Qualifiche MotoGP sotto il diluvio. Stoner e Rossi, solita musica.

Casey Stoner a Brno

Come previsto, l’acqua (un vero e proprio diluvio sul finale) l’ha fatta da padrone nelle qualifiche odierne della MotoGP. Ma il dominatore, asciutto o bagnato, resta uno solo: Casey Stoner, alla sua sesta magnifica pole position, con 2’11.657, tempo straordinario date le pessime condizioni dell’asfalto e inarrivabile per chiunque.

Rossi ha tentato più volte l’assalto per scalzare l’australiano, ma invano. Alla fine, il pesarese (2’12.846) ha ottenuto quel che voleva: partire domani in prima fila, addirittura a ridosso del campione del mondo della Ducati. I due, come già ieri, hanno fatto gara a parte, dimostrando di essere su un altro pianeta.

Non è la prima volta che accade, ma stavolta le Bridgestone hanno scavato un vero e proprio baratro a danno dei piloti gommati Michelin. Il gommista francese non ha fatto riscontro con i fatti ai bellicosi proclami della vigilia dopo il ko di Laguna Seca.

I piloti da bagnato si sono presi la loro “rivincita”: terzo Hpkins (2’12.959), quarto Vermeulen (2’13.002), quinto De Angelis (2’13.352), sesto il redivivo West (2’14.064), che chiude la seconda fila. Poi De Puniet, Nakano e Capirossi (2’14.805), scivolato senza conseguenze.

Melandri non è andato più in là di un fuoco di paglia, come dimostra l’11esimo tempo: 2’15.880. Posizioni da “vergogna” per gente dal blasone come Pedrosa (11esimo con 2’16.032), Dovizioso (14esimo), per non parlare di Toseland e Lorenzo, sopra il 2’ e 23., tempi che stando ai regolamenti, escluderebbe dalla gara i due drivers della Yamaha. Prove da dimenticare anche per Edwards, 15esimo: 2’20.074. Le prestazioni di Toseland, Lorenzo e Edwards sono un’onta difficilmente riscontrabile nella storia di una casa ufficiale.

Dunque qualifiche senza storia e senza colore. Peggio di così non poteva andare. Campanello d’allarme per questa MotoGP in chiaroscuro?

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