Motegi, Marquez chiude la partita con Lorenzo? Rossi s’infila o si defila?

A Motegi si rinnova la sfida per il titolo tra Marquez e Lorenzo. Rossi aiuterà il compagno il maiorchino? Pedrosa aiuterà il Rookie che lo ha fatto fuori dal Mondiale?

MotoGP Australia 2013 - Gara

Le ruote sono tonde e nelle corse tutto può accadere ma stavolta non è difficile azzardare il pronostico: domenica a Motegi, penultimo round iridato stagionale, Marc Marquez può laurearsi campione del mondo della MotoGP 2013. Sul magnifico e impegnativo impianto di proprietà della Honda non ci saranno i problemi di gomme (Bridgestone pericolose!) riscontrati la settimana scorsa nel GP d’Australia, né quindi il rischio di una nuova corsa flag-to-flag costata nel pastrocchio di Phillip Island al rookie della Honda la squalifica per il notissimo madornale errore del Team Hrc nel cambio moto.

Sul tracciato nipponico, caso mai, i problemi possono derivare dalle sollecitazioni dei freni e – speriamo di no – dalla coda dell’uragano Francisco deciso a fare da guastafeste. Per il resto, il mondiale riapertosi a Phillip Island potrebbe chiudersi definitivamente a Motegi a favore di Marc Marquez, chiamato a una nuova prova difficile, soprattutto sul piano psicologico. Una vittoria a Motegi e comunque il titolo eventualmente conquistato nel GP del Giappone darebbe ancora più valore al nuovo fenomeno della MotoGP, esaltandolo sotto ogni profilo dopo una stagione da incorniciare. Ribadiamo: solo un livello di pressione psicologica fuori controllo potrebbe destabilizzare il giovanissimo fuoriclasse spagnolo, modificando un epilogo oramai scontato.

MotoGP Australia 2013 - Gara
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Il fattaccio di Phillip Island (con la bandiera nera, la squalifica di Marquez e il riavvicinamento in classifica di Lorenzo), alimentato dai media, ha creato una fortissima attesa e un grande interesse per questo Gran Premio, innescando, oltre alle polemiche, una ridda di ipotesi anche fuorvianti e insensate, come se fosse Marquez a dover inseguire e non i suoi avversari.

E’ vero, 43 punti di vantaggio ridotti a 18 tolgono al trionfo finale la certezza matematica, ma il distacco resta pesante, tant’è che al 20enne talentuoso spagnolo della Honda basterebbe un secondo posto (o un doppio secondo posto in Giappone e nell’ultimo atto in Spagna il 10 novembre) per intascare il titolo anche con una eventuale vittoria (o doppia vittoria) di Lorenzo.

Non ci addentriamo su altre ipotesi nelle più strane combinazioni di classifica perché convinti che sarà una partita dove Lorenzo non può che puntare alla vittoria e dove Marquez farà … altrettanto, idem Pedrosa (primo nel 2012 proprio davanti al maiorchino), con la Honda lungi da imporre ordini di scuderia.

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Comunque vada, Lorenzo merita il titolo … “ad honorem, pilota di gran classe e gran temperamento, non lascerà nulla di intentato per tentare il colpaccio del bis, ma stavolta sarà davvero difficile salire sul gradino più alto del podio e ancor più arduo sarà relegare Marc fuori dal palco dei premiati.

Negli ultimi anni Yamaha ha conquistato Motegi nel 2008 con Rossi e nel 2009 con Lorenzo quando le moto della Casa dei tre diapason “volavano” e le moto della Casa dell’Ala dorata, non così al top, non avevano piloti “marziani”, come lo scorso anno uno Stoner e, quest’anno, un Marquez. Yamaha resta altamente competitiva ma a Motegi, per la conformazione del tracciato e le caratteristiche tecniche delle mote, la Honda farà la differenza.

Per Lorenzo, le uniche oggettive possibilità di puntare al doppio straordinario risultato - alla corsa e al titolo - sono date dalla rivalità fra i due galletti della Honda: se cioè fra Marc e Dani si innescasse una corsa inconsulta fratricida, da autolesionista resa dei conti finale. Ma chi ci crede? Marquez e Pedrosa sono piloti di classe, professionisti responsabili, attenti agli interessi personali e a quelli della Casa e degli sponsor.

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Lorenzo, oltre che sulla dea bendata, può anche pensare in extremis nell’aiuto di Valentino Rossi. Ma i bla bla non fanno farina e per far saltare il banco Rossi ha solo un colpo in canna da sparare: quello di mettersi davanti a Marquez e a Pedrosa, inducendoli anche … all’errore e comunque mettendoli dietro sul traguardo. Possibile? Teoricamente sì. Ma, visti i risultati di una intera stagione con il pesarese quasi sempre fanalino di coda del poker d’assi, in condizioni di gara normale, solo un miracolo può riportare Valentino nel ruolo di lepre o di gregario di lusso a copertura della eventuale fuga del suo capitano.

Un Rossi davanti di forza ai due portacolori della Honda sarebbe una riscossa tale da riportare il 9 volte campione del mondo agli antichi splendori con una ovazione dal valore di un titolo e un grazie infinito da parte di Lorenzo. Ma il cronometro non guarda in faccia nessuno e non fa sconti. Pure Marquez.

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