Kawasaki J300 2014: il test di motoblog

Kawasaki J300. Debutto convincente. E' bello da guardare e da guidare; agile, sportivo e comodo. 4.730 o 5.130 Euro con ABS. L'abbiamo provato sulle strade del Portogallo, ecco la prova

a:2:{s:5:"pages";a:4:{i:1;s:0:"";i:2;s:18:"Design ed estetica";i:3;s:10:"La tecnica";i:4;s:8:"La Guida";}s:7:"content";a:4:{i:1;s:1727:" TEST Kawasaki J300 2014

J300, il primo scooter Kawasaki. La casa di Akashi rompe gli indugi e si getta nella mischia della jungla urbana: un terreno infido che fino ad oggi aveva lasciato agli altri rimanendo tra i pochi produttori senza scooter a listino. Un ingresso studiato, una mossa intelligente e conveniente, coraggiosa e quasi doverosa al giorno d'oggi in cui il mercato, quello dei numeri veri, chiede mezzi per la mobilità urbana. E per il primo passo, Kawasaki, ha deciso di sfruttare tutto il know how di un partner come la Kymco, che conti alla mano in tema di scooter è seconda solo alla Honda.

Una scelta strategica ed economica, per essere pronti e competitivi il prima possibile. E a quanto abbiamo avuto modo di testare, il J300 è già maturo, pronto alla sfida. Nasce sulla piattaforma del Downtown 300, ma è stato rivisto e corretto secondo gli standard di Akashi. Non si tratta solo di design e carene, i tecnici Kawasaki hanno iniettato il loro DNA, creando uno scooter solido, sportivo e rifinito. Una risposta concreta ai dubbi e alle perplessità che hanno accompagnato il J300 fin dalle prime foto spia e indiscrezioni.

Disponibile nei colori Silver Metallizzato e Nero Metallizzato, o nella Special Edition Nero/Silver/Verde, è già in concessionaria in versione con e senza ABS. Fino al 15 febbraio Kawasaki offre 4 anni di garanzia e un bauletto da 39 litri in omaggio. A breve verranno organizzati test drive ed eventi di lancio. Intanto vi raccontiamo la nostra prova su strada in città e sulle statali nei dintorni di Portimao.

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Design ed estetica


TEST Kawasaki J300 2014

Stilisticamente parlando il J300 è Kawasaki al 100%. Sia perché le sue linee nascono direttamente dalle matite del team Kawasaki design, e sia perché è abbastanza evidente il family feeling con le sportive di Akashi. Il frontale è "Ninja inspired" con i due grandi fari anteriori, tre luci di posizione a led e uno scudo decisamente aggressivo e profilato. Il cupolino basso rientra nella lista di scelte "tecniche" dettate dall'ottica motociclistica; protegge ma non troppo, e allo stesso tempo non ha i limiti dinamici di un parabrezza più marcato.

La linea di fiancata è slanciata e curata tanto nel design quanto negli accostamenti. La pedana è svasata per lasciare la possibilità al pilota di appoggiare entrambe i piedi al semaforo in classico stile motociclistico. La sella è ben imbottita, comoda e confortevole. Il posteriore con luce a led è invece la parte meno personale e un po' più pesante, in un design globale comunque piacevole.

La strumentazione ha una configurazione da grande, con contagiri e contachilometri analogici e display lcd al centro. E' semplice e pratica da leggere, ma non brilla per le grafiche. Stesso discorso per il display centrale con indicatore di carburante e temperatura del liquido refrigerante, con contachilometri totale e due “trip” parziali consultabili premendo il tasto adjust.

Ampio lo spazio sotto sella, illuminato con una lucina a led, e dotato di un ammortizzatore idraulico che sostiene la sella alla massima apertura. Il vano anteriore "portaguanti" ha la classica presa di corrente da 12 V, mentre la batteria è facilmente accessibile direttamente sotto la sella.

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La tecnica


TEST Kawasaki J300 2014

Il lavoro sull'EJ 300 del team di ingegneri Kawsaki non si è certo fermato al design e all'ergonomia, ma anzi è stato incentrato molto sulla dinamica. L'assetto è stato rivisto e corretto direttamente in Italia secondo le specifiche del test team e si presenta con una nuova coppia di ammortizzatori posteriori regolabili nel precarico in cinque posizioni, e in una inedita taratura della forcella anteriore. Anche l'impianto frenante è su specifiche Kawa, sia per dischi immancabilmente a margherita rispettivamente da 260 e 240 mm all'anteriore e al posteriore, sia per le pinze a due pompanti servite da tubazioni in treccia.

Per il resto, troviamo globalmente quanto di buono già fatto by Kymco. Il motore quindi è sempre il monoclindrico 299 cc, raffreddato a liquido, quattrovalvole a iniezione, capace di 28 CV a 7.750 giri/min e di 28,7 Nm di coppia massima disponibili a 6.250 gir/min; la mappatura è Kawasaki.

Si tratta di uno scooter con telaio tubolare in acciaio dal peso 191 kg. Forcella anteriore da 37 mm e i due mono posteriori hanno escursione di 110 mm. I pneumatici montati di primo equipaggiamento sono dei Maxxis nella misura differenziata di 120/80 R14 all'anteriore e 150/70 R13 al posteriore. Il serbatoio, posizionato in basso in mezzo alle gambe del pilota, è da 13 litri.

