista completa come il Mugello, pur con caratteristiche diverse, si equivalgono, a dimostrazione che – lo ripetiamo – sono i piloti a fare la differenza.

E gli altri? Chi esce con le orecchie basse è Dani Pedrosa, partito male, ma in difficoltà in una rimonta in chiaroscuro, con un quarto posto che mette qualche interrogativo sul futuro dello spagnolo in casa Honda. Se non c’è una chiara risposta in tempi rapidi Dani rischia di sprofondare in un tunnel che lo pone fuori dalla HRC.

Un plauso a Iannone, capace di sfruttare il gran motore Ducati e le gomme nei primi giri, un pilota che non subisce il confronto alla baionetta anche quando l’avversario diretto si chiama Marquez. Bravo anche Dovizioso, con una condotta di gara tatticamente valida. Ciò detto restiamo molto perplessi sulla validità di un regolamento che aggiunge un po’ di pepe allo show nei primi giri e in qualifica ma non esprime i reali valori in campo.

Una giornata radiosa per il motociclismo, grazie anche allo straordinario anfiteatro del Mugello e al pubblico italiano, unico in assoluto, sempre presente quando non si può mancare. Perché, come si sa, gli assenti hanno sempre torto.

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