A Rea la Supepole di Assen. Cinque Marche diverse in vetta: Honda, Ducati, Bmw, Suzuki, Aprilia


Avanti così, con la Superpole che anche nella piana di Assen, al quarto round iridato della SBK, non delude per spettacolarità e validità tecnica. Prima fila con quattro piloti in sella a quattro marche diverse: Honda, Ducati, BMW, Suzuki. Poi una Aprilia. Scusate se è poco!

Stavolta a svettare è l’incontenibile Rea, che con una saetta da record per il nuovo tracciato ancora ritoccato (1’34.944) riporta ai massimi vertici la Honda, qui particolarmente a proprio agio per aver provato pochi giorni addietro (il team è a 50 Km dal circuito).

Si conferma pilota da Superpole Smrz, gran bel secondo, ancora una volta davanti alle Ducati ufficiali, anche in Olanda in affanno sia con l’ appannato Haga (eliminato nella seconda manche) che con Fabrizio, “agganciato” nell’ultimo posto della seconda fila, per un pelo.

Le “ufficiali” bolognesi sono addirittura dietro, oltre che alla bicilindrica di Smrz, anche a quelle private (seppur di lusso) di Checa (sesto) e di Byrne (settimo). Che succede a Borgo Panigale?

Di rilievo, di grande rilievo, la prestazione della BMW, in forte e costante crescita: terzo tempo con Corser, tutto pepe come ai bei tempi, ma in recupero anche con Xaus, out solo per una caduta. La “cura” Tardozzi sembra davvero molto salutare.

In chiaroscuro l’Aprilia: prima della seconda fila con il giovane Camier, anch’egli in ascesa, ma non eccellente rispetto alle aspettative, con Biaggi solo undicesimo in terza fila, anche se il “corsaro” è stato rallentato dal traffico in pista nell’ultimo giro “buono” della seconda manche.

Max ha “faticato”, sia in qualifica che nella Superpole, ma domani non può permettersi di perdere punti in classifica, specie nei confronti di Haslam, oggi quarto tempo, ma sempre molto performante con la sua Suzuki perfettamente a suo agio anche in questa occasione, pur se con Guintoli sempre in … ritardo.

Male le Yamaha, “fermate nel round due con entrambi i piloti che continuano nelle loro prestazioni “a saliscendi”. E sempre in forte difficoltà le Kawasaki, con Wermeulen ancora autore di un brutto volo.

La pista olandese, di ritocco in ritocco, perde smalto, ma resta pur sempre il “tempio” del motociclismo. Una garanzia per attendersi due corse di altissimo livello. Come sempre.

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