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La Guida


TEST Kawasaki J300 2014

Frontale aggressivo e grafica Special Edition. Così si presentano la mattina dell'evento i J300, tutti ben schierati e pronti a essere cavalcati. Fa freddino, anche se siamo in Portogallo. L'asfalto è bagnato e così, all'inizio, mi dedico allo “studio” dei dettagli. Il J300 si presenta molto bene. La sella è bassa, 775 mm, ampia e morbida. Le pedane svasate aiutano effettivamente a poggiare bene entrambe i piedi a terra. Le leve del manubrio sono distanti, ma dotate della regolazione, una vera chicca.

I primi metri in movimento sono subito una bella scoperta. Il J300 è agile, leggero, con un ampio raggio di sterzo e un bel manubrio largo. Il 300 risponde deciso agli input del gas, ma è anche morbido e graduale all'apri/chiudi, quello che serve in città e in questa condizioni “wet”.

Su strada le sospensioni lavorano bene; la forcella ha una taratura perfetta, mentre gli ammortizzatori posteriori faticano a scaricare perfettamente le sconnessioni più intense. Ma sono dettagli, perché in città il comfort è sempre sopra la media.

Prime prove di accelerazione e prime soddisfazioni. Il J300 scatta forte al semaforo e in città si muove molto svelto. I 190 Kg ci sono, ma solo sulla carta, e globalmente stupisce il feeling immediato che sa trasmettere. Buono il responso dei freni e in particolare dell'ABS sempre vigile e pronto all'intervento. Per frenare forte bisogna un po' strizzare le leve, ma è comunque un'azione lineare e potente.

Lasciata la città, l'asfalto gradualmente si asciuga e viene fuori tutto il carattere sportivo. Dinamicamente parlando, il J300 è veramente piacevole da guidare. Avantreno fermo e tanta confidenza che invitano a spingere tra una curva e l'altra. Stabile e veloce nello scendere in piega, nelle curve a media e alta velocità. Il motore, scatta bene ai bassi, con una buona ripresa, ma la trasmissione nella guida più impegnata non è delle più reattive. Nell'apri/chiudi è sempre morbida, quando vista l'indole e il bilanciamento ci sarebbe piaciuto qualcosa di più sportivo.

La progressione, in ogni caso convince. Il J300 si lancia rapidamente oltre i 130 km/h di strumento, e non è difficile leggere anche i 150. Al crescere della velocità la stabilità in curva e sugli avvallamenti può venire un po' meno e non è difficile imbattersi in qualche ondeggiamento, ma bisogna ammetterlo, il J300 "invita ad andare" e abbiamo tenuto un ritmo decisamente allegro.

In velocità il cupolino manifesta i suoi limiti e oltre i 100/110 km/h l'aria si fa sentire sul petto, con qualche turbolenza anche nella zona bassa delle gambe. Sempre ineccepibile la frenata. Anche dalle velocità autostradali, le pinze a due pompanti sono sempre generose, pronte e ben modulabili.

Insomma, il J300 ci è piaciuto. Sia nell'estetica, che soprattutto nell'equilibrio tra prestazioni, comfort, maneggevolezza e sportività. E' un prodotto maturo, solido e ben rifinito. Difficilmente ci si sente a proprio agio in sella così rapidamente, senza, tra l'altro, rinunciare a tutto il resto. Obiettivo centrato quindi per i tecnici Kawasaki che sono riusciti a dare il loro imprinting su un prodotto già valido e funzionale. Se queste sono le premesse, c'è solo da aspettare la lunga di serie di scooter che verranno.

Pregi e difetti
Piace
Motore
Dinamica
Comfort
Estetica e finiture

Non piace
Grafica strumentazione
Alcuni dettagli estetici ancora non al top

Scheda Tecnica Kawasaki J300
TEST Kawasaki J300 2014

Motore
Cilindrata 299 cm3
Tipologia motore Raffreddato a liquido, 4 tempi, monocilindrico
Alesaggio e corsa 72.7 x 72.0 mm
Rapporto di compressione 10.8:1
Distribuzione/aspirazione SOHC, 4 valvole
Sistema di iniezione Iniettori benzina: φ34 mm x 1
Iniezione ECU Control (Full transistor)
Avviamento Elettrico
Lubrificazione Lubrificazione forzata, carter umido

Trasmissione
Rapporto di trasmissione 2.220 ~ 0.790
Rapporto di trasmissione finale 7.222 (43/16 x 43/16)
Trasmissione CVT con frizione a centrifuga
Trasmissione finale Cinghia
Angolo di inclinazione del cannotto di
sterzo/avancorsa
28o / 113 mm
Corsa ruota anteriore 110 mm
Corsa ruota posteriore 100 mm
Pneumatico anteriore 120/80-14 M/C 58S
Pneumatico posteriore 150/70-13 M/C 64S
Angolazione dello sterzo
sinistra/destra
40o / 40o

Sospensioni
Sospensione anteriore Forcella da 37 mm
Sospensione posteriore Doppio ammortizzatore con il
precarico delle molle regolabile in 5 posizioni
Freni
Freno anteriore Disco singolo da 260 mm a petali,
Pinza a doppio pistoncino.
Freno posteriore Disco singolo da 240 mm a petali,
Pinza a doppio pistoncino.

Dimensioni
Dimensioni (L x L x A) 2,235 x 775 x 1,260 mm
Altezza da terra 145 mm
Interasse 1,555 mm
Altezza della sella 775 mm
Capacità serbatoio 13 litri
Peso 191 kg

Prestazioni
Massima potenza 20.3 kW {28 PS} / 7,750 rpm
Massima potenza con sistema RAM
di immissione dell’aria
28.7 Nm {2.9 kgm} / 6,250

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