E Rossi C'E': "Il titolo più bello di tutti"

Rossi racconta il suo titolo più bello

Quelle dette a caldo sono quasi sempre le cose più belle, e quello che ha detto oggi Valentino è veramente qualcosa di speciale. Perchè Rossi non è più solo Rossi, non è più solo il fenomeno, il cannibale o quel che si vuole: Valentino Rossi è leggenda. E' il motociclismo allo stato puro. Quello degli eletti - o forse dell'eletto - perchè se è pur vero che i confronti hanno epoche diverse, proprio per questo quello che ha fatto il tavulliese nella sua carriera è ancora più grande.

Perchè gggi le corse sono una cosa terribilmente seria. Il livello di moto e piloti è pazzescamente alto e una buona moto, il coraggio ed i mezzi economici non bastano più ad assicurarsi la competitività. Oggi ci sono mille fattori in grado di portare un pilota in cielo ed il secondo dopo risbatterlo sulla terra. Ma Rossi in cielo c'è da 10 anni ormai e su ogni tipo di moto, di gomme o pista. E nella classe regina, quella dei campioni veri, nessuno ha vinto come lui. Nessuno.

E quest'anno proprio lui ha messo il punto e a capo su tutti. Io sono qui e come me nessuno mai. E diciamo la verità, le corse del passato erano cosa ben diversa da quelle di oggi - allora una, due moto ufficiali contro un manipolo di appassionati spesso con le pezze sulla tuta di pelle. Oggi invece i rivali hanno il peso di nomi come HRC, Ducati e hanno le facce di giovanissimi talenti di professione. Ma nessuno abbastanza grande da contrastare lui, che quest'anno non ha battuto gli avversari, ha stravinto.

E non a caso Valentino ha parlato di titolo più bello, perfino superiore a quello del 2004 - altro momento di leggenda del nostro sport: "Quello del 2004 e questo di oggi sono i titoli più belli che ho vinto. Mi mancava la sensazione di essere di nuovo campione del mondo". E ha vinto da vincente - con una bella lotta con Stoner e Pedrosa - da rappresentante numero uno di questo sport:

"È una sensazione speciale, abbiamo fatto un grande campionato avevo detto che un campionato così bello volevo conquistarlo vincendo anche la gara, come nel 2004 e nei campionati più importanti. Ce l'ho fatta, ho lottando con i mie avversari principali, Stoner e Pedrosa. Così ha più significato. C'era un po' di tensione prima della gara ma stavo bene. Avevo un gran passo nel warm-up, sapevo che avrei potuto vincere".

E poi questo titolo è per Valentino qualcosa di ancor più speciale, perché arrivato dopo due anni difficili. "Il vero sale di questo titolo? È un insieme di cose: la mia serenità, la tranquillità e la voglia di vincere. Il tutto con una moto competitiva, gomme che vanno bene e un team che aveva più voglia di vincere di me. Abbiamo costruito assieme la situazione ottimale. Ce l'ho fatta, sono contento, mi mancava la sensazione di essere campione del mondo. È stata una battaglia molto tosta con Stoner e Pedrosa.

Qual è stato il più bello tra il titolo 2004 e questo? Difficile dirlo. Sicuramente sono stati i due più belli della mia carriera. Qui mi sono impegnato di più, l'ho voluto più fortemente. Quello del 2004 era più inaspettato ed eroico. Ho vinto tre Mondiali con la Yamaha, tanti come con la Honda. Spero di aggiungerne qualcuno ancora".

Perchè il Campione non è la perfezione - quella non esiste, al massimo c'è chi come lui che si avvicina - ma quello che impara dagli errori e le difficoltà. Che non a caso oggi hanno un sapore molto meno amaro: "Le sconfitte mi hanno fatto diventare più forte, sono cresciuto, ho imparato a perdere. Il modo di prendere la sconfitta fa la differenza. Sono tornato più forte di prima. Quest'anno ho guidato anche meglio del 2004, sono andato forte in tutte le condizioni, ho sbagliato solo una volta ad Assen.

Traguardi futuri? Ora c'è un grande calo di tensione, ho sonno. C'è l'inverno, intanto godiamoci questo campionato dove ci abbiamo messo l'anima. Poi bisogna ricaricarsi per le prossime battaglie. I nostri avversari saranno ancora più carichi per cercare di battermi".

E nella festa non poteva che entrare anche mamma Stefania, che presente a Motegi per festeggiare, chiarisce meglio il concetto dei due anni di difficoltà vissuti dal figlio: "Sono emozionata anche più delle altre volte - ha detto - è stato bellissimo, sono senza parole. Ci speravo, ci contavo ma sono cose sempre emozionanti. Anche nel 2005 eravamo qui, ma poi siamo dovuti andare in Malesia.

Ma quest'anno Valentino è stato così concentrato e determinato che non avevo dubbi. Ha raggiunto la maturità sportiva. È stato un anno superlativo, ha dato il massimo di sé. È molto sereno e mi fa piacere che sia mio figlio".

Grazie Vale. Di tutto.

via | Gazzetta

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